• sabato , 19 agosto 2017

PASSA DA MOLA LA RETE DEGLI URBAN CENTER

MOLA – La definizione di Urban Center è “struttura la cui missione principale è il coinvolgimento critico delle comunità civiche nelle politiche di trasformazione della città e del territorio”. In poche parole, un luogo in cui i cittadini possono dire la loro sugli interventi da realizzare per migliorare il paese. Una realtà esistente da tempo a Bitonto, e di cui presto si doterà anche Mola. L’assessore all’Urbanistica e alla Pianificazione Territoriale Rossana Saponaro ha annunciato il progetto alla cittadinanza con una conferenza al Castello Angioino di cui è stata moderatrice. “Pensando al PUG, il Piano Urbanistico Generale – ha spiegato in apertura – mi sono chiesta come poter ottimizzare le poche risorse che abbiamo e andare incontro ai cittadini. Ho iniziato a documentarmi sull’Urban Center e ho incontrato i colleghi assessori di Bitonto e di Bari per iniziare con loro una collaborazione, anzi una rete di urban centers che copra tutta l’area metropolitana barese. Quello bitontino sarà il nostro modello, loro sono stati gli apripista (ottenendo un riconoscimento all’ultimo Congresso Nazionale di Urbanistica) e noi intendiamo metterci sulla loro scia. Anche se i tempi non saranno brevissimi abbiamo già in mente dove collocare il nostro urban center, in una delle stanze del Palazzo delle Culture”.

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Ha poi dato la parola al sindaco Giangrazio Di Rutigliano, che ha salutato così: “Convinti come siamo che la crescita di un paese passi dalla collaborazione abbiamo applicato questo approccio a tutti i settori, quindi perché non all’urbanistica? Quello che faremo stasera darà vita a una collaborazione fra il Comune e i cittadini, nonché fra Comuni diversi. Un primo passo per costruire il paese che vogliamo, e costruirlo insieme”.

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Di lì la parola è passata a tutti gli altri ospiti, a cominciare dall’assessore alle Politiche Urbanistiche di Bitonto Nicola Parisi, che ha spiegato come funziona l’UC nella sua città: “Il senso di ciò che io e i miei collaboratori abbiamo fatto è nell’aver costruito una comunità. Ricopro la mia carica da un anno, e ho sempre pensato che il successo di un’operazione legata al territorio risieda nel coinvolgere la cittadinanza. Venti o trent’anni fa si facevano periodicamente delle assemblee pubbliche per sondare l’umore della gente. Oggi è tutto diverso, la tecnologia permette a tutti un accesso alle informazioni istantaneo e illimitato, ed è in questo contesto che dobbiamo agire. Io e il mio staff abbiamo lavorato su due punti: il primo, avvicinare la gente alla conoscenza del territorio; il secondo, convogliarla intorno a un tavolo per dare il proprio contributo d’idee (queste ultime maturate proprio grazie alle informazioni ricevute col primo punto). Il mio gruppo di lavoro è composto per lo più da studenti universitari, non tutti di Bitonto, e questo è l’aspetto più importante: anche se non era il loro territorio questa esperienza è comunque servita loro ad acquisire un metodo, che potranno applicare anche altrove. Sul nostro sito www.urbancenterbitonto.it potete trovare tutte le informazioni sulla nostra attività e soprattutto su come dare il vostro contributo di idee”.

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E poiché il sistema funziona, come vi accennavamo c’è chi già lo progetta su larga scala. Ecco cosa ha detto l’assessore all’Urbanistica e alle Politiche del Territorio di Bari Carla Tedesco: “Tra i nostri obiettivi di mandato c’era quello che l’UC di Bari non si limitasse ad elaborare dei progetti ma che avesse anche un settore dedito a realizzarli concretamente. Attualmente nella nostra sede se ne stanno seguendo diversi, come la riqualificazione della ex-caserma Rossani. Se possiamo seguire più percorsi è perché sempre più soggetti sono coinvolti nelle trasformazioni urbanistiche, ed è importante che siano soggetti che conoscono a fondo ciò di cui si vogliono occupare. Fortunatamente i cittadini hanno mostrato il desiderio di prender parte sia alla fase decisionale che a quella fattiva, anche prendendosi cura degli spazi nei momenti transitori prima della trasformazione vera e propria. Un progetto che parte dal basso quindi, e che possiamo ampliare creando una rete di cittadini di Comuni diversi, il che farebbe assumere un significato concreto a questa nuova entità che noi amministratori stiamo ancora cercando di comprendere e che ha il nome di Città Metropolitana”.

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A chiudere i lavori, la docente di Pianificazione territoriale del Politecnico di Bari Angela Barbanente: “Viviamo una fase di profondo scollamento fra cittadini e istituzioni. Mancano luoghi di aggregazione e discussione, e le conseguenze si vedono nelle elezioni in cui stravincono l’astensionismo e i voti di protesta. L’UC può rispondere all’esigenza di riavvicinamento dei cittadini al loro territorio, di tornare a interagire con esso. Quanti sanno che a Torre a Mare abbiamo un patrimonio straordinario di grotte abbandonate e piene di rifiuti? Il secondo passo è costruire una cittadinanza metropolitana, che non va considerata solo una fonte di finanziamento ma una comunità, e perché lo diventi occorre che il capoluogo esca dal suo centralismo e arrivi ai paesi di periferia. Il senso di appartenenza a una comunità è qualcosa da cui la comunità stessa non può prescindere se vuole essere composta da cittadini responsabili. Soprattutto i giovani hanno bisogno di essere guidati alla pratica, tanto quanto le amministrazioni hanno bisogno di energie fresche di ragazzi con idee e voglia di imparare”.

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Infine, dopo una serie di interventi del pubblico (da notare l’affluenza, più che buona per un argomento non facilissimo e composta non solo da addetti ai lavori) e l’annuncio da parte di Saponaro che il borgo antico di Mola è stato riconosciuto pochi giorni fa dall’associazione nazionale Borghi Autentici d’Italia, è avvenuta la firma da parte di Di Rutigliano e del vice-sindaco di Bitonto Rosa Calò del protocollo d’intesa tra i Comuni di Mola e Bitonto per l’avvio e lo svolgimento delle attività dell’Urban Center di Mola. E’ stata proprio Calò, dopo la firma, a chiudere ufficialmente la conferenza ringraziando “per la riunione di stasera, che con le riflessioni che ha lanciato costituisce già una base su cui lavorare. Credo che da quel che si è detto non potranno che trarre vantaggio sia Bitonto che ha dato inizio sia Mola che ci segue, e se il cerchio si allargherà porterà ricchezza e maggior vivibilità a tutto il nostro territorio”.

Vito Giustino

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