Dimissioni: la tempesta perfetta o quasi

di Maria Sportelli

Conversano (Bari) – 20 maggio 2020. Piove. È quasi ora di pranzo, mentre sfaccendo in casa e ascolto le sbiadite notizie sul corona virus, ricevo un sms. Leggo. “Hai visto su FB, il Consiglio è stato sciolto: l’Amministrazione è caduta”. Su Facebook. Ecco dove siamo finiti. La notizia non ha più bisogno di alcun giornale, penso, è lo stesso primo cittadino, anzi ex, a farsi portavoce. Leggo il post. È vero. Pochi minuti dopo la piazza virtuale va in escandescenza. È la guerra delle parole. Il torto e la ragione si rincorrono tra lacrime e risate. Guardo dalla finestra. Piove. Penso alla campagna (non a quella elettorale ndr.), alla raccolta delle ciliegie che va in malora. Agli amici che hanno perso il lavoro, alle persone che non ci sono più. Per tutto il pomeriggio ho cercato di distrarre il mio pensiero. Non scrivo più da molto tempo, per scelta. Ascolto una voce fuori campo: “Puoi continuare a non farlo. Tanto non cambia nulla.” Può anche darsi. È la mia voce interiore che bussa. Non resisto. Chiamo il Sindaco. Voglio sapere. Voglio scrivere e lo faccio riportando le parole dei protagonisti in un dialogo quasi parallelo.

È stata creata la tempesta perfetta”.  Pasquale Loiacono, al telefono, non fa giri di parole. “È stata una vendetta. Un affare personale. Ho estromesso dalla mia maggioranza Conversano a Sud Est e loro me l’hanno fatta pagare. La mano che ha affondato il colpo è stata quella del Presidente del Consiglio, Giuseppe D’Ambruoso. È recidivo, l’aveva fatto anche con Lovascio. Ex Conversano a Sud Est, si era dichiarato indipendente. Devo pensare che sia tornato all’ovile. D’altra parte tutti sanno che Pinuccio Lo Greco è la mente.”

Cosa è accaduto di preciso? “Non ha convocato il Consiglio Comunale dichiarando l’assenza di una maggioranza allargata, poi  si è visto con i suoi ex compagni ed è andato dal notaio a firmare lo scioglimento del Consiglio comunale. Il suo comportamento è sotto gli occhi di tutti. Vorrei capire cosa ho fatto di male per meritare questo trattamento. Lo vorrei proprio sapere!”.

Per la cronaca i sottoscrittori sono D’Ambruoso, Bartolomeo Lofano, Maria Savino, Andrea Colapinto, Lorenzo Abruzzi, Carlo Gungolo, Michele LOvascio, Pasquale Gentile, Vito Cerri.

scena tratta dal film “Una tempesta perfetta”

Sindaco anche lei ha fatto i suoi giochetti quando ha accolto un consigliere della minoranza, Vincenzo D’Alessandro. “Messo alla porta Lofano, che con il suo gruppo mi ha fatto ostruzione; andato via Colapinto, che ha preferito un altro metodo di lavoro, è chiaro che D’Alessandro ha dato il proprio appoggio, anche in virtù di quella che era una condivisione di programma  fatta  tempo addietro, prima delle primarie. La verità è un’altra, sono sciacalli”. 

Le parole sono macigni. Chiamo Giuseppe D’Ambruoso per conoscere la sua versione dei fatti: “Non c’era una maggioranza con la M maiuscola, cioè una maggioranza qualificata, per governare pienamente la città. Non solo dal punto di vista  politico, ma anche sotto il profilo tecnico  istituzionale. Da settembre, dopo l’uscita di tre consiglieri dalla coalizione di governo, non vi era più la maggioranza nelle commissioni consiliari permanenti. Come non c’era la maggioranza in Consiglio. Era tenuta in piedi solo dal mio voto. Ad un certo punto ho chiesto al Sindaco di valutare la situazione, perché non si poteva andare avanti così. Gli ho proposto di valutare un allargamento a tutte le forze responsabili che potevano dare un supporto alla città”.

