Taranto. Gravissimi disservizi nell’erogazione di acqua agli utenti che hanno formalizzato domanda di prenotazione irrigua in agro di Palagianello.

L’allarme è lanciato dall’Area Due Mari di Cia Agricoltori Italiani di Puglia ed è stato formalizzato tramite una lettera inviata al commissario unico dei consorzi di bonifica Alfredo Borzillo, al direttore generale del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara Pietro De Simone, e ai direttori dei servizi Agrario e Ingegneria dello stesso consorzio, Giovanni Merlino e Sante Galasso, con la richiesta di ripristinare la corretta erogazione di acqua per l’area di Palagianello.

Per l’Area Due Mari della Cia, scrivono il direttore Vito Rubino e il presidente Pietro De Padova, i disservizi sembrerebbero essere causati da un by-pass realizzato in queste ultime settimane nei pressi della lama di Castellaneta.

I sopralluoghi sul posto effettuati dalla Cia, di concerto con alcuni imprenditori agricoli del Tarantino, confermano infatti che le quote di livello dell’acqua non sono affatto regolari.

In contrada Sant’Andrea, nel territorio di Castellaneta, l’acqua del canale adduttore presenta un livello massimo di portata, a tal punto da rendere indispensabile lo scarico tramite un sistema automatico con pompa per il troppo pieno.

Poi, l’acqua si immette sottoterra e riemerge in contrada Chiulli, dove a causa di particolari modifiche tecniche, il canale eroga circa la metà di ciò che dovrebberendendo impossibile l’erogazione di acqua in agro di Palagianello.

«Con l’aumento delle temperature l’eventuale carenza di acqua potrebbe determinare disfunzioni e di conseguenza gravi problemi di natura economica-produttiva alle aziende agricole – chiarisce il direttore Vito Rubino – Chiediamo che sia ripristinata celermente la corretta erogazione di acqua».

Del resto, l’Area Due Mari di Cia Agricoltori Italiani di Puglia non è nuova a questo tipo di sollecitazioni: lo scorso gennaio, per esempio, con un ricco dossier fotografico, documentò la scarsa manutenzione lungo il canale adduttore, in particolare nei territori di Castellaneta, Palagianello e Ginosa.

La Cia rammentò che dalla derivazione di San Marco (in Basilicata) a Palagianello (in Puglia) il quantitativo di acqua si dimezzava a causa di perdite considerevoli e mise in evidenza, anche con l’ausilio di particolari riprese aeree, l’inadeguatezza di una struttura risalente agli anni ‘60 e mai oggetto di interventi di ammodernamento, nonostante le tante risorse rese disponibili dai vari bandi ministeriali nel corso degli anni e, in ultimo, dal PNRR.

Quanto evidenziato, dopo opportuna pulizia del canale, ha fatto emergere una grossa falla nel canale adduttore in contrada Tartaretta, nell’agro di Castellaneta. «Occorre fare un progetto complessivo per ammodernare tutta la rete irrigua del consorzio di bonifica Stornara e Tara considerati i numerosi fondi resi disponibili sia dal Pnrr che dai vari bandi che il Ministero dell’Agricoltura e Sovranità alimentare e forestale mette a disposizione ormai da diversi anni in favore dei consorzi di bonifica italiani – ha aggiunto Rubino – Infine bisognerebbe non disperdere, anzi, utilizzare le somme che il Cipe rese disponibili con apposite delibere, per la realizzazione di vasche di accumulo di acqua nella lama di Castellaneta».