• sabato , 21 aprile 2018

NOMINE AD’ARTE: UNA MAXXI MELANDRI

 

MELANDRI

 

La politica è come il cancro: non finisce mai sia a livello fisiologico che patologico. Quando si forma questa ambientazione psicologica non vuoi e non esci più, è questa la disgrazia che stiamo vivendo. E’ normale quindi fare riferimento ad una frase pronunciata dalla signora Giovanna Melandri in questi ultimi giorni: “Ma io non ho mai lasciato la politica, prima ero sul palcoscenico, oggi faccio la regista”. Perché questa frase? E allora scopri che la predetta signora è diventata presidente del Museo d’Arte Contemporanea Maxxi di Roma a cui si accoppia una fondazione. Qui viene spontanea qualche domanda: Quando è stato bandito il concorso? Non ho notizie in merito. Che competenze ha la signora Melandri? Cosa significa per lei l’Arte contemporanea? Cosa farà per far diventare il Museo Maxxi come la Tate Gallery di Londra ed il Beaubourg di Parigi? A quanto ammonta il suo stipendio? Perché leggendo l’intervista (settimanale Grazia/Cult n°25 del 17/06/2015, speciale “Segui la scia dell’arte”) rilasciata sempre dalla predetta signora ritengo che il livello culturale, artistico, sociale non sarà mai per il “popolo”? C’è qualcuno che mi ha chiesto il perché di queste domande. Dopo un attimo ho risposto: “Ma perché sono un cittadino italiano ed inoltre, come valore aggiunto, dipingo e faccio arte contemporanea da oltre 70 anni”. Risposta: “Hai ragione”…. www.mimmoderasmo.it

P.S.: Gentile signora Melandri, gradirei una risposta, se ce l’ha.

 

IL MORSO DELLA VIPERA A CURA DI MIMMO DERASMO

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