• venerdì , 20 aprile 2018

S’ALZA IL SIPARIO A CONVERSANO: “NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI” APRE LA STAGIONE TEATRALE 2015/2016

S’apre la rassegna teatrale del Teatro Cinema Norba di Conversano, quest’anno intitolata “Accade solo a teatro”. Lo spettacolo d’apertura è “Notturno di donna con ospiti” scritto da Annibale Ruccello: un testo straordinario del teatro contemporaneo, ormai già fra i più grandi classici della drammaturgia italiana, per le numerose messe in scena. Il personaggio protagonista, Adriana, è interpretato dall’eccentrica Giuliana De Sio,  che abbiamo incontrato durante l’incontro nel foyer organizzato dall’Associazione On Stage: “E’ il mio spettacolo del cuore – ammette Giuliana – quello che mi rispecchia maggiormente. Negli ultimi 20 anni ho interpretato questo personaggio almeno 300 volte e dopo una lunga pausa mi ha richiamato e sono ricaduta nella trappola”. Il suo carattere sfrontato e oserei dire dirompente si cuce benissimo al personaggio: una donna imprigionata in una casa in campagna, lontana dal mondo, costretta ad un marito che dorme di giorno e lavora di notte. Un’esistenza insoddisfacente che la spinge a comportarsi stranamente, specie all’arrivo di ospiti tanto temuti quanto desiderati, per tamponare la sua solitudine notturna. Il loro arrivo però produce una serie di accadimenti particolari che portano Adriana indietro nel passato, in una serie di ricordi senza logica che trasformano pian piano il personaggio. La seconda parte è travolgente: tutto è un sogno, una sua costruzione mentale che s’impossessa di lei. Durante tutto lo spettacolo attraverso questo viaggio nei sogni rivive le tappe più significative della sua vita, quelle tappe che l’hanno contraddistinta: stanca e oppressa, in un momento di totale follia, vestita da sposa con un coltellaccio da cucina in mano, in una scena da far invidia ai più grandi film horror del cinema, si dirige verso la camera dei figli e li uccide.

 

Nel finale, tanto sorprendente quanto tragico, in cui cambia totalmente faccia anche la scenografia, che si tinge di un accecante rosso, vi è il tocco di genio dell’opera: la chiusura del sipario fa scaturire nello spettatore una riflessione sulla psicologia complessa e quasi incomprensibile dell’uomo, nella quale i lati oscuri forzatamente nascosti e soppressi dalla nostra forza di volontà, possono emergere prepotentemente e improvvisamente scatenando tragici epiloghi in qualunque istante della nostra vita.

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