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TMB di Conversano, ipotesi proroga fino al 2028. Lovascio: «Una scelta inaccettabile per il territorio»

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Conversano. L’ipotesi di una proroga fino al 2028 dell’attività degli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB), compreso quello di Conversano, riaccende il dibattito sulla gestione dei rifiuti in Puglia.

A intervenire è il sindaco di Conversano, Giuseppe Lovascio, che esprime una netta contrarietà alla possibilità di prolungare di un altro anno l’attività degli impianti, rispetto alla scadenza prevista per il 2027.

«Se dovessero trovare conferma le indiscrezioni relative a una possibile proroga dell’attività degli impianti TMB, compreso quello di Conversano, ci troveremmo di fronte a una decisione profondamente sbagliata e inaccettabile», dichiara il primo cittadino.

Al centro della questione torna il peso ambientale che Conversano sostiene da decenni, ospitando impianti destinati al trattamento dei rifiuti. Secondo Lovascio, un’eventuale proroga finirebbe per far ricadere ancora una volta sulla comunità locale le conseguenze dei ritardi e delle criticità del sistema regionale.

«Conversano non può diventare il punto di compensazione delle inefficienze di altri territori», sottolinea il sindaco, richiamando il mancato raggiungimento degli obiettivi regionali in materia di raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti.

La preoccupazione riguarda soprattutto le ricadute sulla qualità della vita dei cittadini, sulla tutela dell’ambiente e sulle prospettive di sviluppo del territorio. Una situazione che, secondo l’amministrazione comunale, non può essere ulteriormente prolungata per rispondere alle esigenze complessive del sistema regionale.

Lovascio chiede quindi chiarezza alla Regione Puglia e l’apertura di un confronto immediato. Qualora le indiscrezioni dovessero tradursi in provvedimenti ufficiali, il Comune sarebbe pronto a valutare tutte le iniziative istituzionali e politiche necessarie per tutelare gli interessi della comunità.

«Conversano merita risposte concrete e non ulteriori rinvii», ribadisce il sindaco, chiedendo alla Regione di assumersi le proprie responsabilità e individuare soluzioni strutturali. Per il momento, dunque, si tratta di un’ipotesi non ancora formalizzata, ma sufficiente a riaprire una questione che da anni interessa il territorio conversanese: fino a quando la gestione delle criticità del sistema regionale dei rifiuti continuerà a gravare sulle stesse comunità?

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