• venerdì , 27 aprile 2018

OSTUNI, MOSTRA “I COLORI DELL’UNIVERSO” DI VALERIA FERRARI

OSTUNI – Nessuno è solo. Tutto è connesso. L’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Ognuno di noi ha un mondo interiore, che si completa in quello del suo prossimo, e tutti insieme si riflettono nel cosmo. Ci sono artisti che passano la vita a cercare in se stessi quel mondo, per mostrarlo agli altri e far loro capire quanto siamo simili. Valeria Ferrari è una di questi. L’avevamo incontrata pochi mesi fa per recensire la sua mostra “Save the Beauty” a Cisternino, ma parallelamente ne stava già preparando un’altra, “I colori dell’Universo”, che si è tenuta al palazzo Tanzarella di Ostuni.

Se quella raccontava una realtà “concreta” come quella femminile, la nuova mostra è proiettata verso una dimensione più eterea. “Questi quadri rappresentano non il mio mondo interiore, ma il mio modo di vedere, attraverso i miei occhi e i miei colori, lo spazio che ci circonda. L’ispirazione mi giunge da mio nonno, Luciano Guerriero, a cui ho dedicato la mostra, primo presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Da lui ho imparato a scrutare le stelle, eppure sosteneva che il più grande mistero non è l’universo, ma la mente umana”.

E la mente, nelle intenzioni di Valeria, dev’essere stimolata dall’opera. “Questa volta ho voluto fare una mostra diversa, che non fosse solo un’esposizione di quadri ma che in qualche modo interagisse con lo spettatore, attraverso giochi di luce sul soffitto e un sottofondo di musica elettronica e registrazioni di onde radio provenienti dallo spazio. Vedo che la gente in questo modo recepisce molto di più, ho visto anche anziani e bambini essere ‘presi’ emozionalmente da questo viaggio, e ora sono ancora più convinta che sia la strada giusta. Lavorando su tutti i sensi delle persone e non solo sulla vista è più facile anche far cadere le barriere tra di loro”.

Hai definito la tua pittura “non duale”, cosa intendi? “Nelle mie opere unisco la pittura ad acqua e il petrolio, due materiali apparentemente incompatibili, fondendoli in un concetto di universo, proprio per eliminare il concetto di dualità. E’ un discorso che credo porterò avanti per sempre. Si parla sempre di scegliere, o destra o sinistra, o bianco o nero, ma nessuno parla mai di andare oltre questa divisione, di avere una comprensione più ampia della realtà. Anche lo Yin e lo Yiang, che rappresentano gli opposti nella filosofia orientale, hanno qualcosa l’uno dell’altro. Abbiamo costruito la realtà che ci circonda secondo logica, ma forse a un certo punto bisogna fare un salto affidandosi alla nostra natura più istintuale, all’intelligenza emotiva, una parte del cervello che non conosciamo. Non a caso nei miei quadri descrivo lo spazio, ovvero qualcosa di infinito e ancora in gran parte sconosciuto”.

I quadri hanno tutti nomi di galassie, stelle, costellazioni, ma questa è l’unica traccia di spiegazione che Valeria vuol dare a chi vedrà la mostra. “Non voglio dare troppe informazioni al pubblico, voglio che arrivi alle opere da solo, che capisca il potere che ha di interpretare la realtà e le rappresentazioni artistiche. Che si faccia domande, poiché sono quelle che portano alla conoscenza. Cerchiamo continuamente risposte all’infuori di noi, invece dovremmo iniziare a cercarle al di dentro. Non dobbiamo mai limitarci a un unico punto di vista, la nostra corteccia cerebrale ci permette di andare oltre, di cercare e trovare infinite connessioni. E se continuerà a farlo, forse, un giorno l’uomo sarà pienamente consapevole”.

Vito Giustino

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