Nell’ambito di una vasta attività investigativa sull’osservanza delle norme di tutela di
aree di pregio paesaggistico e storico-monumentale della zona portuale di Trani, il
Giudice per le Indagini Preliminari di quel Tribunale ha disposto il sequestro
preventivo di 6 strutture occupanti cospicue porzioni di aree pubbliche e
demaniali, asservite ad altrettante attività commerciali operanti nel settore della
somministrazione di alimenti e bevande.
I provvedimenti cautelari scaturiscono da mirati accertamenti svolti dal Nucleo
Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari, in collaborazione con quelli del
Comando Provinciale Carabinieri BAT, sotto la direzione della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Trani, che hanno riguardato allestimenti di aree
pubbliche e demaniali realizzati in assenza delle necessarie autorizzazioni, in
violazione delle norme di tutela del patrimonio culturale, del demanio marittimo e
sull’occupazione di suolo pubblico.
I militari del reparto di specialità dell’Arma, che hanno dato esecuzione ai
provvedimenti di sequestro, hanno constatato e documentato la realizzazione di
dehors funzionali all’esercizio delle attività commerciali, occupanti una rilevante
superficie esterna con notevole impatto sul contesto architettonico e paesaggistico
dell’area portuale tranese. Tali installazioni, assistite da pedane, elementi perimetrali
e sistemi vari di ombreggiamento e chiusura, sono state ritenute dalla Soprintendenza
archeologia belle arti e paesaggio per le province di BAT e Foggia pregiudizievoli ai fini
della salvaguardia, dell’integrità e delle relative condizioni di prospettiva, luce e
cornice dello spazio urbano-portuale tutelato. Le strutture abusive hanno interrotto
la continuità visiva e la percezione dei fronti edificati storici e dei beni culturali
vincolati prospicienti lo Specchio acqueo antistante il Porto di Trani, anch’esso
sottoposto a regole di tutela indiretta, che prescrivono il divieto di eseguire qualunque
opera – a mare e lungo la costa – che possa alterare la prospettiva, il godimento e la
visione dei luoghi.
In particolare, l’organo ministeriale di tutela ha rilevato l’incompatibilità delle
strutture con il carattere storico-artistico delle aree tutelate in cui ricadono, ostruendo
talvolta le facciate degli edifici storici interessati e compromettendo la loro immagine
in rapporto al mare, con conseguente alterazione delle condizioni di decoro e godibilità
degli immobili sottoposti a vincolo e del waterfront portuale.
Le violazioni di legge ipotizzate nei confronti delle 8 persone indagate, suffragate dalle
valutazioni tecniche della Soprintendenza competente sul territorio, hanno richiesto
l’adozione del provvedimento cautelare di sequestro finalizzato a contrastare la
concreta lesione del bene culturale e del contesto tutelato, derivante dalla libera
disponibilità da parte degli indagati, interrompendo in tal modo l’illecita occupazione
e la prosecuzione degli effetti pregiudizievoli per i beni protetti ed impedendo la
fruizione di quanto illecitamente installato, al fine di ripristinare la condizione legale
del patrimonio culturale vulnerato.
L’attività investigativa condotta dai Carabinieri TPC di Bari ha, inoltre, portato alla
contestazione di violazioni di carattere amministrativo di cui alla L. n. 6/2024,
ammontanti complessivamente a Euro 93.300,00 circa di sanzioni pecuniarie, oltre
alla emissione di due ordini di ripristino dello stato dei luoghi da parte della
Soprintendenza, con rimozione di elementi estranei realizzati in assenza e/o
difformità rispetto ai titoli autorizzatori di cui al Codice dei beni culturali e del
paesaggio.
Sono state già avviate e parzialmente concluse le procedure di rimozione degli impianti
abusivi e di riduzione delle occupazioni, idonee a neutralizzare il pericolo di
protrazione delle conseguenze dei reati contestati. Si evidenzia, tuttavia, in tale fase,
la disponibilità degli esercenti nel porre in atto le azioni orientate a restituire alla
pubblica fruizione il patrimonio tutelato, ripristinando la regolare percezione visiva
dei beni vincolati.


