Conversano. Una giornata di vento leggero e sorrisi pieni ha fatto da cornice alla 4ª edizione della Festa dell’Aquilone, andata in scena domenica 19 aprile a Contrada Monte San Michele, presso la piazzetta San Michele, a partire dalle ore 10.00.

Come annunciato dalla locandina, l’evento è stato pensato come “una giornata piena di divertimento per bambini, accompagnati da un adulto”. E così è stato: un tempo sospeso, quasi d’altri anni, dove carta, fili e fantasia hanno preso il posto degli schermi, restituendo ai più piccoli il gusto del gioco semplice e condiviso.

Organizzata dal Comitato delle Contrade di Monte San Michele, presidente Piero Genco e vicepresidente Patrizia Rocchitelli, la manifestazione ha visto la partecipazione di numerose famiglie, attirate anche dalla formula coinvolgente e dalla promessa – mantenuta – di una festa autentica. Il contributo degli sponsor locali, tra cui realtà commerciali e del territorio come Conad, English Learning Centre e 2P Scuola e Ufficio, ha sostenuto l’iniziativa, confermandone il valore comunitario.

Protagonisti assoluti i bambini, che hanno costruito e fatto volare i propri aquiloni, trasformando il cielo in una tela viva. Non è mancato il momento più atteso: la consegna degli attestati e dei premi, assegnati secondo tre categorie indicate dagli organizzatori:

  • l’aquilone più originale realizzato personalmente
  • l’aquilone che volerà più in alto
  • l’aquilone che resterà più a lungo nel cielo

Un riconoscimento simbolico, ma carico di significato: premiare la creatività, l’impegno e la capacità di sognare. A premiare: Leonilde Clemente, Enzo Locaputo, Rosalia Ingegnatti.

L’iniziativa prevedeva anche una quota di partecipazione di 5 euro, con prenotazione obbligatoria entro il 15 aprile, segno di un’organizzazione attenta e partecipata.

Tra aquiloni colorati e risate leggere, Monte San Michele si è confermata luogo ideale per coltivare relazioni e memoria. Perché far volare un aquilone non è solo un gioco: è un gesto antico, un dialogo silenzioso con il vento, un modo per imparare – fin da piccoli – che per salire bisogna lasciar andare.

E in quel cielo di aprile, sopra Conversano, qualcosa è rimasto sospeso più a lungo degli aquiloni: il senso semplice e prezioso dello stare insieme.