Riceviamo dalla Presidente del Comitato Feste di Santa Rita e Santi Medici Cosma e Damiano la seguente lettera che pubblichiamo. Lettera della Presidente alla comunità

A conclusione dei festeggiamenti di Santa Rita e dei Santi Medici Cosma e Damiano, desidero affidare a queste parole un pensiero personale e, soprattutto, un sentito ringraziamento a tutta la comunità.
Questa festa, per me, non è mai stata soltanto un incarico o un ruolo da ricoprire. È stata un’esperienza fatta di tempo, energie, responsabilità, sacrifici e, soprattutto, di passione.
Dietro i giorni di festa che tutti vedono ci sono mesi di lavoro: telefonate, riunioni, organizzazione, problemi da risolvere, impegni da mantenere e conti da far quadrare. Ci sono momenti di stanchezza e momenti in cui ci si domanda se ne valga davvero la pena.
Poi arrivano le persone, la chiesa piena, la partecipazione della comunità, la gioia della festa. Ed è proprio in quei momenti che si comprende il senso di tutto il lavoro fatto.
Per questo il mio primo pensiero va al Comitato, alle persone che hanno lavorato con dedizione e senza risparmiarsi, spesso lontano dagli occhi del pubblico. A loro va la mia più sincera gratitudine.
Un grazie particolare va a don Angelo e a don Felice, alle suore e a Cosimo, per la loro presenza, la disponibilità e il sostegno durante questo percorso.
Desidero inoltre ringraziare il Sindaco e il Vice Sindaco, insieme all’Amministrazione Comunale, per la collaborazione e per l’attenzione dimostrata nei confronti della festa e della nostra comunità.
Grazie agli sponsor, ai volontari, alle associazioni, alle istituzioni e a ogni persona che ha offerto il proprio tempo, il proprio lavoro o anche soltanto una parola di incoraggiamento.
Una festa di comunità, infatti, non nasce mai dalla volontà di una sola persona. Nasce dalla collaborazione di tanti.
Proprio per questo, accanto alla soddisfazione, sento il dovere di condividere anche una riflessione più difficile.
Non sono mancati momenti complessi e situazioni che, come Comitato, avremmo preferito affrontare diversamente. Abbiamo dovuto fare i conti con responsabilità importanti e con decisioni che avrebbero avuto conseguenze anche dopo la conclusione della festa.
Ogni scelta, infatti, porta con sé delle responsabilità. Chi organizza deve pensare non soltanto al giorno della festa, ma anche al giorno dopo: agli impegni economici, alle persone da pagare, alle risorse disponibili e alla sostenibilità di ciò che si decide.
È stato proprio questo senso di responsabilità a guidare le nostre scelte.
E c’è un’altra riflessione che sento di affidare alla comunità.
A volte ho avuto la sensazione che alcune critiche non fossero rivolte soltanto alla presidente del Comitato, ma anche alla donna che ricopriva quel ruolo.
Credo invece che una donna che assume una responsabilità debba poter essere determinata, prendere decisioni, dire dei “no” quando necessario e difendere il lavoro delle persone che rappresenta, senza per questo essere considerata meno autorevole.
Una donna non deve essere più accomodante per essere rispettata.
Non ho mai pensato di avere tutte le risposte e, come chiunque ricopra una responsabilità, so di aver potuto commettere degli errori. Ma posso dire con serenità di aver sempre agito in buona fede e nell’interesse della festa e del Comitato.
Anche quando abbiamo detto dei “no”, lo abbiamo fatto perché avevamo una responsabilità precisa: pensare anche al futuro della festa e della comunità.
Nonostante le difficoltà, abbiamo continuato a lavorare. Abbiamo cercato di non far pesare i nostri problemi sulla comunità e abbiamo portato avanti la festa con il sorriso.
Oggi, guardando a questi mesi, posso dire di essere orgogliosa del mio Comitato e di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questi festeggiamenti.
Non so cosa accadrà il prossimo anno e non posso sapere se sarò ancora io a ricoprire questo ruolo.
Potrei esserci ancora. Potrebbe esserci qualcun altro.
Ma alla persona che avrà questa responsabilità vorrei lasciare una sola raccomandazione:
non lasciatela sola.
Chi guida un Comitato porta con sé responsabilità che spesso non si vedono. Ha bisogno di collaborazione, di fiducia e, soprattutto, di una comunità che sappia stare accanto a chi si mette a disposizione degli altri.
Questa festa non appartiene al presidente e non appartiene soltanto al Comitato.
Appartiene a tutti noi.
Per questo il mio augurio è che questa tradizione possa continuare nel tempo con sempre più collaborazione, rispetto e serenità.
Che possiamo sentirci davvero una comunità, capace di sostenersi nei momenti difficili e di condividere insieme quelli belli.
Affidiamo tutto ai nostri Santi Medici Cosma e Damiano e a Santa Rita, perché continuino a proteggere questa comunità, le nostre famiglie e tutte le persone che portano questa festa nel cuore.
A conclusione di questo percorso, dunque, non voglio lasciare spazio alle difficoltà, ma alla gratitudine.
Grazie a chi ha pregato con noi.
Grazie a chi ha partecipato.
Grazie a chi ci ha sostenuto.
Grazie a chi ha lavorato.
Grazie a chi ha creduto in questa festa.
Grazie anche a chi ci ha criticato.
E soprattutto, grazie al mio Comitato.
Con affetto e riconoscenza
Irene Manuela Masciopinto
