Milano – “Dilettevoli inedite eccedenze” è il titolo del nuovo album di Mina di dieci brani, in uscita il 9 ottobre.
«Volevamo fare un disco con belle canzoni, che suonasse bene e che non fosse uguale agli altri che stanno uscendo in questi mesi – ha precisato Massimiliano Pani, il figlio della cantante – Un disco di cover di Mina non è solo mai soltanto un elenco di successi ma grandi successi di alcuni pezzi che vuole portare al pubblico, vuole fare ascoltare perché secondo lei sono cose meravigliose non capite fino in fondo».
Il disco è il terzo volume della serie voluta da Mina per ospitare le perle da lei conservate in un cassetto, caratterizzate dall’aggettivo “inedite” proprio perché tutti i brani che raccoglie non sono mai stati fino ad oggi pubblicati su disco, con una piccola eccezione.
«Non ama il pezzo da Mina, cerca quello interessante, e il cambio di registro ne fa una grande interprete – ha rivelato Pani – Mina cerca di mettere dentro tante cose, diverse, magari che una parte di pubblico non andrebbe a comprare: il bello è la varietà dei suoi dischi».
“Dilettevoli inedite eccedenze” è una tracklist eterogenea composta in parte da registrazioni mai uscite dal “vault” della PDU e in parte registrate appositamente per questo album: una selezione originale e sorprendente, che ancora una volta mette in luce, oltre all’eccellenza vocale, una qualità mai abbastanza sottolineata, la curiosità e il desiderio di spaziare fra generi, stili e anche linguaggi che fanno di lei un’artista senza possibili paragoni.
«Mina gioca con i generi e gli stili musicali continua a ricordarci fino a che punto il talento e la libertà siano importanti per affermare la nostra identità – ha riflettuto Pani – È un modello di interprete per i musicisti come modello di coraggio e libertà per i ragazzi della generazione Z».
Grazie a lei, le cui scelte sono sempre state ispirate anche dall’affinità istintiva con le canzoni che ha vagliato e selezionato, il pubblico ha conosciuto e apprezzato sia i brani inediti, sia quelli, a volte molto famosi, ma spesso anche meno noti e selezionati per la loro qualità, non solo per la loro popolarità, che ha deciso di far suoi, includendoli nei suoi dischi.
«Lo strumento che ha lei è la voce, una dote usata con intelligenza – ha osservato Pani – La voce è l’unico strumento che non puoi imparare: ce l’hai, non c’è un canone preciso».
Come è ampiamente noto, nel corso di tutta la sua produzione discografica ha anche rivisitato, come si usa dire, i repertori della canzone italiana e internazionale, anche con album tematici dedicati a giganti come Lucio Battisti, Enzo Jannacci, Domenico Modugno, Beatles, Frank Sinatra; a questo lavoro di riscoperta e rivalutazione si è affiancata una costante attenzione verso brani inediti, spesso firmati da autori poco noti o del tutto sconosciuti, dando vita a un’attività minuziosa di ricerca e selezione che non ha uguali nella scena italiana.
«A lei interessa la parte emotiva delle canzoni che le devono arrivare alla pancia – ha ricordato – Fa il disco in un paio di pomeriggi, perché deve farlo: entra in punta di piedi in una canzone, cantandola e rispettandola, usando la voce come serve e dove serve, ed è uno strumento che usa a suo piacimento. Mina è l’unica artista che ascolta tutti perché sa che hanno una chance: ha cantato e ha saputo scegliere da sempre, il Battisti di “Insieme e “Amor mio” che ancora non cantava, il De Andrè di “La canzone di Marinella”, solo per citarne due. Si circonda di musicisti molto bravi che provengono dal jazz e che si sono messi al servizio di una Mina più pop».
Questo album è stato anticipato dalla canzone “Vento di passione” con testo e musica di Pino Daniele: cantata in duetto con Giorgia era incluso nell’album del 2007 “Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui” e poi nell’antologia di Giorgia del 2008 “Spirito libero – Viaggi di voce”.
«Ascoltando questa canzone già c’è tutto, tutto di Mina – ha sottolineato Massimiliano – Lei non fa che inventare, ogni volta, e anche questa canzone, ogni frase, perfino in ogni lettera dell’alfabeto, diventano sue, inimitabili».
Il disco contiene anche “A costo di morire” pubblicata da Fausto Leali a 45 giri nel 1980; la versione di Mina ha accompagnato il 1° marzo scorso a Milano la prima sfilata Armani dopo la scomparsa dello stilista.
«Mina e Armani sono due giganti: li accomuna l’aver fatto percorsi artistici personali e controcorrente – ha fatto notare Pani – Le scelte sempre coraggiose e di estrema qualità hanno permesso loro di creare un modo unico e alternativo di fare musica e moda».
Fra gli altri brani di “Dilettevoli inedite eccedenze” ci sono anche “Settembre” di Ivano Fossati, “La mia serenata” di Jimmy Fontana, “Yes I know my way” di Pino Daniele e “Eleanor rigby” dei Beatles.
