• giovedì , 22 giugno 2017

MOLA, UNA SETTIMANA VISSUTA POLEMICAMENTE

MOLA – Le crisi, in fondo, non finiscono mai. La giunta Di Rutigliano è caduta lo scorso marzo, Mola è ormai commissariata, le prossime elezioni dovrebbero tenersi a giugno 2018 (e i vari partiti iniziano già, più o meno sommessamente, a prepararsi all’appuntamento), ma quanto accaduto nelle settimane che hanno preceduto la caduta rimane oggetto di curiosità, di speculazioni, anche di accuse. La scorsa settimana l’ex-sindaco Giangrazio Di Rutigliano, con una lettera pubblicata sulla stampa locale, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco raccontando un retroscena: un incontro, avvenuto nelle ultime settimane della sua amministrazione, fra lui e il segretario regionale PD Marco Lacarra, a cui Di Rutigliano avrebbe chiesto un aiuto a uscire dalla crisi, sentendosi proporre, in risposta, di aderire al PD in modo da facilitare le cose. Proposta che l’allora sindaco avrebbe rifiutato impegnandosi a risolvere la crisi da solo. Lacarra ha replicato a questa lettera aperta con una conferenza stampa all’interno della sede del PD molese, in cui, come ormai la politica ci ha abituati, abbiamo sentito una versione dei fatti completamente diversa da quella letta pochi giorni prima.

 

“Dopo alcuni chiacchiericci degli ultimi giorni vogliamo fornire ai molesi l’esatta versione dei fatti, poiché è facile parlare senza contraddittorio. – ha esordito Lacarra – Nel 2015, quando ero candidato alla segreteria regionale, qui a Mola fui avvicinato da alcuni militanti di area socialista che volevano sostenere la mia candidatura. Non c’è nulla di male in questo, le elezioni non si vincono coi voti degli iscritti al partito, ma su una base elettorale più ampia. Si creò così un’interlocuzione positiva con queste persone, che in seguito mi coinvolsero nella scelta di un candidato alle amministrative molesi estraneo ai partiti e proveniente dalla società civile. Mi parlarono del candidato sindaco Giangrazio Di Rutigliano, e io approvai la sua candidatura alle primarie e poi alle elezioni. In seguito sono diventato segretario regionale del PD, e pur continuando a seguire ovviamente le vicende locali dei vari Comuni, non mi sono mai permesso di intervenirvi. E questo è stato l’atteggiamento che ho avuto verso la crisi molese, pur venendo periodicamente informato da amici interni all’amministrazione, come Franco Battista. A fine ottobre, insieme al segretario provinciale, abbiamo incontrato casualmente Di Rutigliano, che mostrava insofferenza per i problemi interni alla maggioranza, soprattutto di area PD. Era la seconda volta che ci incontravamo in due anni. Da allora non l’ho più incontrato, né mi ha mai cercato”. Un paio di mesi fa però, la situazione precipita, ed è in questo contesto che avviene il famoso incontro: “Una ventina di giorni prima che cadesse la giunta, ricevo una chiamata da alcuni esponenti del PD pugliese che mi chiedono di intervenire, non in quanto segretario ma in quanto amico personale di alcuni dei consiglieri indipendenti, per trovare una mediazione e salvare l’amministrazione. Il giorno dopo incontro Di Rutigliano in un bar sulla Statale (avevo chiesto io di vederci lì poiché subito dopo dovevo recarmi a un appuntamento). La chiacchierata parte da lontano, poi iniziamo ad addentrarci nella crisi, e lui, dopo due anni che non si faceva sentire, mi accusa di tutelare chi non mi ha votato. A quel punto gli spiego che il mio ruolo non è tutelare nessuno né imporre una linea, ma mediare e cercare soluzioni. Dato che non si arrivava al dunque gli chiedo di spiegarmi esattamente la situazione a Mola. La sua risposta: ‘Non ti preoccupare, a Mola la questione la stiamo risolvendo’. Davanti a una risposta così netta decido di lasciar stare. Ecco com’è andata, non certo come ha scritto lui nella lettera al giornale, in una ricostruzione di una gravità al limite dell’ingiuria per cui ipotizziamo una replica anche in sede giudiziaria”. Fin qui il contenuto della replica. Il resto della riunione, molto meno sereno e lineare, ha visto riemergere i vari dissapori interni alla sezione di partito, i cui componenti non riuscivano neppure a mettersi d’accordo se erano stati convocati per una conferenza stampa o un’assemblea pubblica.

