Le 12 Lune

di Alessandro Lattarulo

LIBRI – Le 12 Lune di Antonio Rotondo, SpazioTempo collana di narrativa e poesia Wip edizioni. È un tempo scomodo, il nostro, aguzzo come i “cocci” di bottiglia cantati da Montale. Da questo spaesamento Antonio Rotondo si affranca interpretando gli sguardi altrui come una giungla psichedelica, all’interno della quale districarsi labirinticamente, facendo ardere legna per l’inverno dell’anima ormai alle porte. Non v’è certezza che questo possa essere un rimedio efficace, anzi. A tratti sembra quasi che Dio sia un lenitivo di ultima istanza, la cui ineffabilità tuttavia stride con il bisogno di credere, di appigliarsi a un essere supremo, lasciando la mente a dannarsi senza requie, lambendo la follia. Anche l’incontro con l’amata si consuma tra nebbie oniriche, dove si opacizza tutto ciò che non si è mai stati in grado di confessarle.

Subentra una disperazione che spinge il poeta, sconsolato, a rattrappire corpo e sentimenti, consumando emozioni scadute, inacidite come latte lasciato aperto. L’elemento mitologico, combinandosi con una dimensione fantastica particolarmente presente in questa silloge, dipinge una normalità, la cui distanza con il desiderio è tanto più drammatica e insostenibile quanto più la terra appare nient’altro che un piccolo pianeta travolto dalle acque, in cui questo elemento primigenio torma ad assumere la centralità assoluta che gli attribuì Talete. In cotanta infelicità, al cospetto della piccolezza umana, invece di compiere lo sforzo di “tornare / ad avere occhi di bimbi” (Nessuna divisa), ci illudiamo di baloccarci nella gabbia del capitalismo, dove figli e amici bruciano, annegano, muoiono, risucchiati dalle spire di un cinico disinteresse, in nome del maledetto feticcio dei soldi. Eppure polvere siamo, polvere ci circonda e polvere ritorneremo. Ma l’arrogante antropocentrismo che caratterizza la nostra epoca ci rende ciechi e resetta ogni salutare memoria di umanesimo.   

Copertina del libro