• venerdì , 20 aprile 2018

Sabato 23 settembre a Mola di Bari, ANIMA MEA FESTIVAL 2017con PEPPE BARRA E MARINA BRUNO

La maestria di Peppe Barra, la voce di Marina Bruno, gli strumenti antichi dell’Ensemble La Dirindina, in «Rosa d’Argiento Rosa d’Ammore», una nuova lettura di capolavori di tempi passati e moderni, dalla Villanella alla Canzone napoletana. È il prologo di Anima Mea 2017, il festival diretto da Gioacchino De Padova nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro. L’appuntamento, in programma sabato 23 settembre (ore 21), nel chiostro di Santa Chiara, a Mola di Bari, è in coproduzione con l’AgìmusFestival che, contemporaneamente, chiude la propria programmazione (prevendita dei biglietti sul circuito bookingshow, info 368.568412 – 393.9935266).

Con questa coppia di giganti della tradizione partenopea si celebra, dunque, l’incontro tra due membri di una celebre “famiglia”, quella de «La gatta Cenerentola» di Roberto De Simone: l’immenso Peppe Barra, storica “matrigna” della leggendaria prima edizione (1976), e Marina Bruno, la “Cenerentola” della seconda (1998). Un rendez-vous di due generazioni, due stili, due mondi uniti dalla passione per un repertorio unico ed inimitabile affidato all’esecuzione strumentale dell’Ensemble La Dirindina, con Gioacchino De Padova (viola da gamba), Sergio Lella (flauto dritto/traversiere), Giuseppe Petrella (tiorba/chitarra barocca), Valerio Fusillo (mandola/mandolino), Paolo Del Vecchio (chitarra), Giorgio Mellone (violoncello), Pippo D’Ambrosio (percussioni) ed Emidio Ausiello (tamburi a cornice).

L’appuntamento con Peppe Barra e Marina Bruno anticipa la programmazione della nona edizione di Anima Mea, che dall’1 ottobre al 10 novembre prevede dodici diversi progetti musicali, per un totale di ventiquattro concerti in sei Comuni (Bari, Monopoli, Altamura, Molfetta, Ruvo di Puglia e San Severo), una mostra fotografica introdotta da un’installazione sonora e uno stage di Belcanto. Ci saranno molte novità, ma ferme rimangono le linee di ricerca del festival, che connette suoni a luoghi e mondi musicali per un confronto tra musiche antiche o nuovissime, lontane nel tempo ma vicine nello spirito. Musiche, tra le tante, di Bach, Satie, Händel, Rossini, Mario Castelnuovo-Tedesco e di autori pugliesi che scrissero per il salterio, l’aristocratico strumento dal suono soave. Di scena interpreti di fama e giovani talenti.Rosa d’Argiento Rosa d’Amore in coproduzione con Agìmus Festival Sabato 23 settembre, ore 21 Chiostro di Santa Chiara Mola di Bari.

 

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