• sabato , 16 dicembre 2017

SU CONVERSANO SI ALLUNGANO “LE NOTTI DELLA CONTEA”

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CONVERSANO – Il 5, il 6 e il 7 agosto. Tre giorni che conterranno in sé i più disparati secoli. Nel 390° anniversario della nomina a conte di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, il paese di Conversano rivivrà quelle e altre storiche giornate, attraverso feste di piazza, rappresentazioni e convegni. E’ la nuova edizione de “Le Notti della Contea”, la manifestazione culturale dell’associazione “SensAzioni del Sud”, patrocinata dai Comuni di Conversano, Putignano, Alberobello, Acquaviva delle Fonti, Nardò, dalla Regione Puglia, dal Sac, dall’Università degli Studi di Bari, dal Gal e dalla Banca di Credito Cooperativo di Conversano. Il primo appuntamento si terrà alle 10 di venerdì al Castello con il convegno “La Donna: storia, immagini e mito nel territorio pugliese e nel Meridione”, organizzato dal Cresta (Centro Ricerche Etnografiche Storiche Antropologiche), che avrà tra i relatori Claudio Masciopinto: “All’interno di una celebrazione della storia conversanese abbiamo pensato di inserire anche un momento di riflessione. I contributi sono pervenuti da vari contesti territoriali, per raccontare una figura importante come quella femminile e chiarirla sia agli studiosi che ai neofiti”. Quello stesso giorno, alle 21.30, subito dopo l’inaugurazione ufficiale, nel chiostro di San Benedetto ci sarà lo spettacolo “Tranche de vie – 1° Studio sulle Badesse Mitrate”, per la regia di Ilaria Cangialosi: “Ho studiato tutto l’anno questo ordine conversanese durato sei secoli. Mi appassiona perché è una storia di donne, ho raccolto una serie interminabile di testimonianze e il nostro studio si concentrerà sulla fase finale dell’ordine, l’800. In quel periodo avviene la fuga di Giuseppina Bassi, che dopo essere fuggita dal convento decise di tornarci. Questa apparente contraddizione mi ha talmente colpita che ho voluto raccontarla”. Ci saranno altre due rappresentazioni, che saranno replicate per tutta la tre giorni, una rievocante il contenzioso tra la contessa di Conversano Sichelgaita e l’arcivescovo di Brindisi Bailardo nel 1122 (Giardino dei Limoni alle 21) e una scena della vita della badessa Isabella nel 1274 (sagrato della Cattedrale alle 21) recitata dall’associazione culturale molese “Le 7 Muse di Apollo”. La regia è affidata a Dario Faggiano: “Sono contento di tornare per il secondo anno. L’anno scorso leggevo il sorriso sui volti della gente nello scoprire eventi della propria storia attraverso il teatro, e il loro entusiasmo ha aumentato il mio”. Il 6 agosto alle 18.30 in piazza Luigi Sturzo ci sarà una particolare manifestazione, la consegna del “Manifesto del duello di Norimberga” al Comune di Conversano, che vedrà tra gli intervenuti lo storico Vito Didonna: “Di cosa tratta il manifesto ve lo sveleremo solo all’incontro… Circa dieci anni fa mi inoltrai in una ricerca negli archivi della biblioteca comunale di Norimberga e scoprii il diario giornaliero del duello tra i nobili Giulio Antonio Acquaviva e Francesco Carafa che si svolse proprio a Norimberga nel 1673. Un evento talmente clamoroso che la città dedicò una giornata al festeggiamento della successiva rappacificazione tra le due famiglie. Tre mesi fa siamo entrati nell’archivio digitale del British Museum e dell’Università di Francoforte, in cui abbiamo trovato due rarissime copie del manifesto che celebrava l’evento”. Soddisfatti del programma l’assessore al Turismo Francesco Masi (“E’ una manifestazione che ogni anno chiama a Conversano diversi turisti, che apprezzano la rievocazione storica della nostra città”) e il sindaco Giuseppe Lovascio, per cui “questa è una manifestazione di riferimento per la nostra comunità. Il mese di agosto è per noi il mese più animato, e raccontare la nostra storia passata fa sì che mettiamo in moto quella contemporanea, poiché i ragazzi si incuriosiscono e si mettono a studiare quello che vedono”. Molti altri appuntamenti sono contemplati e molte altre associazioni sono coinvolte in questa manifestazione che il presidente di “SensAzioni del Sud” Gabriele Corianò definisce “un turismo esperienziale, che permette al turista di immergersi nella storia e toccarla con mano”.

Vito Giustino

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