• venerdì , 23 giugno 2017

POLIGNANO, PRESENTATO IL DIARIO DI GIUSEPPE MALLARDI

POLIGNANO – Finalmente quel giorno è arrivato. Il diario di Giuseppe Mallardi, l’ufficiale polignanese che partecipò alla campagna di Russia nell’esercito napoleonico e che dal 7 gennaio 1807 al 6 luglio 1815 annotò quasi ogni giorno tutto quanto visto e sentito, è stato ufficialmente reso pubblico. E’ di poche sere fa la presentazione, al teatro Vignola di Polignano, del volume “Durante il regno di Gioacchino Murat – Diario di un capitano dei Lancieri” (ed. Besa, €50, pagg. 637), la trascrizione integrale delle memorie dell’ufficiale. Essendo un’operazione culturale patrocinata anche dal Comune di Polignano la prima a prendere la parola è stata l’assessore alla Cultura Marilena Abbatepaolo, che ha letto un messaggio di saluto del sindaco Domenico Vitto, impossibilitato a venire (“Pubblicare un libro non è certamente la prima attività che si pensa debba svolgere un’amministrazione comunale, infatti non è stato facile ma oggi siamo fieri di consegnare ai cittadini e agli studiosi questo diario, un tassello aggiunto alla storia della nostra città”). Dopodiché è partito il dibattito vero e proprio, durante il quale si è anche potuto cogliere i frutti del lavoro del laboratorio tenuto da Antonio Minelli e dall’associazione Formediterre negli scorsi mesi. Si sono infatti esibiti nella lettura di brani del diario, oltre allo stesso Minelli, gli allievi del corso: Luigi Abruzzese, Fabrizio Di Grassi, Giampiero Caldi, Lucia Casulli, Adriana L’abbate, Marilena Laera, Nicolò Maccuro, Vincenzo Pellegrini, Nichy Rubino, Alessia Torres, Dalila Virginio e Antonella Zupo.

Ma soprattutto, a parlare sono stati i protagonisti della scoperta del diario. Catia Ciasca, nipote di Mallardi, la cui nonna Caterina negli anni ’20 aveva trascritto a penna, insieme al professor Stanislao L’abbate, il manoscritto del suo antenato (che essendo stato vergato in lapis su pezza di tela era ormai illeggibile): “Dopo la trascrizione ci fu una serie di articoli e di conferenze sul diario, sembrava che mancasse poco alla pubblicazione, ma poi i miei nonni morirono e il diario finì nel dimenticatoio. Anni dopo mia madre, dopo aver messo in vendita la casa dei miei nonni, trovò in un baule cinquantadue fascicoli legati tra loro e un plico di carte più vecchie. Iniziò a leggerlo e ad appassionarvisi. Io all’epoca ero impegnata in altre cose, solo nel 2010 iniziai a leggerlo, e a trascriverlo al computer per facilitarmi la lettura, dato che con la scrittura della nonna facevo fatica. Proprio in quel periodo mi cercò il professor De Luca per sapere se avevo notizie del diario del mio antenato”. Il professor Carlo De Luca, che da giovane aveva assistito alla conferenza tenuta dal nonno di Catia, il colonnello Vito Ciasca, si era fatto fotocopiare le poche pagine del diario che quella sera furono lette. Molti anni dopo, su suggerimento del suo amico Michele Giannoccaro, decise di riprendere le ricerche sul diario e così la sua strada si incrociò con quella della famiglia Ciasca. “Stasera è un grande momento – ha detto – è un sogno che si avvera, quello per cui abbiamo lottato per anni finalmente si realizza. Credo sia doveroso dire grazie a Catia, a Marilena, e a tutti quelli che si sono impegnati per portare alla luce questo documento”.

Il dibattito che è seguito, condotto dal giornalista Beppe Stallone, è stato aperto dalla stessa Abbatepaolo, che ha raccontato la genesi del progetto, il suo primo incontro col dottor De Luca che le aveva raccontato di avere per le mani un testo pregno di notizie storiche, che in parte riguardavano Polignano. “L’occasione di pubblicarlo l’abbiamo avuta nel 2014, quando abbiamo partecipato al bando regionale delle attività culturali proponendo la stampa di questo diario. Abbiamo avuto risposta due anni dopo… e finalmente abbiamo ottenuto il finanziamento regionale, che ci ha permesso di lanciare, parallelamente alla pubblicazione, un laboratorio di lettura in collaborazione con l’associazione Formediterre, il quale, oltre a spingere la promozione del diario, voleva anche permettere ai ragazzi allievi del corso di mettersi in gioco. La cultura deve formare. Mallardi entra di diritto fra i grandi personaggi storici di Polignano, come Pompeo Sarnelli, Domenico Modugno, Pino Pascali”.

Il professor Mario Spedicato ha infatti approfondito la figura di Mallardi, “ricordiamo anche cosa ha fatto dopo la guerra. E’ stato sindaco della città. E ho diversi elementi per credere che non abbia mai smesso di rielaborare il suo diario (la versione originale, che ho potuto vedere, è ben più striminzita) in anni più tranquilli. Stasera inizia un percorso di ricerca, di riflessione su cosa ha rappresentato per noi meridionali il decennio francese, quell’occasione di ammodernarci che però è rimasta in gran parte nelle intenzioni”.

Il professor Salvatore Capodieci si è soffermato sulle nozioni militari che emergono dal diario: “Ci fornisce una descrizione molto precisa dell’esercito napoletano nell’era Murat. Abbiamo molte illustrazioni d’epoca, ma nessuna sulle guardie d’onore, di cui non conoscevamo le divise che qui vengono invece descritte minuziosamente. Ma soprattutto, Mallardi sfata dei pregiudizi storici: che Napoleone sia stato sconfitto dall’inverno russo (in realtà l’esercito russo, ritirandosi, lo aveva costretto a inseguirlo lungo una via in cui i francesi non avrebbero potuto rifornirsi), dai partigiani russi (che erano solo piccoli gruppi di banditi, molto meno pericolosi dei cosacchi che facevano parte della cavalleria russa), e che fosse fuggito dalla Russia (in realtà rientrare a Parigi prima che si diffondessero le voci della sua sconfitta serviva a salvaguardare il suo potere politico)”.

Livio Muci della casa editrice Besa ha spiegato cosa lo ha spinto ad accettare di pubblicare il testo: “Mi ha colpito il suo contenuto. Più che un libro è un giacimento da cui potremo trarre informazioni preziose. Pubblicandolo integralmente abbiamo rispettato le volontà del Mallardi (che nell’introduzione si rivolge ai suoi eredi pregandoli, in caso decidessero di pubblicarlo, di non lasciar fuori nulla), ma in futuro gli studiosi potranno realizzare edizioni critiche del diario, che ovviamente si soffermeranno ciascuna su alcune delle sue pagine, a seconda dell’argomento su cui ciascuno si focalizzerà: le descrizioni di Polignano, la vita di corte a Napoli, le esperienze militari, quelle amorose…”.

Insomma, un diario che racconta una storia individuale e una epocale, e che a sua volta ha vissuto una lunga storia di oblio e di riscoperta. Come ha detto Abbatepaolo in chiusura: “Delle persone qui presenti stasera qualcuno ha custodito la Storia, qualcun altro l’ha ricercata, qualcun altro l’ha restituita al pubblico. Il nostro compito termina qui, ora lasciamo la Storia agli studiosi”.

Vito Giustino

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