I militari della Stazione Carabinieri di Turi, nell’ambito di uno specifico servizio predisposto per la prevenzione e repressione dei reati predatori – con particolare attenzione alla tutela delle fasce deboli e degli anziani – hanno arrestato un 30enne, presunto responsabile del reato di tentata truffa aggravata ai danni di persone anziane (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).
In estrema sintesi e nel rispetto del segreto investigativo, l’ipotesi posta a fondamento del provvedimento scaturisce dalla segnalazione di un 57enne del luogo, il quale aveva preventivamente ricevuto una chiamata da un interlocutore che, presentandosi falsamente come un Maresciallo dei Carabinieri, lo informava che la sua autovettura era stata utilizzata per commettere una rapina. Con tale pretesto, il sedicente militare induceva la vittima a far accedere in casa un complice, qualificatosi come “procuratore”. Quest’ultimo, millantando la necessità di escludere i beni di famiglia dalla refurtiva per effettuare delle verifiche, riusciva a farsi consegnare vari monili in oro.
Tuttavia, la parte offesa insospettita dalla dinamica dei fatti e aiutato da alcuni familiari intervenuti sul posto, hanno allertato i Carabinieri della locale Stazione i quali hanno intercettato il soggetto nelle vicinanze dell’abitazione che consegnava spontaneamente parte della refurtiva, restituita poi al legittimo proprietario.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato arrestato e, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, veniva sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Avvertenza sulla presunzione di innocenza:
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli elementi sin qui acquisiti, nonché la stessa misura cautelare, hanno natura provvisoria, La misura cautelare è fondata su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e non costituisce in alcun modo accertamento di responsabilità.
Le persone sottoposte alle indagini non possono essere indicate come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, come stabilito dall’art, 27, secondo comma, della Costituzione e dagli artt. 1 15-bis c.p.p, e 2 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 188. Esse hanno diritto di formulare le proprie difese e di chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti.






