Conversano. Venti di libertà per la Palestina, una giornata per Gaza. Una giornata diffusa tra cultura, solidarietà e partecipazione. Realizzato dalla Libreria Ikigai in collaborazione con Freedom Flotilla e le voci narranti di Fares e Waseem, Vincenzo Fullone e Francesca Pacelli. Uno spazio comune per la libertà di pensiero in cui Gaza diviene tema critico e pubblico, dove ha trasudato la solidarietà tra nazioni lontane su carta ma vicine.

Due ragazzi palestinesi hanno smosso il pubblico, descrivendo la condizione critica del loro paese hanno risvegliato la resistenza.

Waseem Mohammad Talba, 26 anni, presenta il suo libro “Waseem è mio fratello”, il cui intero ricavato del libro sarà in seguito mandato a lui e alla sua famiglia, come sostegno quotidiano della sua sopravvivenza.

Fares Alfarra, 20 anni. Sopravvissuto ad un bombardamento a Gaza, Fares è in Italia da Novembre grazie a una borsa di studio. Il suo libro intitolato “I didn’t die”, parla di tutte le persone ferite che non possono raccontare la loro storia: “La scelta del titolo sottolinea un fatto importante del mio vissuto, io non sono sopravvissuto, semplicemente non sono morto. Sopravvivere significa dimenticare tutto ma io sono soltanto ancora vivo”.

“Il mio sangue è palestinese”, la testimonianza di Vincenzo Fullone, internato nella prigione israeliana di Ketziot. Racconta la cruda verità nascosta, da lui vissuta in prima persona, delle atrocità disumane della guerra. La sua voce ha attraversato ogni singola persona presente, sgualcendo la realtà che i media mostrano.

Si dice che sia tutto finito, ma voci come queste fanno riflettere su come il popolo e la resistenza incidano. Parole concrete dettate dalla sensibilità e dall’empatia umana che agli occhi di questo dramma immane si sforzano di porre un cambiamento.