Conversano. Chi racconta l’umano nell’era dell’intelligenza artificiale? È la domanda al centro dell’incontro formativo “Tra algoritmi e volti”, in programma venerdì 6 novembre 2026, dalle ore 16 alle 19.30, nel Salone Cupole di San Benedetto a Conversano.
L’iniziativa, promossa nell’ambito della formazione professionale dei giornalisti, prende spunto dalla Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV per affrontare una delle questioni più attuali del mondo dell’informazione: quale spazio resta alla persona, alla sua dignità e alla sua storia in un sistema comunicativo sempre più governato dagli algoritmi?
L’intelligenza artificiale è ormai entrata nelle redazioni, modifica i tempi di produzione delle notizie, interviene nella selezione dei contenuti e offre nuovi strumenti per raccogliere ed elaborare informazioni. Ma insieme alle opportunità emergono interrogativi sulla responsabilità delle scelte editoriali, sull’attendibilità delle fonti e sul rischio di perdere quello sguardo umano che dovrebbe essere alla base di ogni racconto giornalistico.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti di monsignor Giuseppe Favale, vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli, e di Maurizio Marangelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia.
A moderare i lavori sarà Anna Maria Pellegrini, direttrice dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Conversano-Monopoli e vicepresidente UCSI Puglia.
Il programma prevede l’intervento di Roberto Massaro, docente straordinario di Teologia Morale presso la Facoltà Teologica Pugliese e direttore del mensile diocesano Impegno, che approfondirà il concetto di persona, verità e dignità alla luce della Magnifica Humanitas.
Francesco Strippoli, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, affronterà invece le implicazioni professionali ed etiche dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione e nella diffusione delle notizie, soffermandosi sul rapporto tra informazione e responsabilità.
A Michela Di Trani, presidente UCSI Puglia, sarà affidata una riflessione sul ruolo del giornalista nell’era dell’intelligenza artificiale, tra centralità della persona, valore dello sguardo umano e necessità di sviluppare nuove competenze per un’informazione capace di non perdere il volto dell’uomo.
Interverrà anche Domenico Bruno, docente di Teorie e tecniche della comunicazione presso l’ISSR metropolitano “San Michele Arcangelo” di Foggia e fondatore del progetto “Annunciate dai tetti”, dedicato alla promozione dell’ascolto e del podcast come strumenti di evangelizzazione nella cultura digitale.
Particolarmente significativo sarà il laboratorio “La stessa notizia, tre sguardi”, dedicato al confronto tra fonte, intelligenza artificiale e giornalista. Un esercizio per comprendere come possa cambiare il racconto della stessa vicenda a seconda di chi la osserva, la interpreta e la restituisce al pubblico.
L’incontro offrirà così un’occasione di confronto sul futuro della professione giornalistica, in un tempo in cui la rapidità delle tecnologie rischia di precedere la riflessione sulle loro conseguenze.
Perché una notizia non è soltanto una sequenza di dati da elaborare. Dietro ogni fatto ci sono persone, storie, responsabilità. E se un algoritmo può organizzare le parole, resta al giornalista il compito di comprenderne il significato, verificarne la verità e assumersi la responsabilità di ciò che racconta.
Il corso prevede il riconoscimento di 3 crediti formativi per i giornalisti iscritti attraverso la piattaforma dedicata alla formazione professionale.





