Peppino Cotturri

Soggettività politiche e crisi della democrazia.
La lezione dell’intellettuale Peppino Cotturri in un incontro organizzato da Fondazione Di Vagno e Uniba.
Lunedì 13 aprile 2026, ore 16.30 – Aula Vincenzo Starace
Dipartimento di Scienze politiche, Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Peppino Cotturri, sociologo e politologo salentino, sostenitore della cittadinanza attiva, scomparso il 24 luglio dello scorso anno, è stato un intellettuale rigoroso, lucido e profondamente impegnato nella comprensione critica delle trasformazioni sociali e dei processi democratici del nostro Paese.
Fin dagli anni della sua direzione al Centro per la Riforma dello Stato, si è occupato della crisi della democrazia e delle forme del suo rinnovamento. Un tema centrale anche per l’attività della Fondazione Di Vagno, che ha trovato in Peppino Cotturri un interlocutore attento, puntuale e molto disponibile.

Tutti i suoi lavori sono testi fondamentali per comprendere le trasformazioni sociali e politiche del nostro tempo, fino all’ultimo Io ci sono. Gli attori del civismo e della solidarietà: mutazioni molecolari e processi costituenti, edito da La Meridiana, alla cui presentazione la Fondazione Di Vagno contribuì direttamente, un testo scritto con l’urgenza del tempo e la pressione dei drammatici eventi mondiali, nuove guerre ed enormi diseguaglianze crescenti.
Una lunga riflessione nata da interrogativi che forze di volontariato e operatori di Terzo settore hanno suscitato.
Quella della nostra Costituzione – disse Cotturri in quella occasione – è una grande storia: la storia di una Costituzione democratica tra le più belle del mondo, aperta, inclusiva, progressiva, che fin dall’inizio alcune parti delle classi dirigenti del Paese e delle forze politiche hanno osteggiato e disatteso, nel quadro di ferree determinazioni di ordine internazionale. Una Costituzione che ha messo radici nel cuore degli italiani, in forze culturali e in movimenti di cittadini, che ne hanno sviluppato il disegno dando concretezza a quel che si deve intendere per sovranità popolare e interessi generali.

La Fondazione Di Vagno, insieme con l’Università di Bari, Ateneo presso il quale Peppino Cotturri ha svolto parte della sua attività accademica, intende ricordare la lezione di Cotturri in un seminario di studi, intitolato “Soggettività politiche e crisi della democrazia”, che vedrà protagonisti alcuni dei suoi compagni di viaggio, docenti e ricercatori, amici e testimoni della sua magnifica esperienza intellettuale.
L’appuntamento è per lunedì 13 aprile 2026, a partire dalle 16.30, nell’Aula Vincenzo Starace del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Dopo i saluti istituzionali affidati a Giuseppe Cascione direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari e a Daniela Mazzucca presidente della Fondazione Di Vagno, il pomeriggio sarà introdotto da Piero D’Argento consigliere della Fondazione Di Vagno. Subito dopo, le relazioni di Armida Salvati docente di Politiche sociali e Metodologia della ricerca sociale al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari e Giovanni Moro docente di Sociologia politica all’Università degli studi di Roma La Sapienza.
A seguire, racconteranno la figura di Cotturri, con loro le testimonianze, Gianvito Mastroleo presidente onorario della Fondazione Di Vagno, Cristina Di Modugno vicepresidente Meters – Studi e ricerche per il sociale, Guido Memo presidente del Laboratorio di Cultura Politica del Terzo Settore e Luigi Quaranta giornalista e consigliere della Fondazione Di Vagno. Le conclusioni della giornata le trarrà Giuseppe Moro docente dell’Università degli Studi di Bari.

Il contributo di Peppino Cotturri si inserisce in una tradizione di pensiero che vede nella democrazia non solo un sistema di regole, ma uno spazio vivo, da interpretare e rinnovare alla luce dei cambiamenti sociali.