Conversano. La caduta dell’amministrazione Lovascio ha rimesso in gioco tutte le forze politiche del territorio. Nelle sedi di partito, come nei movimenti senza sigle strutturate, si consumano discussioni serrate sulla composizione delle liste, sui cosiddetti “portatori di voti” che, a conti fatti, metteranno il cappello su una sedia in Consiglio e finiranno per determinare le sorti — e la lungimiranza — di un sindaco e della sua giunta.
Perché, in fondo, conquistare un posto nel “paradiso” comunale non è l’impresa più ardua; il vero nodo è mantenere gli equilibri tra le numerose personalità che compongono una coalizione, governando ambizioni, visioni e inevitabili frizioni.
In questo passaggio delicato incontriamo Roberto Berardi, ex vicesindaco ed ex assessore dell’amministrazione uscente con deleghe al Patrimonio, Urbanistica, Manutenzione, Viabilità, Edilizia scolastica e Piano Urbanistico Generale.
D. Guardiamo l’aspetto positivo della caduta anticipata dell’amministrazione Lovascio. In fondo vi siete forse liberati di persone “tossiche”. Inoltre, anche se si poteva arrivare a fine mandato, questa interruzione potrebbe rappresentare un vantaggio elettorale?
R. “Non credo si possa parlare di vantaggio elettorale. L’interruzione c’è stata, ma non per un altro sindaco: c’è un commissario prefettizio e questo, a mio avviso, non cambia il quadro in quei termini. In ogni caso non è mai positivo quando si interrompe il lavoro di un’amministrazione. Per tre o quattro mesi il Comune resta in mano a un commissario che può fare solo ordinaria amministrazione. Inoltre non siamo riusciti ad approvare il bilancio, quindi l’ente è fermo e non può operare pienamente neppure sull’ordinario.”
D. Le vostre strade si sono separate. Andava fatto prima?
R. “Secondo me sì, probabilmente andava fatto prima senza arrivare all’ultimo momento. Però il Sindaco è sempre stato un grande mediatore, una persona paziente. Ha cercato di tenere insieme la squadra fino a quando è stato possibile. Quando non ce l’ha fatta più, è stato costretto a togliere le deleghe all’assessore Berti e da lì si è verificato tutto quello che sappiamo.
D. Ora inizia una nuova avventura. Qual è l’obiettivo?
R. “Continuare ciò che abbiamo iniziato e portarlo a termine. Molte cose non sono visibili all’esterno, ma chi segue la politica sa bene quanto è stato fatto. C’è ancora tantissimo da fare, si poteva fare di più, e speriamo di poter proseguire con competenza ed esperienza nella prossima amministrazione.”
D. Come risponde a chi dice che il paese è alla deriva e che esisterebbe un “sistema Lovascio” basato su favoritismi verso amici e parenti?
R. “Vorrei capire cosa si intenda per “sistema Lovascio”. Per quanto mi riguarda, e credo di poter parlare anche a nome dell’Amministrazione, non ho visto favoritismi. Nel settore della manutenzione e dei lavori pubblici hanno lavorato tutti. Non ci sono stati amici degli amici privilegiati rispetto ad altri. Per quanto riguarda l’ufficio tecnico, le aziende hanno lavorato senza esclusioni.”
D. E nel settore culturale?
R. Anche lì non ritengo che associazioni siano state escluse o privilegiate. Se si vuole entrare nel merito, sarebbe opportuno parlarne direttamente con chi aveva la delega alla cultura
D. Come si chiamerà il vostro movimento?
R. “Si chiamerà “Attivamente”. È in fase di registrazione. Il nome richiama l’idea di operare in modo attivo, ma anche di “attivare la mente”: un invito a riflettere, a ricordare che chi amministra è al servizio della città.”
D. Che bilancio fa della tua esperienza amministrativa e quali obiettivi hai per il futuro?
R. “È stata un’esperienza positiva. In cinque anni ho ricoperto i ruoli di consigliere, vicesindaco e assessore. Era la mia prima esperienza amministrativa e l’ho vissuta con passione e costanza, garantendo la mia presenza ogni giorno, per tutto l’anno, a disposizione dei cittadini. Spero di poterla ripetere, migliorando gli aspetti che non hanno funzionato come avrebbero dovuto. Sono soddisfatto del lavoro svolto e, tra i risultati raggiunti, considero un vero fiore all’occhiello il completamento della ristrutturazione della scuola “Forlani”.
D. Come assessore all’Urbanistica tra il 2021 e oggi, come definirebbe il “suo” modello di sviluppo per Conversano? Quale città ha in mente?
R. “Sicuramente la città ha bisogno di crescere, ha bisogno di sviluppo e di guardare al futuro per soddisfare i nuovi bisogni della comunità. Sarà opportuno guardare all’innovazione senza mettere da parte la storia. Mi piacerebbe una città più moderna, ridisegnata tenendo conto delle necessità e delle esigenze dei cittadini. Abbiamo bisogno con urgenza di tante aree parcheggio e di sistemare la viabilità con il piano del traffico.”
D. Quali decisioni prese allora la convincono ancora oggi e quali invece rifarebbe da capo?
R. “Ritengo che tutte le decisioni prese in tema di urbanistica mi convincano ancora oggi. Forse avrei dovuto insistere di più sul PUG, per intenderci l’ex piano regolatore, ma come tutti sappiamo, per raggiungere un obiettivo importante ci deve essere la forte volontà di tutti gli attori della politica”.
