Antonella Ruggiero torna il 20 novembre con il cofanetto “Quando facevo la cantante”

Milano – «Dal 1989 al ‘96 mi sono allontanata dalla musica che conosciamo per riprendere in mano la mia dimensione, libera di fare quello che ritengo giusto insieme a chi crede in queste cose».

Lo ha affermato Antonella Ruggiero alla presentazione del cofanetto “Quando facevo la cantante” di sei cd, in arrivo martedì 20 novembre.

«Oltre a questi centoquindici brani ce n’erano molti di più dopo esperienze talmente diverse – ha confessato – L’idea è del mio produttore Roberto Colombo perché io ho fatto e farò sempre e solamente la cantante: non avrei mai immaginato di racchiudere in un progetto tanti anni della mia carriera solista, ma può essere una bella idea, che ho accettato, di raccontare la musica scollegata dal sistema discografico».

Quest’opera è accompagnata da un volume di 180 pagine con le storie relative ad ogni brano, i testi, ecc.

«Espongo il mio lavoro in questo cofanetto – ha sottolineato – Sono anni di viaggio e di fatiche e da oggi saranno altre storie, un riassunto di 22 anni di quando facevo la cantante, ma amo i ‘live’, il contatto diretto con il pubblico, una cosa difficile da sopportare perché la musica fatta bene non vende».

I centoquindici brani raccolti in questo progetto, sono il meglio delle registrazioni dal vivo della cantante dal 1996 ad oggi, insieme a brani, registrati sia in concerto che in studio, mai pubblicati finora. Un lungo viaggio attraverso le mille sfumature della ricerca musicale compiuta da Antonella Ruggiero nel corso della sua carriera solista.

«Molte sono registrazioni dal vivo, alcune eseguite solo una volta come “Auschwitz” – ha ribadito – È un regalo fatto prima a noi stessi, perché esistono cose buone che bisogna andarsi a cercare come ha fatto Roberto Colombo».

Il cofanetto è diviso in sei capitoli a tema, da “La canzone dialettale e popolare” a “Le mie canzoni”, “La canzone d’autore”, “Canzoni dal mondo”, “Il sacro e il classico” e “Le stranezze”.

«Certo detto così non si ha l’idea di tutto questo progetto – ha specificato – È necessario ascoltare qualche brano per capire quello che ho realizzato, scaturito da un rapporto reciproco di lavoro intenso e umano con certi musicisti che hanno contribuito a questo progetto».

Nel prossimo futuro non si intravede un album di nuove canzoni.

«Ogni tanto registro dei brani inediti – ha precisato – Sono molto difficile nella scelta delle canzoni: mi devono prima emozionare e canto anche le sofferenze e le anime di chi non c’è più, perché non sono la macchina da canzoni nuove a tutti i costi».

Fra le cose strane del sesto cd c’è “Papaveri e papere”.

«È stata realizzata il 21 maggio 1998 dopo il festival di Sanremo – ha fatto notare – È stato un gioco con l’ironia della Banda Osiris in cui viene fuori la mia vera identità e non è stato mai più eseguito da allora».

Antonella Ruggiero ha percorso i primi anni della sua carriera con i Matia Bazar.

«È durato 14 anni il lavoro con i Matia Bazar ma sono andata via perché non condividevo le scelte di quel tempo – ha ammesso – La musica per me non è mai una condizione fredda fatta insieme a musicisti che la pensano come me. È di nicchia? Ma questa nicchia dà lavoro a molte persone, il lavoro c’è se fatto bene e continua e mi rende orgogliosa e felice. Volere la popolarità a tuti i costi può costare cara, specialmente fra i giovani che molto spesso sono molto fragili».