Ha fatto un po’ il mediatore con l’opposizione? “Non ho questa presunzione per definirmi tale. Ho raccolto in un documento questa volontà ed è stato sottoscritto da tutti e nove i consiglieri d’opposizione. A questa nota, protocollata quindici giorni fa, il Sindaco non ha risposto. C’è stata solo una richiesta di incontro da parte dei rappresentati politici del gruppo di maggioranza.”

E quindi, cosa vi aspettavate? Perché non li avete incontrati? “Il confronto l’abbiamo chiesto al Sindaco non alle sue forze politiche. E lui ci ha ignorato. E’ rimasto silente. – Ha aggiunto il consigliere Pasquale Gentile, ex candidato sindaco – doveva aprire la crisi. Loiacono ha tirato la corda e si è messo da solo in questa situazione. Noi, non abbiamo fatto altro che esercitare un diritto democratico. Non ci venisse a parlare di responsabilità, l’abbiamo dimostrata quando abbiamo approvato il Bilancio per l’emersione dall’emergenza sanitaria. Poi i soldi sono arrivati dalla Regione e non dalle casse del Comune. Adesso il Sindaco ha finalmente capito che noi consiglieri non siamo zerbini”.

D’Ambruso, il Sindaco ha dichiarato che lei è un franco tiratore. “Il Sindaco doveva dimostrare la volontà di voler ridiscutere il tutto. Questa volontà non c’è stata. Punto. Le insinuazioni possiamo farle tutti, sta alla gente credere a queste o meno.”

Però pare che lei sia recidivo? “Chi ha il coraggio di dire a voce alta quello che pensa, quando qualcosa non va, non può essere definito recidivo. Se essere recidivo significa essere liberi di dire la verità allora sono recidivo. Mi sono discostato da un progetto che è cambiato in corso d’opera, diverso da quello che avevo sposato quando ho iniziato questo percorso. Chiaramente non possiamo prevederlo all’inizio. Ritengo più irresponsabile chi finge che vada tutto bene e magari nasconde la verità. Le poltrone fanno comodo a tutti. Io ero presidente del Consiglio, avrei potuto accettare determinate condizioni. Ma ritengo che la dignità della persona vada sempre messa al primo posto”.

A proposito di dignità, come risponde a chi dice che sia il fantoccio di Pinuccio Lo Greco?

“Questa è una provocazione”.

Può anche non rispondere. “Se essere fantocci in questa città significa avere un gruppo di persone o amici e di sostenitori con i quali ci si incontra, si discute e si condivide una linea politica, allora vuol dire che a qualcuno manca l’abc della democrazia. Poiché è nel confronto che si cresce. Poi ognuno sceglie con chi avere rapporti non solo umani ma anche politici, per cui se è una colpa avere alcuni rapporti politici allora oggi 20 maggio 2020 ho imparato una nuova cosa”.

Loiacono: “Non è vero che non ho voluto il confronto. Per fortuna ci sono le lettere e gli atti dei Consigli comunali. Alla richiesta della convocazione del Consiglio Comunale per risolvere la questione politica, perché è in Consiglio che si discutono queste cose, la risposta è stata quella che ormai conoscete: le dimissioni. Quindi non diciamo fesserie. Il confronto è stato chiesto nelle sedi opportune: il Consiglio Comunale, la sede idonea. E’ vero, ho detto che la giunta non poteva essere azzerata. Anche un bambino capisce bene che in una situazione di emergenza non è produttivo togliere delle deleghe agli assessori che hanno acquisito delle competenze. La questione politica non si può risolvere con uno scambio di poltrone. La realtà è un’altra. Non si può parlare di crisi politica ma di crisi di D’Ambruoso che prima è uscito da Conversano a Sud Est e poi è si è riallineato. Era inevitabile dover chiedere l’appoggio su punti ben precisi ma non hanno convenuto”.

