Conversano. Ieri sera, mentre era in corso la conferenza di presentazione di Franco Fanizzi, candidato sindaco sostenuto dai principali partiti nazionali del campo progressista di sinistra, abbiamo intervistato l’avvocato Vincenzo Miccolis, esponente del movimento socialista conversanese, per approfondire e conoscere la sua versione dei fatti in merito alla spaccatura avvenuta in corso d’opera nella formazione della coalizione di centrosinistra.


⚖️ “MORALITÀ, ETICA, TRASPARENZA: MA DECIDE LA LEGGE”

Avete o no risolto i dubbi sulla sottoscrizione del documento del centrosinistra?
«A luglio avevamo già aderito a un documento in cui c’erano principi generali: una proposta condivisa di governo della città, basata su collaborazione, apertura e sforzo comune.

Oggi si parla di metodo per definire il perimetro con concetti pleonastici: legalità, moralità, trasparenza. Ma i criteri per stabilire se una persona è candidabile li definisce già la legge. Chi sono io per decidere se una persona è moralmente o eticamente migliore di un’altra?».

🔥 “TRASFORMISMO”

In questi giorni siete stati accusati di trasformismo.
«Non siamo stati accusati di trasformismo ma si parla di trasformismo con riferimento a chi è stato eletto con Lovascio. Ma quanti negli ultimi trent’anni, quarant’anni hanno davvero mantenuto una coerenza politica?

Il sottoscritto è dichiaratamente socialista da quarant’anni e, a parte qualcuno, non conosco molte persone che hanno mantenuto questa stessa coerenza.

Quindi di cosa vogliamo parlare?

Il punto è che abbiamo un’idea diversa di visione della città, che non si sposa con quanto era stato inizialmente condiviso».

⚖️ IL VETO E IL NODO POLITICO

Qual è il vero problema?
«Il problema nasce nel momento in cui si è parlato di allargamento della coalizione.

In particolare rispetto alla lista “Officine Progressiste”, che fa capo a Marco Lacarra ossia un deputato del PD, in cui referente locale è Dario Berti, già assessore nella giunta Lovascio.

È lì che si è creata la frattura politica».

🧠 IL NODO OFFICINE PROGRESSISTE

Quindi il punto centrale è quello?
«Sì.

Attorno a quella lista si è concentrata tutta la discussione sull’allargamento del perimetro.

E lì si è passati da una logica di apertura a una logica selettiva, che noi non condividiamo».

⚖️ COERENZA O CONTRADDIZIONE?

Però il centrosinistra ha dichiarato di voler combattere il sistema Lovascio.
Se Officine Progressiste richiama anche quell’esperienza, allora la loro posizione è coerente. Non crede?

«Diciamo questo: Noi non vogliamo “combattere” nessuno. I socialisti vogliono invece la pacificazione della società conversanese. Lovascio è una brava persona, è un amico.

Personalmente non devo combattere nessun sistema. Non spetta a me decidere chi è moralmente o eticamente migliore. Se una persona è candidabile lo decide la legge, e se può fare il bene collettivo lo decidono gli elettori non i preconcetti politici».

🤝 IL METODO TRADITO

«A luglio avevamo condiviso un metodo basato su apertura, collaborazione, dialogo.

Se si propone questo per il massimo sistema, non si capisce perché poi diventa difficile dialogare con chi ti sta vicino e quindi continuare a rispettare quello stesso spirito. Ribadisco. Non siamo per lo scontro sociale. Vogliamo costruire una visione di città».

🧩 PROGRAMMA: “QUEI PUNTI SONO ANCHE NOSTRI”

«Non a caso, tra i punti programmati e presentati da Franco Fanizzi ci sono anche i nostri:

– la salvaguardia della costa di Cozze: provare a realizzare uno scambio di territorio con Mola e Polignano per dare a Conversano uno affaccio sulla costa marina;
– il tema della ferrovia;
– la circonvallazione;

Sono punti nostri, inseriti con una prospettiva chiara: guardare al futuro della città».

❓ SCENARI APERTI

Vi candiderete con un vostro candidato sindaco, visto che inizialmente aveva dato la disponibilità?
«Quando ci hanno chiamato, a me e ad Angela Borrelli, al tavolo di concertazione, per una proposta politica, io avevo dato la disponibilità in un’ottica di costruzione condivisa dell’azione politica.

Al momento in cui parliamo stiamo dialogando con le forze di Officine Progressiste, Valore Futuro, Punto ed Altre Realtà di Area e Legate al Civismo.

Valuteremo come evolverà la situazione. Magari ci sarà ancora un confronto con il centrosinistra.

Certo è che, a questo punto, il fatto che abbiano presentato il candidato Franco Fanizzi senza mettere i loghi dei partiti dimostra che il centrosinistra non è unito. E, vista la loro rigidità, non credo che ci saranno cambiamenti.

A questo punto, personalmente, potrei rimanere anche a casa, perché non c’è bisogno di potere o di andare a comandare. Il partito socialista deciderà cosa fare».