• giovedì , 26 aprile 2018

NATALE A MOLA 2015, NON VERGOGNARSI DI CELEBRARE!

MOLA – Natale è anzitutto una festa religiosa. Un’affermazione ovvia, e come tutte le ovvietà tendiamo a dimenticarcela, riducendo tutto a una questione di feste, luminarie, tombole e scambi di regali. Invece all’origine di tutto c’è la nascita di Gesù bambino. Colui che, comunque la si pensi, venne a dare un senso alle nostre esistenze. E’ sbagliato dimenticarsi di lui. E fortunatamente, tra le varie associazioni culturali coinvolte nel Natale a Mola, c’è chi intende far di tutto per ricordarlo.

Menzione d’onore per “La rosa di Jericho”, che sta portando avanti, in tutti i sensi, il presepe vivente, il quale ci accompagnerà tappa dopo tappa fino alla fine delle feste. I volontari dell’associazione si sono già impegnati nella rappresentazione dell’Annunciazione (nell’ipogeo di corso Regina Margherita) e, successivamente, in quelle del viaggio di Giuseppe e Maria in cerca di un luogo dove pernottare (coi figuranti in giro per le chiese di Mola di cui ogni sagrato rappresentava una locanda), per poi dar vita al presepe vivente vero e proprio nella città vecchia in cui, passando fra botteghe e bancarelle ricreate a ogni angolo di strada, Maria e Giuseppe si recano nella stalla (un ipogeo di fianco alla chiesa Matrice) per dare alla luce Gesù. Appuntamento al giorno dell’Epifania per la visita dei re Magi.

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Un altro presepe è quello realizzato vicino alla Capitaneria di porto e che la Lega Navale di Mola ha inteso valorizzare qualche domenica fa con una suggestiva processione sub. I sommozzatori della Lega hanno scortato (tenendo alta una fiaccola) una barca che recava a bordo la statua del Bambinello, la quale, una volta raggiunto il porto (dove a rifocillare gli spettatori provvedevano le bancarelle di panzerotti e vin brulé preparate dai volontari del Palio dei Capatosta), è stata riunita al resto della Sacra Famiglia.

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Ma una festa, religiosa o meno, non è festa senza musica. Le chiese di Mola hanno ospitato in queste sere vari concerti. Ricordiamo i concerti per organo della musicista molese Margherita Sciddurlo, il primo nella chiesa Matrice (accompagnata dal sassofonista Pietro Tagliaferri) e il secondo nella chiesa di sant’Antonio (in compagnia del soprano Marzia Saba Rizzi), in cui i molesi hanno potuto ascoltare alcuni dei più celebri brani classici natalizi impreziositi dalle sonorità degli strumenti e dalle capacità di questi bravi artisti. Un’altra chiesa, la Trinità, ha ospitato i giovanissimi allievi dell’accademia “Musicando” di Anna Maria Tanzi, tutti cimentatisi in brani storici, antichi e moderni, a tema natalizio. Di carattere più “itinerante” (si sono svolti in chiese diverse) i concerti dell’Accademia del Canto diretti da Nicola Diomede e Onofrio Torres. Ed è di poche sere fa il concerto tenutosi presso la chiesa San Giovanni Battista, organizzato dalla Casa del Donatore in cui, oltre a brani classici, è stata eseguita l’Ave Maria del compianto musicista molese Sabino Annoscia. Ultima ma non ultima, l’esibizione in piazza dell’associazione InCanto, che ha sfidato il freddo e il gelo (è proprio il caso di dirlo…) per allietare adulti e bambini con canti e balli, sempre a tema natalizio.

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Purtroppo la piazza è stata scenario anche di un altro spettacolo, assai meno simpatico. Un nostro concittadino, Joe Pansa (che molto sta dando al Natale a Mola, visto che in ogni articolo abbiamo modo di parlare di lui) aveva allestito una statua di Babbo Natale in polistirolo. A distanza di pochi giorni, di quella statua non è rimasto più nulla. E’ stata distrutta. Forse è opera di ragazzini, magari gli stessi che hanno pensato bene di festeggiare la notte di Natale infilando un petardo nella cassetta delle poste presente in piazza da anni, e che è saltata in aria. Ben poco il rispetto delle feste sacre (e dei beni sia pubblici che privati) che devono aver imparato dai loro genitori… Se non altro è la dimostrazione che il messaggio di amore e rispetto di quel bambino nella mangiatoia è ancora drammaticamente attuale.

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Vito Giustino

 

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