D. Nel suo programma attuale che posto ha la rigenerazione urbana rispetto alla nuova espansione edilizia?
R. “La rigenerazione urbana è stata sempre ai primi posti nel programma della nostra amministrazione e lo è tuttora nel programma che stiamo redigendo come lista in vista delle prossime elezioni. La prova sta nell’aver raggiunto un importante obiettivo con l’adozione in Consiglio comunale, dopo diversi anni di lavoro, del Piano Integrato di Rigenerazione Urbana, in fase di stallo dal 2011. Il PIRU rappresenta per la nostra città un importante strumento urbanistico che consente la riqualificazione e la rigenerazione del territorio urbano abbandonato e degradato. L’approvazione del PIRU consente un insieme coordinato di interventi edilizi residenziali, efficientamento energetico, realizzazione di infrastrutture e spazi pubblici, riqualificazione e creazione di strade, marciapiedi, parcheggi, nuove aree verdi e illuminazione pubblica. I risultati concreti probabilmente li vedremo tra qualche anno, ma è stato importantissimo prevedere la riqualificazione di tutte quelle aree nel pieno centro urbano che oggi sono terreni abbandonati, ricettacoli di rifiuti.
D. “Può indicare due o tre progetti concreti partiti mentre era assessore che oggi sono ancora visibili e in corso?
R. “Il PIRU è già concluso, ma posso menzionare altri come il PIRP, il PIP annonario e la ristrutturazione edilizia ex “piano casa”. Sono tutti progetti urbanistici in corso e quasi tutti in fase di conclusione.”
D: Alcuni cittadini le hanno contestato consumo di suolo e varianti urbanistiche: come risponde a chi dice che la città è cresciuta troppo in orizzontale?
R. “Personalmente non ho mai ricevuto contestazioni, anche perché l’attività svolta in questi ultimi cinque anni è stata rivolta a interventi di completamento di aree già parzialmente edificate. Altri interventi hanno riguardato situazioni di demolizione, ricostruzione ed efficientamento energetico degli edifici. Purtroppo abbiamo un piano regolatore vecchio di oltre quarant’anni e le aree edificabili non ce ne sono quasi più.”
D. C’è un progetto urbanistico che si è bloccato per motivi politici o tecnici e che ora vorrebbe riprendere?
R. “Ce ne sono tanti che, per entrambe le motivazioni, hanno subito forti rallentamenti e, seppur siano stati fatti grossi passi in avanti, non sono stati portati a compimento. Mi riferisco a quelli elencati nella precedente risposta, in particolare al progetto di riqualificazione delle periferie e al piano degli insediamenti produttivi. Anche per il PUG metà del lavoro è stata effettuata e anche la delibera di recepimento della legge sulla ristrutturazione edilizia era praticamente pronta”.
D: Durante il suo mandato, quali strumenti di partecipazione attiva dei cittadini ha sperimentato per le scelte urbanistiche?
R: “Per la redazione della bozza di PUG sono stati fatti sei incontri pubblici nella sala consiliare per individuare e capire le necessità e le esigenze dei cittadini.”
D. Quando si parla di varianti e PUG, la critica più ricorrente è che siano decise dall’alto. Lei cosa risponde?
R. “Rispondo che chi si considera “in alto” farebbe bene a scendere e a sporcarsi le mani lavorando tutti i giorni come ho fatto io per cinque anni. Comunque posso affermare che pressioni o influenze esterne non ne ho mai ricevute.”
D. La tutela del paesaggio, delle lame e delle aree agricole: cosa si è fatto?
R. “Abbiamo approvato il regolamento sui muretti a secco nelle aree agricole e, per quanto riguarda il paesaggio e l’ambiente, avevamo iniziato a lavorare sull’adeguamento al PPTR per tutelare il nostro territorio rurale. Sarà opportuno prevedere la salvaguardia delle risorse ambientali e paesaggistiche, riservando loro una particolare attenzione e incrementando gli spazi e i percorsi di fruizione paesaggistico-ambientale, promuovendo anche politiche di sviluppo che incentivino il legame tra agricoltura e territorio per preservare il paesaggio rurale”
D: Guardando indietro a quel ruolo di assessore, qual è stata la lezione più dura che ha imparato?
R. “Ho imparato a non dare tutto per scontato.”
D: Ora che si ricandida, cosa farà diversamente, anche con chi l’ha criticata?
R: “Premetto di non aver mai ricevuto critiche, ma tanti consigli utili per la mia crescita politica. Sicuramente mi circonderò di persone perbene, con qualità, competenze e valori che possano dare un apporto concreto e disinteressato. È necessario elevare il livello della politica nella nostra città.”
D.: Conversano possiamo definirla come una città votata allo sport. Cosa manca ancora?
R. “Sì, mi piace pensare a una Conversano “Città dello Sport” che ha raggiunto negli anni traguardi importantissimi. Dai successi della pallamano maschile e femminile a livello nazionale a quelli delle varie squadre di calcio, basket e pallavolo. Sono tanti gli sport praticati da moltissimi ragazzi nella nostra città e tutti hanno un palazzetto, una struttura o una palestra dove potersi allenare o disputare le partite. Ma da diversi anni vedo tanta gente appassionata che si dedica alla corsa e all’atletica in generale. Ecco, forse si dovrebbe pensare alla realizzazione di un’area sportiva che possa consentire anche a questo sport di trovare una casa e permettere agli atleti di correre e allenarsi su una pista regolamentare, per poter ospitare anche gare ufficiali”.
