Boomdabash tornano l’11 dicembre con l’album “Don’t worry the best of”

Mesagne. «Non sarà un Natale come gli altri e non sarà un brutto Natale perché avremo la possibilità di riscoprire altre cose, affetti, passarlo con le persone che amiamo ed è inutile piangersi addosso ma prestiamo più tempo anche a noi stessi: cene e cenoni non devono avere tanta importanza, adesso».

Lo hanno precisato i Boomdabash durante la videoconferenza di presentazione dell’album “Don’t worry the best of 2005-2020”, in arrivo venerdì 11 dicembre.

«È qualcosa di molto naturale questo ‘best of’, anche se abbiamo già pezzi nuovi – ha puntualizzato Biggie – Volevamo regalare qualcosa di diverso ai nostri fan, soprattutto a coloro che non trovavano i nostri primi brani e abbiamo selezionato proprio quelli richiesti da loro; siamo anche stati costretti a farlo perché la scorsa estate sulle bancarelle abbiamo trovato il nostro precedente album “Barracuda” piratato con l’aggiunta di altri brani fatti prima».

All’interno della raccolta ci sono ben 22 brani, fra cui le più grandi hit come “Mambo salentino” e “Karaoke” con Alessandra Amoroso, “Per un milione”, “Non ti dico no” con Loredana Bertè.

«Sì, ci sono anche i nostri tormentoni estivi – ha ammesso Mr. Ketra – Mai termine è veramente azzeccato perché hanno tormentato la gente; una cosa è certa: non abbiamo mai scritto per fare un tormentone o la sua riuscita, sono comunque delle hit ma non è un termine che ci fa arrabbiare perché se viene ascoltato mille volte al giorno è perché piace e non è un tormento».

Ad aprire la raccolta è il nuovissimo brano “Don’t worry”, incalzante inno alla speranza.

«Ha la particolarità di essere diverso da quelli che sono i nostri classici – ha sostenuto Payà – Volevamo che fosse un vero inno alla speranza, proprio per ciò che stiamo vivendo in questo periodo: lo avevamo scritto un anno fa e abbiamo deciso di tirarlo fuori proprio ora. Il brano intende lanciare un messaggio positivo, un invito, nonostante i molti momenti quotidiani di sconforto, a non perdere la speranza».

“Marco e Sara” e “Nun tenimme paura” ft Franco Ricciardi sono gli altri due inediti della raccolta e non trascurabili anche i due brani “Danger” e “She’s mine”, i primi ad aprire la carriera della band e incisi per la prima volta in assoluto su un supporto fisico.

«Siamo cresciuti per strada a Mesagne dove non era molto semplice trovare niente di positivo – ha ricordato Blazon a proposito di “Nun tenimme paura” – Abbiamo fatto sacrifici, anche economici, e la musica è stata la nostra salvezza: ci dicevano di trovare un lavoro serio ma noi abbiamo creduto nella musica e ci siamo conquistati un piccolissimo posto nel panorama della musica italiana; da noi c’è la Sacra Corona Unita, un’altra mafia, e abbiamo vissuto il coprifuoco perché nella notte c’erano sparatorie, accoltellamenti e altro».

I Boomdabash nascono a Mesagne come Sound System nel 2002 dall’unione del deejay Blazon di Mesagne, dei due cantanti Biggie di Mesagne e Payà di Trepuzzi e dal beatmaker abruzzese Mr. Ketra di Vasto.

«La nostra vita è incentrata sulla nostra terra e il campanilismo non è che una difesa – ha sottolineato Blazon – I giovani devono adoperarsi a difendere le proprie tradizioni, essere nati al Sud è un pregio, ci ha reso più sgamati e di riuscire a capire ciò che è giusto: è una mamma che ci ha cresciuto. Abbiamo visto partire troppi giovani, lasciare i propri affetti e nutriamo rispetto nei loro confronti, non per chi invece l’abbandona con senso di disprezzo: bisogna impegnarsi di più a trovare un futuro».

L’album comprende altri featuring, da “Il solito italiano” ft. J-Ax a “Barracuda” ft. Fabri Fibra e Jake La Furia, “L’importante” ft. Otto Ohm, “Pon di riddim” ft. Alborosie e a “Gente del Sud” ft. Rocco Hunt. «J-Ax è un artista che ha creduto in noi dal primo giorno – ha confessato Biggie – Nella nostra collaborazione c’è molta umanità e stima, una grande amicizia: avrebbe potuto anche avere dei dubbi su di noi ma aveva visto lungo e su quello che c’era dietro».