Polignano a Mare. Largo Grotta Ardito, tra i punti panoramici più affascinanti della città, noto per l’affaccio spettacolare su scogliere e grotte marine, si trova oggi al centro di una situazione critica segnata da ritardi e disservizi. Quella che dovrebbe essere una delle cartoline più rappresentative del territorio è diventata, infatti, il simbolo di un cantiere che procede a rilento e senza tempistiche certe.

Nell’area, sede di attività storiche e apprezzate, i lavori vanno avanti tra continue interruzioni e sporadiche riprese, generando forti difficoltà per esercenti e lavoratori. Una condizione che sta mettendo a dura prova l’economia locale, tra promesse non mantenute e attese che si prolungano ben oltre quanto annunciato.
A sollevare più volte la questione in Consiglio comunale è stato il consigliere Domenico Pellegrini, insieme al gruppo Noi al Centro, chiedendo chiarimenti agli uffici competenti e confrontandosi direttamente con gli operatori coinvolti. Secondo Pellegrini, non si tratta soltanto di un ritardo nei lavori, ma di una problematica che incide concretamente sulla quotidianità di molte famiglie.
Il consigliere sottolinea come situazioni analoghe si ripetano da anni, con cantieri avviati e mai conclusi nei tempi previsti, e con una persistente mancanza di certezze sulla fine degli interventi. A peggiorare il quadro, anche episodi legati alla sicurezza: in più occasioni, turisti avrebbero oltrepassato le recinzioni del cantiere per accedere alla zona panoramica, evidenziando carenze nei controlli.
Già nel giugno 2023 era stata indicata una durata dei lavori di circa 18 mesi, ma a oggi, a quasi due anni di distanza, permangono dubbi e incertezze. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza e di risposte concrete da parte dell’Amministrazione.
L’appello finale è chiaro: serve un’accelerazione dei lavori, accompagnata da indicazioni precise sui tempi di conclusione e da un’attenzione maggiore alla sicurezza e al decoro dell’area. Una svolta ritenuta indispensabile soprattutto per chi vive e lavora quotidianamente in una zona che, da risorsa, rischia di trasformarsi in un problema.