 

Proprio la crisi interna al PD ha dato lo spunto al movimento L’Altramola per un comunicato di fuoco contro l’attuale scenario politico molese: “Si rivela purtroppo (o per fortuna) in tutta la sua miseria quale ‘verminaio’ fosse diventato quello che restava della maggioranza con una vera guerra tra ‘bande’ e correnti spesso eterodirette e condizionate da Bari. Tentativi di trattative e incontri addirittura in Stazioni di servizio sulla statale, bar o appuntamenti dal Sindaco di Bari e telefonate da dirigenti provinciali e locali che scavalcavano anche le libere determinazioni di consiglieri comunali locali con tentativi di pesanti condizionamenti. Ricatti, scambi o riconferme di poltrone richieste o offerte, ripensamenti strumentali e rientri (non per Altramola che evidentemente era una ‘diversità’ non più accettabile per quel Sindaco e quella menomata maggioranza) [ricordiamo che L’Altra Mola, entrata a far parte della coalizione di Di Rutigliano tramite apparentamento, aveva fornito un assessore, Gianni Russo, poi liquidato insieme al resto della giunta e mai più ricontattato, ndr] seppur poi dignitosamente rifiutati dagli interessati…. e senza tra l’altro dimenticare le proposte del Sindaco e del Vice alle minoranze di destra di entrare nelle maggioranza. Giochi delle Parti seguite ora da minacce di querele e rivelazioni di aspetti che lasciano davvero disgustati. Come noto, l’Altramola aveva raggiunto pubblicamente un Accordo al ballottaggio con quella Coalizione per portare avanti dei punti programmatici, ma la totale incapacità del Sindaco e di quello che restava della sua maggioranza, di portarli avanti e amministrare con capacità e trasparenza, ci hanno convinto di non sostenere più una Coalizione che stava portando definitivamente Mola allo sfascio istituzionale, politico e amministrativo. Dobbiamo prendere però atto che la nostra visione era del tutto ‘parziale’ perché in realtà, come emerso, i veri nodi delle divisioni, dei rimpasti e delle trattative ‘sottobanco’ erano le poltrone, i giochi di poteri correntizi in un PD allo sbando e addirittura le evidenti manovre di chi, sul cadavere del PD, sta lavorando per raccoglierne le spoglie”.

La questione degli “accordi” occupa tutta la seconda parte del comunicato de L’Altramola, che pur senza citarlo apertamente ritorna su un incontro avvenuto alcune settimane fa tra due dirigenti del movimento, Gianni Russo e Aldo Binosi, e Pinuccio Calabrese, ex-consigliere notoriamente e orgogliosamente vicino all’estrema destra. Incontro che aveva suscitato molto rumore sulla stampa locale, proprio per l’apparente incompatibilità dei due soggetti politici: “Come già pubblicamente dichiarato, stiamo procedendo a incontrare Soggetti politici e associativi, al di là delle appartenenze ideologiche (spesso di facciata e del tutto prive di contenuti), perché abbiamo le idee chiare su cosa vorremmo per le prossime consultazioni comunali: una Coalizione civica di persone e realtà politiche e sociali che su un Programma condiviso e concreto abbia unicamente ‘Mola in comune’ quale unico elemento fondante. Per questo, poco ci interessano le tessere in tasca di ognuno o le convinzioni ideologiche che poco hanno a che fare con una gestione amministrativa di un Comune di 25mila cittadini che va salvato dal baratro definitivo e che va amministrato per una gestione decorosa del ‘quotidiano’ e per una riapertura di speranze e progetti ‘concreti’ che possano ricostruirne un futuro economico, sociale e culturale. La proposta che avanziamo a chi in questo verminaio emerso non è coinvolto è avanzata alla luce del sole è quindi del tutto chiara e limpida. […] Proponiamo una ‘Coalizione di sanità pubblica’ aperta a chiunque non sia compromesso con i fallimenti passati o condizionato da interessi particolari. Crediamo che a Mola sia l’unica strada da dover perseguire e, ove non ci siano le condizioni, nulla imporrà all’Altramola, quale Movimento civico autonomo e ‘libero’, di doversi presentare al voto solo per fare testimonianza e legittimare ulteriori ‘teatrini’. Vogliamo chiudere questo nostro Comunicato invitando pertanto chi condivide questa analisi e prospettiva di ‘alzare la testa’ e attivarsi: se non ora, quando?”.

 

E nel centrodestra come vengono vissuti gli ultimi sviluppi? L’ex-sindaco Stefano Diperna dice la sua, concentrando l’analisi sulla figura dell’ex-sindaco Di Rutigliano: “Quello che noi sostenevamo già due anni fa, e che i suoi assessori e consiglieri hanno scoperto col tempo, ora lo sanno anche fuori Mola: è del tutto inaffidabile”. E rilancia la sfida lanciatagli negli scorsi giorni: “Visto che continua a raccontare la situazione economica del Comune e la sentenza della Corte dei Conti esclusivamente dal suo punto di vista, attraverso volantini e comizi nella sede del suo partito circondato dai fedelissimi, accetti piuttosto di fare un confronto col sottoscritto, in piazza, visto che ne hanno appena inaugurata una nuova. Parliamone di fronte all’intera cittadinanza e vediamo, documenti alla mano, come stanno davvero le cose. Io sono pronto in qualsiasi momento”.

Ovviamente siamo a disposizione di Di Rutigliano per eventuali repliche. Del resto l’impressione è che la fine delle polemiche sia ben lontana.

Vito Giustino

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