A proposito di Lofano e il suo gruppo. Non abbiamo ancora capito perché li hai cacciati.

“E’ stato autore con il suo gruppo di una serie di lettere. Lettere inviate al Prefetto. Lettere inviate all’Amministrazione. Un comportamento vessatorio che ha inaugurato la stagione del clima del sospetto su tutti gli atti che si ponevano in essere. In prima persona si è reso autore di tantissime azioni che volevano minare l’azione dell’Amministrazione. Lettere scritte anche contro il Presidente del Consiglio. Quello stesso Presidente che ha prima chiesto fortemente l’allontanamento del Gruppo di Conversano a Sud Est,  o meglio dei consiglieri Lofano e della sua dipendente, e poi ne ha preteso il reingresso”.

Lofano, però, non la manda a dire: “In Consiglio comunale – qualcuno lo ha dimenticato – Loiacono ha detto che avrebbe potuto parlare con tutti, tranne che con il nostro gruppo. Quindi di cosa stiamo parlando”.

Sì ma Loiacono dice che avete fatto questione su ogni cosa causando uno stallo amministrativo. Tra mobbing e ostruzionismo.

“Quando abbiamo approvato il bilancio, lui già sapeva che era in minoranza. Non si è preoccupato minimamente di fare un giro di consultazioni. Ha solo chiamato la Regione per chiedere a Michele Emiliano di intervenire. Dovrebbe vergognarsi”.

Va bene ma non ho ancora compreso perché vi ha mandato via?

“Ha fatto assunzioni, operazioni non corrette e trasparenti. Assunto atti senza discuterne in maggioranza”.

Ci faccia capire meglio?

Sono agli atti, abbiamo protocollato tutto. Andate a cercarli siete giornalisti. Sostanzialmente si tratta di una questione di etica. Il Sindaco ha dimostrato di essere incapace. Avrebbe dovuto aprire la crisi dopo averci cacciato con una lettera; e quando, subito dopo, il gruppo di Andrea Colapinto e il vicesindaco  si sono  dimessi dalla maggioranza. Invece lui, in modo vergognoso, ha preferito cooptare D’Alessandro che non ha certo brillato di correttezza ed etica politica. A questo punto penso che Loiacono sia miope ed è giusto che  una persona così non possa fare il Sindaco. Tra tre mesi si va a votare. Sono solo tre mesi, per cui i cittadini di Conversano potranno esprimersi nuovamente su Loiacono, se ha le bip di ripresentarsi come candidato.”

Lei è un imprenditore, alcuni pensano che si è comportato così perché Loiacono  non l’ha accontentata.

“Non è affatto vero. L’ho anche detto sul palco, durante la campagna elettorale a chi mi accusava di volere l’approvazione del Piano Regolatore per me stesso. Queste cose si fanno nell’interesse della città. Forse la gente non sa che il nostro PRG è fermo da quarant’anni. A tale proposito Gianluigi Rotunno mi spiegasse, in sei mesi, cosa ha fatto. Nulla. Non ha mai convocato, nemmeno una volta, i tecnici ai quali è stato affidato l’incarico per il Piano Regolatore. Se questi sono atti di ostruzionismo, allora forse non siamo noi ad avere la mente politica piccola. Forse, sono altri che si accontentano di dare contentini e contentucci a gruppi vicini”.

Sindaco, Lofano le ha dato dell’incapace: “Io sono stato  incapace? Lo dimostrerà il tempo se io lo sono stato oppure Lofano è stato interessato, basti pensare che appena l’amministrazione si è insediata ha preteso che una delle prime delibere del Consiglio dovesse essere quella  di approvazione di Reha Medica, cosa che gli ha consentito un risparmio di urbanizzazione  di circa 180mila euro. Incapace…se lo sono stato lo dimostreranno gli elettori.”

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