Milano. «È un omaggio al Caffè del sole di Urbino dove ho fatto i miei primi passi, con la musica dal vivo, e dove ho iniziato a scrivere canzoni».

È la confessione di Rapahel Gualazzi su “Bar del sole” che dà il titolo al suo nuovo album di dieci canzoni.

«È un bar della mia Urbino che adesso ha cambiato sede – ha aggiunto l’artista – Era un posto molto magico dove tutti gli avventori, che poi diventavamo amici anche del gestore, portavano un sole di ceramica da tutte le parti del mondo e dall’Italia, poi appesi dappertutto, tempestato da questi soli bellissimi con le anime di quelle persone. Tutto questo accadeva 25 anni fa, da dove è iniziato tutto. Quando torno ad Urbino passo sempre dal bar per un saluto: è rimasto il posto dell’anima per le persone, dove potersi ritrovare dopo questa pandemia, un momento difficile dal punto vista ambientale, sociale e sanitario».

“Bar del sole” è un progetto targato Sugar Music di Caterina Caselli dal sapore squisitamente estivo, in cui Gualazzi reinterpreta alcuni brani del più brillante cantautorato italiano.

«I brani sono stati scelti nel tentativo di rappresentare un periodo italiano cantautorale meraviglioso – ha spiegato Gualazzi – Ho cominciato ad ascoltare musica africana all’età di nove anni e fino a quell’età ascoltavo canzoni che piacevano ai miei genitori, da “Amore caro amore bello” e “Arrivederci a questa sera” di Battisti a “Centro di gravità permanente” di Battiato, a “Cosa sarà” di Dalla, che ho voluto reinterpretare in questo disco, ma anche Bertoli, Cocciante, De Gregori e anche Morandi».

“Bar del sole” è dieci tracce che coinvolgono musicisti e artisti in studio per reinterpretare dei brani che appartengono all’immaginario della più grande musica italiana. 

«La selezione è stata fatta soprattutto per le canzoni e per i loro testi, per la bellezza degli argomenti – ha confidato – La cura musicale è nata dalla simbiosi, dalla commistione e dalle sinergie nate fra me e il coproduttore Vittorio Cosma: abbiamo messo insieme le forze ed è venuto fuori questo lavoro che mi ha dato grandi soddisfazioni».

Il disco si avvale dei feat speciali di Margherita Vicario in “Senza paura” di Ornella Vanoni, di Filippo Graziani alla chitarra e la marching band Funk Off per “Pigro” di Ivan Graziani, del Trio Bobo in “Arriva la bomba”.

Raphael Gualazzi ha dato il massimo nella reinterpretazione de “Il mondo” di Jimmy Fontana.

 «É una canzone stupenda che io annovero fra i temi più belli mai scritti, insieme a “Volare” di Modugno – Nel baretto tanto fotografato dai turisti, vissuto dagli anziani e riscoperto dai ragazzi ci sta benissimo, uno spazio che manca a tutti, di condivisione intima e comunitaria allo stesso tempo, dimensione che gli ultimi mesi di separazione e solitudine hanno portato via».

Raphael Gualazzi è cittadino del mondo ma Urbino ce l’ha nel cuore.

«In realtà sono a Milano da un paio d’anni, sono stato a Verona, a Londra – ha ammesso – Torno sempre a Urbino perché sono molto legato alle mie origini e soprattutto alla mia famiglia: una sola sorella è a Milano».

La recente pandemia non è passata invano per Raphael Gualazzi.

«Ho imparato a suonare un altro strumento o, meglio, ad accompagnarmi con uno strumento, l’ukulele, dal suono molto particolare, molto rilassante, quasi terapeutico e distensivo – ha rivelato – Ho imparato un po’ di repertorio e scritto anche canzoni con questo strumento. Naturalmente ho anche lavorato con la mascherina su materiale inedito e per questo progetto con tutto il mio staff».

A breve Raphael Gualazzi ritorna a tenere concerti.

«Mi esibirò in trio con Gianluca Nanni alla batteria e Anders Ulrich al contrabbasso – ha precisato – Per alcune date più guests a sorpresa a seconda della zona, fino ad ottobre in Italia e poi anche all’estero».

Ecco le prime date: 17 giugno a Roma (Casa del jazz), 16 luglio a Capurso (Ba) sul Sagrato Reale Basilica Madonna del Pozzo, 24 luglio a Oderzo (Tv) in Piazza Grande, 30 luglio a Siddi (Sud Sardegna) a Tomba dei Giganti, 9 ottobre Milano (Conservatorio per JazzMi), 13 ottobre a Bologna (Teatro Duse).

Raphael Gualazzi è amareggiato per l’invasione in Ucraina da parte della Russia. «Credo che la guerra non sia mai una cosa che porta bene – ha fatto notare – Non sono informato abbastanza a livello politico ma quando c’è la pace si può costruire, con la guerra si distrugge soltanto».