• venerdì , 20 aprile 2018

POLIGNANO, PRESENTATO “EQUILIBRI” 2016

POLIGNANO – L’edizione 2016 di EquiLibri, la rassegna di incontri letterari del comune di Polignano, si apre con la chiusura di quella del 2015. Tutti i libri presentati nella scorsa edizione sono stati infatti donati alla biblioteca di palazzo San Giuseppe (per chi non lo sapesse, è subito a sinistra dell’ingresso della città vecchia). “Lo facciamo per ampliare il fondo libri della biblioteca, – spiega l’assessore alla Cultura Marilena Abbatepaolo – la rassegna non deve esaurirsi nella riflessione di un momento ma lasciare al paese testi che si possano consultare in qualsiasi momento, in modo che la diffusione della cultura avvenga durante tutto l’anno. Abbiamo creato un fondo specifico, ognuno di questi libri ha in prima pagina il timbro di EquiLibri”.

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Rassegna che riparte da venerdì 23, sempre a palazzo San Giuseppe (“un patrimonio architettonico che vogliamo far riscoprire”) con la formula che conosciamo. “Accanto alle presentazioni dei libri (il cui programma dei prossimi mesi è già in buona parte definito ma che sveleremo di mese in mese) ci saranno anche focus tematici dedicati a questioni di attualità. Il cartellone ha uno sfondo blu oceano poiché il mare nei suoi abissi contiene dei tesori. Inizieremo venerdì con la presentazione del libro ‘Maffia & Co.’ il cui autore, Andrea Leccese, dialogherà col blogger del Fatto Quotidiano Alessandro Cannavale. Abbiamo deciso di aprire con un testo che parla di Mafia Capitale perché è un tema che si interseca con la politica ed è fortemente sentito. Il concetto di mafia si estende a tutti i livelli della società e bisogna parlarne poiché anche certi atteggiamenti di noi cittadini, senza che ce ne rendiamo conto, possono fare il gioco della mafia. Il 30 ci sarà invece la presentazione di un libro di poesie di Antonio Giampietro, ‘Nelle curve del silenzio’, edito da FalVision. Antonio è un diversamente abile che con la poesia ha dato voce alla sua condizione, che non dev’essere vista come una menomazione ma come una ricchezza, perché gli permette di mostrarci le cose in modo diverso da come le vediamo noi. E’ anche un’opportunità di far conoscere le piccole case editrici pugliesi. Infine (per ora) il 9 ottobre presentiamo un testo dedicato alla storia, ‘Il sergente Romano’ di Marco Cardetta, che parla di brigantaggio, e lo fa da un punto di vista che non è quello studiato solitamente nei testi scolastici. Ma fa comunque parte della nostra storia, ed è giusto parlarne. Ecco, se dovessi rintracciare un filo conduttore in questi primi tre incontri direi proprio il tentativo di uscire dai luoghi comuni, che siano sulla mafia, sulla disabilità o sull’Unità d’Italia”. Tornando al 23 settembre però, subito dopo la presentazione del libro di Leccese ci sarà un altro evento, un evento che si svolge in ogni parte del mondo nello stesso giorno, “100mila poeti per il cambiamento”, una serie di reading poetici che si svolgono tra la gente per invitarla a cambiare se stessa e il mondo. Direttrice artistica per Polignano sarà Annella Andriani: “Non solo per Polignano ma per la Puglia. E’ un evento che curo da quattro anni. Ho sempre messo al centro del mio impegno culturale la poesia, le cui parole sono diverse e di versi. Un giorno ho conosciuto tramite social un poeta americano, Michael Rothenberg, uno degli ideatori dell’iniziativa, che mi invitò a prendervi parte. Ogni anno in un luogo a scelta mettiamo su una serata con poeti, musicisti, e un tema a scelta dei singoli direttori artistici. Quest’anno avevo deciso di dedicare la serata ai terremotati, ma nel frattempo è venuta a mancare un’amica, una voce libera, la giornalista Fortunata Dell’Orzo, e abbiamo deciso di dedicare l’evento a lei. Noi siamo convinti che la poesia, la poesia militante, sia come una goccia che scava nella roccia della società cambiandola piano piano. Se il pubblico non ama la poesia bisogna insegnargli ad amarla”. Come fa notare Abbatepaolo, “non è vero che la poesia non ha un’utilità pratica. La parola ‘poesia’ deriva dal verbo greco ‘poieo’, cioè ‘fare’. Gli antichi riconoscevano dunque l’importanza pratica della poesia, la legavano all’artigianato. Anche in epoca moderna ci sono articoli come quelli di Montale e di Quasimodo che riprendono questo concetto. E’ ora di riscoprirlo”.

Vito Giustino

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