Conversano. Elezioni 2026. Adesso è ufficiale: venerdì 27 marzo, alle ore 18:30, presso la Casa delle Arti, la coalizione di centrosinistra presenterà la candidatura a sindaco di Franco Fanizzi.

“Per la prima volta – si legge nel comunicato stampa – dopo tanti, troppi anni, i principali partiti nazionali del campo progressista si presentano uniti. Si apre una nuova e significativa fase politica: un progetto e una coalizione fondati su identità, credibilità e discontinuità rispetto alle esperienze amministrative precedenti”.

Il comunicato, tuttavia, non è firmato da tutte le sigle del centrosinistra, a differenza della prima locandina diffusa quasi un mese fa dopo l’annuncio della candidatura di Fanizzi.

Da qui l’ipotesi che alcuni nodi non siano ancora stati sciolti. Lo abbiamo chiesto direttamente al candidato, intervistato telefonicamente”.

Lei è ancora il candidato del centrosinistra unito?
“Sì, anche se oggi il tema è capire quanto sia realmente unito il centrosinistra. La stragrande maggioranza delle forze è compatta. La mia candidatura nasce come punto di convergenza: non si riusciva a trovare una sintesi tra altri nomi e quindi si è arrivati alla mia disponibilità.

Questa disponibilità non è nuova. In passato mi era già stata chiesta, ma avevo sempre rinunciato per i miei impegni accademici. Oggi ho accettato perché, con la conclusione del mio percorso prevista per il 2027, si è aperta una possibilità concreta di conciliare i due ambiti”.

⚖️ IL NODO DEL PERIMETRO

Qual è oggi il problema principale all’interno della coalizione?
“Il problema riguarda il perimetro della coalizione. Io ho dato la mia disponibilità a una coalizione ben definita, ma successivamente è emersa la possibilità di ampliarla.

A quel punto ho proposto un metodo: discutere e stabilire criteri chiari per eventuali ingressi. Questo metodo è stato formalizzato in un documento sottoscritto dalla maggioranza delle forze politiche”.

IL DOCUMENTO E LE ESCLUSIONI

Cosa prevede questo documento?
“Il documento stabilisce criteri generali – coerenza, trasparenza, legalità – per l’inclusione nelle liste. In sostanza, chi entra deve avere un profilo coerente con la coalizione e non in contrasto con essa, anche alla luce dei precedenti comportamenti politici.”

Mi pare di capire che ci siano delle persone non gradite per coerenza politica. In questi giorni non si è fatto che parlare dei “dissidenti di Lovascio”, L’ex assessore Berti e gli ex consiglieri di maggioranza Moramarco, Fanelli e Divagno che, stando alle nostre fonti, dopo aver scaricato l’ex Sindaco sono andati a cercare rifugio sull’altra sponda.

“Il problema non è tanto che queste persone non siano ben gradite, il problema è che all’interno della coalizione di sinistra c’erano delle formazioni che ritenevano di estendere il perimetro. Avendo io dato la disponibilità ad un perimetro ben preciso, non era a conoscenza della possibilità di espansione di questo perimetro, per cui il mio consiglio è stato, trovate un metodo per regolare questa espansione del perimetro.”

Quindi chi non ha aderito?
“Non hanno aderito il Partito Socialista e la lista civica Valore Futuro, riconducibile a Maurizio Galiano.”

Si tratta quindi di esclusioni politiche?
“No. Ribadisco non è una questione di esclusione ma di metodo. Se qualcuno ritiene di non dover nemmeno discutere i criteri condivisi, allora si pone automaticamente fuori dal percorso comune. È una scelta autonoma.”

🏛️ IL LIVELLO SOVRACOMUNALE

Quanto pesa il livello regionale in questa discussione?
“Pesa molto. I partiti strutturati – come Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, AVS e Rifondazione – devono autorizzare l’uso dei simboli. Questo significa che la discussione del metodo non può restare solo locale, ma deve coinvolgere anche i livelli sovracomunali, d’altronde se si vuole costruire un campo largo, è evidente che serve una condivisione anche oltre il livello locale.

