• venerdì , 15 dicembre 2017

NASCE LA COMUNITA’ DELL’ENERGIA

MOLA – Le amministrazioni passano, il problema energetico resta. E’ quindi necessario che i vari comuni non smettano di cercare di unire i propri sforzi per risolvere il problema. E forse, almeno nel nostro territorio, qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta, a giudicare dal convegno che si è tenuto qualche settimana fa presso l’hotel Gabbiano in cui si parlava della rete dei comuni interessati a costruire al proprio interno un ecovillaggio, ovvero un quartiere alimentato a idrogeno. A moderare la serata Gianni Russo, già assessore del Comune di Mola che aveva avuto l’incarico di seguire i lavori per la costruzione del quartiere nel nostro comune. Il fatto che continui a occuparsene anche ora che assessore non lo è più dimostra che il suo non era un impegno di facciata. A tener banco come sempre il professor Nicola Conenna, l’inventore del motore a idrogeno: “Prima di arrivare alla conferenza di stasera abbiamo voluto fare qualcosa di molto concreto: radunare le cooperative del quartiere che abbiamo adocchiato per far sorgere l’ecovillaggio a Mola. Il quartiere scelto è il Pirp, che ci era stato segnalato da Nicola Cassone della Pro Loco e che essendo in direzione Noicattaro ci permette di collaborare con il loro comune, cosicché la Comunità dell’Energia inizia a prender forma. Al momento esiste una possibilità di finanziamento per la costituzione di impianti a idrogeno sugli edifici pubblici. Da qualche parte bisogna partire”.

Questo, secondo il professore, è il momento storico giusto “dato che tutto il mondo si sta muovendo verso la transizione energetica dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili. Il mese scorso a Davos, in Svizzera, si è parlato di motore a idrogeno e diciotto grandi aziende hanno cominciato a investirvi seriamente. La Germania investirà venti miliardi nei prossimi dieci anni sulla ricerca e sviluppo per l’idrogeno. Solo l’Italia sembra restare fuori da questo processo nonostante abbia, soprattutto al centro-sud, riserve di energia alternativa non indifferenti. Sarà un caso che quando vado all’estero e incontro responsabili di aziende basate sulle fonti rinnovabili questi siano tutti del centro-sud? E ci facciamo scavalcare persino dal Kazakistan che la scorsa estate ha tenuto un Expo dedicato alle energie alternative. Qui manca una politica attenta a queste cose (sono 35 anni che l’Italia non ha una programmazione energetica), e dobbiamo essere noi a svegliarla. Dato che il 70% delle competenze sull’energia spettano alla Regione, è coi consigli regionali che dobbiamo interloquire. Non intendo entrare in politica ma sto scrivendo un disegno di legge che proporrò appunto nei vari consigli. La Comunità dell’Energia non è un partito, anzi, è politicamente trasversale e cerca il coinvolgimento diretto dei cittadini”.

Gianni Russo ha spiegato cosa sta facendo concretamente al momento la Comunità dell’Energia: “Creare una rete di comuni anziché fermarci alla sola Mola serve innanzitutto a noi, che ogni volta che teniamo una conferenza in un nuovo paese apprendiamo qualcosa dalla loro realtà, ma soprattutto serve a raggiungere il nostro obbiettivo poiché l’unione fa la forza. I piccoli comuni coprono il 60% del territorio, se tutti si unissero nella Comunità dell’Energia diverrebbero una voce impossibile da ignorare. Il bando dell’efficientamento degli edifici pubblici non è ancora stato pubblicato, ma si parla di uno stanziamento di 157.891.808€ destinato alla sola Puglia. L’intervento si rivolgerebbe solo a edifici già esistenti, e questo dimostra che le nuove fonti energetiche sono compatibili anche con essi. Qui a Mola abbiamo Radio Mola International che si è già dichiarata pronta a convertire i propri impianti”.

Al momento i comuni aderenti sono Mola, Noicattaro, Melpignano e Laterza. E pare ce ne siano una quindicina in lista di attesa che presto verranno raggiunti dal ciclo di conferenze organizzato dal professor Conenna e dalla sua fondazione Università dell’Idrogeno. Ma come si diventa soci di una Comunità dell’Energia? Che oneri comporta concretamente? A questa domanda si offre di rispondere Sabino Rutigliano in rappresentanza della Pro Loco di Mola: “Come Pro Loco abbiamo sposato l’idea poiché riteniamo che svilupperebbe il turismo locale. Nella nostra sede in piazza XX Settembre forniamo tutte le informazioni utili su come aderire”.

Giampiero De Meo, della fondazione Università dell’Idrogeno, ha illustrato l’attuale situazione circa l’efficientamento energetico: “L’Enel di recente si è appropriata di un progetto per la produzione di idrogeno utilizzandolo per i suoi impianti di produzione di energia elettrica, che continuerà a far pagare ai cittadini. Quanto di più lontano da ciò che intendiamo noi, che vogliamo un’energia distribuita. Dato che non ci sono più incentivi statali è necessario che i comuni si uniscano in consorzi per trovare i fondi. Per fortuna le organizzazioni locali riescono ad andare oltre le piccole contrapposizioni tra gruppi politici. Ancora una volta la politica fatta dal basso dimostra di essere la politica con la P maiuscola”.

Infine, interventi di rappresentanti dei comuni coinvolti nella Comunità, mentre Conenna ha risposto ad alcune domande, tra cui quella di Lorenzo Dibari che ha chiesto come deve fare concretamente chi vuol entrare a far parte della Comunità. “E’ molto semplice – ha risposto il professore – A Melpignano ad esempio hanno portato 230 persone (il 10% del paese) in piazza e il notaio ha ufficializzato la nascita di questa cooperativa, i cui membri hanno versato una quota di 25€ a testa che hanno già iniziato a recuperare grazie a una serie di politiche anzitutto nel turismo, che, come spiegava il presidente della Pro Loco, è il primo settore a guadagnare da queste innovazioni”.

E proprio perché il territorio va aiutato, la serata si è conclusa con la consumazione di piatti tipici del luogo, tra cui il pane di Laterza, serviti dall’eccellente personale dell’albergo. Ma se la serata si è conclusa il cammino dell’innovazione energetica è appena all’inizio.

Vito Giustino

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