• giovedì , 17 agosto 2017

POLIGNANO, PRESENTAZIONE LIBRO SU DON ERNEST SIMONI

018 - Copialocandina muolo (2)

 

POLIGNANO – Le persecuzioni ai cristiani non sono solo nei libri di storia. Sono un fatto ancora drammaticamente attuale. Coi suoi 105000 fedeli uccisi all’anno, il Cristianesimo è oggi la religione più perseguitata al mondo, come se questi duemila anni fossero trascorsi invano. Ognuna di queste persecuzioni è una vita umana spezzata, e in quanto tale una storia che va raccontata. Una delle storie dello scorso secolo, quella del sacerdote don Ernest Simoni, si svolge nell’Albania comunista di Enver Hoxha. La notte di Natale del 1963, don Ernest viene arrestato in quanto prete. Condannato a morte, la condanna viene commutata in diciotto anni di lavori forzati. Scontata la pena, subisce nuovamente la stessa condanna. Tornerà libero solo col crollo del comunismo, nel 1990. Per tutto quel tempo non solo don Ernest sopporta le torture dei carcerieri e rifiuta le concessioni da loro promesse se abiurerà la propria fede, ma continua a celebrare la messa di nascosto e a impartire la comunione agli altri detenuti. Una volta liberato cercherà la strada del perdono e della riconciliazione coi suoi ex-aguzzini. E’ di un paio d’anni fa il suo incontro ufficiale con Papa Francesco. La sua storia è oggi un libro di Mimmo Muolo, “Don Ernest Simoni – Dai lavori forzati all’incontro con Francesco” (ed. Paoline, €12.50), che è stato presentato a Polignano, alla presenza dell’Autore, dall’associazione “Giovanni Paolo II”. L’incontro, moderato dalla vicepresidente dell’associazione, Vittoria Luisi, è stato aperto dal discorso dell’assessore alla Cultura Marilena Abbatepaolo (il tutto si è svolto nell’ambito della manifestazione EquiLibri): “E’ una storia che fa riflettere sul ruolo delle religioni, in una società libera e civile ognuno dev’essere libero di esprimere la propria fede. Raccontare storie come questa può aiutarci a ricordarle per far sì che non si ripetano contro nessun altro”. La parola è così toccata a Muolo, che oltre ad aver confessato di aver impiegato un mese ad accettare la proposta dell’editore di scrivere il libro, ha detto: “Questa storia è apparentemente lontana da noi, ma in realtà il suo messaggio arriva a tutti. Don Ernest testimonia come nella sua vita nessuna ideologia, nessuna situazione, nessuna persona è stata più importante di Cristo. E lo ha testimoniato coi fatti. E’ restato fedele alle proprie promesse sia nel tempo della persecuzione che in quello della libertà”. Alla serata era presente anche il consigliere di minoranza Eugenio Scagliusi, che ha allargato la riflessione alle persecuzioni in generale: “Al giorno d’oggi ci sono diversi livelli di persecuzione religiosa. Non pensiamo solo ai casi più gravi in giro per il mondo, ma anche ai piccoli episodi quotidiani, quando prendiamo in giro qualcuno perché va a messa, o ai casi di cronaca di quelle scuole in cui si vietano i presepi, come se per andare incontro ad altre fedi dovessimo calpestare la nostra”. Sono seguite alcune domande poste ai relatori dal Consiglio dei Ragazzi di Polignano, presente tra il pubblico. A loro si è rivolto direttamente Muolo: “Ora che vi affacciate alla vita non dimenticate l’importanza di credere a qualcosa, e di restare fedeli a quello in cui credete. Anche le forme di fondamentalismo che si stanno creando in giro per il mondo trovano terreno fertile nel vuoto d’idee. Reclutano ragazzi che non sanno nulla e ci odiano non perché siamo credenti di un’altra fede ma perché non crediamo in nulla. In questo libro troverete una grande storia d’amore fra un uomo e la Chiesa, fra un uomo e la sua fede nella verità degli uomini”.

Vito Giustino

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