Milano. «Sarebbe davvero difficile sintetizzare con una lavorazione di pochi giorni tutto quello che succede sulla strada. Quello che ho cercato di fare è stato quindi di rappresentarne alcuni aspetti, per esempio, noi musicisti non vediamo mai veramente la facciata dell’edificio, ma sempre soltanto il retro: vediamo l’ingresso degli artisti, vediamo l’area del backstage, vediamo il seminterrato… si passa dall’ingresso degli artisti alla portiera della macchina a quella dell’hotel a quella del treno e poi del bus. Un sacco di porte, dunque, ma sempre di viaggio si tratta».

Lo ha sostenuto Bryan Adams, il fotografo rocker del nuovo calendario Pirelli The Cal 2022.

La custodia di un vinile ha al suo interno non un disco ma il calendario che ha per titolo “On the road” (sulla strada): celebra le star internazionali della musica dagli anni sessanta ad oggi ed è il ritorno del progetto dopo la sospensione per l’emergenza covid-19, un ritorno speciale perché coincide con l’anno della celebrazione dei 150 anni di Pirelli, il cui logo viene svelato proprio contestualmente al calendario.

Il titolo del calendario è scaturito dalla carriera di rock star di Bryan Adams.

«Ad essere sincero, non è stato troppo difficile, perché stare sulla strada è quello che faccio da 45 anni a questa parte – ha ammesso – Quando l’ho proposto, ho quasi pensato fosse un’idea già trattata in passato, perché mi è venuto naturale mettere in relazione l’immagine di musicisti che viaggiano con un’azienda che produce pneumatici: per me ha un senso ed è piaciuto anche a Pirelli».

Bryan Adams ha fotografato a Los Angeles (al Palace Theatre e all’hotel Chateau Marmont di Hollywood) e Capri (all’hotel Scalinatella) l’inossidabile Cher, Grimes, Jennifer Hudson, Normani, Rita Ora, Bohan Phoenix, il mitico Iggy Pop, Saweetie, St. Vincent, Kali Uchis e se stesso.

È la prima volta che The Cal si avvicina alla musica e come fotografo e musicista Bryan Adams si trova in una posizione particolarmente privilegiata.

«Sono davvero contento che il progetto si sia realizzato e che mi abbia permesso di proporre al pubblico un mondo che conosco bene – ha precisato – Per me è stato un grande piacere poter lavorare con altri musicisti, poter entrare anche nel loro mondo e vedere come si muovono. Nel tempo le cose sono molto cambiate e l’immagine è diventata una parte incredibilmente importante di ciò che ruota attorno alla musica. Un artista, oggi, può cambiare completamente e autonomamente il modo in cui vuole essere rappresentato in una determinata fotografia, potendo controllare la propria immagine è quindi un momento particolarmente interessante dal punto di vista fotografico e artistico per i musicisti».

Bryan Adams, che da oltre vent’anni affianca la fotografia ai suoi grandi successi musicali, con gli scatti di “On the road” ha immortalato la vita degli artisti in tour: un tema che torna anche nell’omonimo brano “On the road” che il musicista canadese ha scritto per il calendario e che sarà inserito nel suo prossimo album “So happy it hurts”, in uscita l’11 marzo 2022, che ne contiene altri 11, e il prossimo gennaio partirà il tour mondiale che arriva in Italia a febbraio, l’11 al Palazzo dello Sport di Roma, il 12 al Mandela Forum di Firenze e il 14 alla Zoppas Arena di Conegliano (TV).

«Il tour è stato davvero la mia vita: è come avere un’altra famiglia, di cui ho sentito la mancanza a causa del covid – ha riflettuto – Ho avuto tempo per riflettere e non avevo mai pensato che potesse accadere una cosa del genere; non mi ero mai immaginato, neanche lontanamente, che il mondo si sarebbe chiuso e non avremmo più potuto viaggiare. Sono entusiasta di tornare, ma allo stesso tempo ci sono stati aspetti che ho apprezzato nel lockdown: sono stato bene con la mia famiglia, rintanati nella nostra piccola bolla. Ora il mondo sta cominciando ad aprirsi: spero continui così».

Bryan Adams ha cercato di cogliere i tratti distintivi dei diversi artisti e i mesi del calendario si susseguono con oltre 160 pagine e più di 70 scatti, tra ritratti e still: dal risveglio in albergo di St. Vincent (il cui volto appare anche sulla copertina del volume), al giorno di pausa a bordo piscina di Kali Uchis, dal check out verso un altro viaggio di Saweetie al backstage di Cher, dal riposo di Normani prima delle prove del suono all’arrivo a teatro di Jennifer Hudson, dai momenti prima dello show di Iggy Pop (immortalato anche sulla quarta di copertina) a Grimes all’interno dello studio di registrazione, da Bohan Phoenix che rientra in hotel dopo la sua performance a Rita Ora dopo lo show.

«Ho cercato di proporre con creatività l’idea del viaggio attraverso la vita di un artista – ha osservato il fotografo rock – Quando si parla di fotografia, non cerchiamo la normalità: vogliamo che un’immagine sia qualcosa di memorabile e questo è stato il mio proposito».

Cosa vorrebbe che comunicassero le foto di questo calendario scattate da Bryan Adams.

«Spero che le persone apprezzino la realtà e la fantasia ritratte in queste poche immagini – ha confessato – È solo uno spaccato di quello che avrebbe potuto essere, purtroppo manca lo spazio: ci vorrebbe un volume per ogni persona per poterne raccontare la storia, ma riusciamo almeno a posare lo sguardo su ogni artista».