• venerdì , 15 dicembre 2017

“PASO”, IN CAMPO UN PASOLINI INEDITO

MOLA – Si può ancora dire qualcosa di nuovo su un uomo di cui si è detto di tutto? Si può ancora rendere umano chi è stato reso un santino? Pier Paolo Pasolini è stato forse l’ultimo vero intellettuale italiano. E come tutte le persone che hanno qualcosa di diverso da dire è stato tanto avversato in vita quanto esaltato da morto. I due atteggiamenti, per quanto opposti, hanno molto in comune: sono la negazione dello spirito critico e uccidono in chi ascolta qualsiasi desiderio di approfondire sia il pensiero che l’uomo. Ma per fortuna c’è sempre chi sa guardare oltre e cercare nuovi livelli di lettura in un personaggio che altri hanno cristallizzato. L’attore e drammaturgo barese Lino De Venuto ha scritto “Paso”, un testo che è al tempo stesso un libro (ed. Gelsorosso, €12, pagg. 120) e uno spettacolo teatrale (diretto e interpretato da De Venuto con Paolo Comentale, Annalisa Rossi, Giuseppe Trotta, Pietro Matarrese, Simone Bracci, Nicolò Restàini, Caterina Rubini, Giambattista De Luca), ultimo di una lunga serie di suoi lavori su personaggi storici (Oscar Wilde, Friedrich Nietzsche, don Tonino Bello, Vincent Van Gogh). Il libro-spettacolo è stato presentato a Mola presso la libreria “Culture Club Cafè”.

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L’Autore si è amabilmente sottoposto alle domande di Antonella Rondinone e ha spiegato la genesi dell’opera: “Inizialmente doveva solo essere un testo teatrale, ma è diventato un libro, che oltre al canovaccio dell’opera contiene approfondimenti su Pasolini. Anzitutto sulla sua passione per il calcio, a cui da giovane ho giocato anch’io, prima che la passione per il palco mi sottraesse a quella per il campo da gioco. Ed è attraverso il medium del calcio che mi sono avvicinato a Pasolini, un autore che a quarantun anni dalla sua morte è tanto citato quanto poco letto. Gli insegnanti del quinto anno di superiore dovrebbero farlo leggere ai loro studenti, a prescindere che lo si ami o no è cibo per la mente. Me ne sono reso conto quando abbiamo fatto i matinée scolastici, al termine c’era il dibattito coi ragazzi e abbiamo visto quanto erano coinvolti e stimolati”.

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Difficile non esserlo quando si ha a che fare con un uomo che trasmetteva una passione totale per tutto ciò che faceva. E il calcio non era un’eccezione: “La sua passione sportiva non era esibizionismo ma un’espressione di autentica e assoluta libertà. A detta di chi lo conosceva, come Ninetto Davoli, persino quando aveva un appuntamento se vedeva un pallone da calcio iniziava a giocarci, così, vestito in giacca e cravatta, e poi si presentava all’appuntamento sporco di terra… Iniziò giovanissimo, fu capitano della squadra universitaria, giocò nel Casarsa e in mille altre occasioni, fu tra i creatori della Nazionale attori e cantanti di cui fu anche capitano. A Roma mise su una squadra coi ragazzi di borgata, la ‘Caos’, chiamata così in riferimento al degrado che c’era intorno al campo sportivo, ed era una squadra vera e propria, con ruoli ben definiti e che giocò campionati importanti. Nel libro ci sono testimonianze di sportivi famosi che lo hanno conosciuto e assicurano che era un calciatore molto bravo. Se avesse assistito agli scandali calcistici di oggi credo si sarebbe infervorato come faceva sempre, avrebbe scritto nomi e cognomi di calciatori e dirigenti che andavano radiati, e si sarebbe fatto altri nemici”.

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Tutte queste riflessioni si sono alternate a letture sceniche dell’attrice Cecilia Ranieri e dello stesso De Venuto. Per ricordare l’opera dell’autore, un’opera che la sua tragica e misteriosa morte, rendendolo un martire, ha paradossalmente messo in secondo piano. “In un Paese dalla memoria corta come il nostro Pasolini si dimostra ancora una volta in controtendenza visto che viene sempre più ricordato. Però si tende a farne un oracolo. Non lo era, era un intellettuale che spingeva le persone a pensare con la propria testa e cercava di non far perdere loro la propria identità primaria. Nella sua ultima intervista, fatta sei ore prima di essere ucciso, disse: ‘All’erta, siamo tutti in pericolo’”. Questo e molto altro di Pasolini viene rappresentato nello spettacolo. Speriamo che anche i molesi possano vederlo presto.

Vito Giustino

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