Il documento approvato stabilisce che eventuali criticità debbano essere discusse. Se alcune forze politiche ritengono invece che non si debba nemmeno entrare nel merito della discussione, allora non si tratta più di una divergenza politica, ma di metodo. In quel caso, la scelta di non discutere equivale a un’autoesclusione dalla coalizione. Io ho dato la mia disponibilità a un progetto unitario, con grande senso di responsabilità e anche con sacrificio personale. E resto legato a quel presupposto”.

🌱 GIOVANI E POLITICA

Perché ha accettato la candidatura?
“C’è anche una motivazione più profonda. Oggi i giovani vivono una condizione molto diversa dalla nostra. Alla mia età avevo già una posizione stabile; oggi molti lavorano lontano, con contratti precari.

C’è chi torna a Conversano solo nei weekend, sostenendo sacrifici notevoli. In queste condizioni fare politica diventa un lusso. Credo che la nostra generazione abbia un debito nei loro confronti.”

🏙️ VISIONE PER LA CITTÀ

Qual è la sua idea di sviluppo per Conversano?
Serve una programmazione a lungo termine, almeno 20-30 anni. Ci sono scelte che incidono sul territorio per decenni, come dimostra la vicenda della discarica.

Conversano ha sviluppato insediamenti produttivi verso il mare, una scelta unica nell’area, che oggi però rischia di limitare ulteriori possibilità di sviluppo se non viene ripensata.

Anche il territorio agricolo è cambiato profondamente: colture intensive e accorpamenti hanno modificato il paesaggio, riducendo anche le opportunità legate al turismo rurale.

Bisogna superare una visione centrata solo sull’abitato e guardare all’intero territorio”.

🕰️ PASSATO E PRESENTE DELLA POLITICA

Cosa è cambiato rispetto all’esperienza amministrativa del passato?
“Nell’amministrazione Bonasora avevamo dedicato molto tempo alla costruzione del programma, che era un documento strutturato, quasi un libro Oggi, invece, si perde molto tempo nella scelta del candidato. Questa è una differenza sostanziale.”

E il ruolo della politica?
“All’epoca la politica era vissuta come un dovere civico. Oggi rischia di diventare una professione. Io credo che si debba tornare a quella concezione originaria.”

😟 PAURA E RESPONSABILITÀ

Questo cambiamento la spaventa?
“Sì, certo che mi spaventa. Ma da qualche parte bisogna cominciare. Anche se il risultato elettorale non dovesse essere positivo, è importante avviare un metodo nuovo.”

🧭 OBIETTIVO POLITICO

Qual è il vero obiettivo della sua candidatura?
“Non è solo vincere le elezioni. È dare una direzione. Oggi anche l’opposizione rischia di essere debole, troppo concentrata sui singoli problemi. Serve invece una visione ampia, capace di orientare lo sviluppo della città.”

🤍 PROFILO PERSONALE

Ci racconta qualcosa di sé?
Attualmente divido il mio tempo tra Lecce e Conversano, ma l’idea è quella di aumentare la mia presenza stabile in città…

A margine dell’intervista abbiamo contattato anche Maurizio Galiano che ha detto: “Nulla è confermato o definitivo stasera abbiamo una riunione. Stiamo dialogando. Faccio, però, una precisazione, il segretario di Valore Futuro è Andrea Colapinto, lo dico per correttezza”.

Abbiamo sentito anche il Segretario del PD Richi Mancini che ha detto: “Venerdì scioglieremo ogni dubbio”.

Aspettiamo di conoscere la versione dei fatti di Vincenzo Miccolis. Lo abbiamo contattato telefonicamente ma era irraggiungibile.

La locandina posta in precedenza