• giovedì , 26 aprile 2018

MOLA, UN SABATO SERA IN PIAZZA CON GLI OTTANTOTTOPRIMI

MOLA – Un sabato sera di fine estate diverso dagli altri. Un gruppo di amici uniti dalla musica e che questa musica hanno voluto regalare alla cittadinanza. L’associazione culturale “Like a Jazz”, che ha prodotto il primo cd degli Ottantottoprimi (il duo molese piano-voce composto dal cantante Antonio Gridi e dal pianista Gianvito Liotine), ha deciso di farlo ascoltare in anteprima al pubblico di Mola con un live in piazza XX Settembre, nello spiazzo antistante lo storico bar Moderno. Uno spettacolo all’aperto e aperto a tutti. In caso di pioggia Francesco Capotorto aveva già messo a disposizione il teatro Angioino, ma per fortuna non ce n’è stato bisogno (anche se un paio di gocce dal cielo a un certo punto hanno fatto temere il peggio), poiché l’idea di fondo era che chiunque si trovasse a passare dalla piazza ieri sera potesse attingere alla musica per il solo fatto di essersi trovato al posto giusto.

Ma ce n’era anche per gli assenti. Radio Mola International ha infatti coperto la diretta dell’evento, sia sulle frequenze radio sia in streaming sulla propria pagina Facebook, portando avanti la nuova politica “RADIO BELLA DA VEDERE” sperimentata con successo a “Voce di Chimera” a Turi (il cui reportage esclusivo potete trovare sul nostro sito). E così, mentre gli speakers Nicola Desilvio e Marica Dipalma commentavano puntualmente la diretta dai microfoni della postazione radio, il direttore artistico Giuseppe Aversa presentava il duo gestendo con ottimi tempi radiofonici i momenti di esibizione e quelli di interazione col pubblico e con la stampa. (Piccolo spazio pubblicità: Il sottoscritto una chiacchierata coi ragazzi e col loro produttore Paolo Daniele sulla genesi dell’album se l’è già fatta per l’altra rivista con cui collabora, “Mediterraneo”, che potrete trovare da domani in tutte le edicole. Questa che state leggendo è la cronaca della serata.)

Al centro di tutto, la musica. Ad aprire il concerto, il giovane cantautore conversanese Roberto “Shago” Valenza, che molti di voi ricorderanno come concorrente a X-Factor e anche per i gravi problemi di salute che lo hanno perseguitato negli ultimi anni, ma che ieri sera si è esibito insieme al suo maestro Paolo Daniele per ricordarci che c’è ancora e che la musica è con lui. Forza, Shago!

E poi loro, Antonio e Gianvito, gli Ottantottoprimi. Paradossalmente su di loro abbiamo poco da dire, poiché è la loro esibizione ad aver parlato per loro. La formula piano&voce (che Paolo Daniele ha voluto per tutte le canzoni dell’album poiché, come gli ha insegnato il suo maestro di musica Nicola Diomede, “è troppo facile emozionare con tutti gli effetti sonori a disposizione, più sottrai e più vedrai se sei davvero bravo”), che già funziona benissimo su disco, è perfetta per il live, poiché annulla ogni distanza col pubblico. E così abbiamo vissuto tutte e nove le canzoni dell’album, sia le cover (“Extraterrestre” di Eugenio Finardi con una piccola citazione da “ET” di John Williams, “La donna cannone” di Francesco De Gregori “resa quasi una ninna nanna”, “Acrobati” di Daniele Silvestri con la partecipazione straordinaria alla batteria di Mario Palumbo, titolare del bar, e infine “Ordinary World” e “Wild boys” dei Duran Duran fuse in un’unica canzone), sia gli inediti, che Gianvito e Antonio scrivono insieme. “Nella camera del tempo”, dedicata a Isabelle Caro, modella morta di anoressia (“quello 0 ogni giorno più vicino” è quello segnato sulla bilancia), e in generale a tutte quelle persone che rischiano di annullarsi per piacere a una società che non le accetta per quel che sono; “Maybe you” (unico inedito in inglese), il parallelismo tra la fine di una storia d’amore e la fine di una vita; “Mare nostrum”, un brano sull’emigrazione (per l’occasione trasformata in un duetto con la sempre straordinaria Lisa Angelillo, che nell’album fa “solo” una parte recitata); “Schiava d’amore”, che parla di violenza sulle donne (giustamente annunciato con una dedica alla piccola Noemi Durini e un pensiero a tutti quelli che “potevano fare qualcosa prima”); infine, quello che forse è il pezzo emotivamente più forte dell’album, “Seguimi ancora dall’alto”, dedicato a qualcuno che non c’è più, e che ha visto per l’unica volta tutti insieme i protagonisti della serata, Antonio al microfono, Gianvito al pianoforte, Paolo all’armonica, Lisa voce femminile, e Mario alla batteria.

Una sincera emozione e un grande successo di pubblico. Unica nota stonata della serata? Le difficoltà che i nostri amici hanno dovuto affrontare per riuscire a realizzare questo concerto. Nelle scorse settimane siamo stati edotti da loro su alcune delle complicazioni cui sono andati incontro per ottenere i permessi dal comune, e ci chiediamo se fossero tutte necessarie. Ovvio che la burocrazia ha le sue leggi, ma possibile che chi vuol solo creare qualcosa di bello (e che non costa nulla alla cittadinanza, ribadiamo che il concerto era gratuito) e desidera mettersi in regola debba subire tante di quelle complicazioni che a momenti gli passa la voglia? Ora gli amici dell’associazione “Like a Jazz” sanno che ne è valsa la pena (l’affluenza in piazza, decine e decine di persone che si sono avvicinate per non allontanarsi più nelle due ore e passa di concerto, è una prova ineludibile), ma chi ci proverà dopo di loro avrà la stessa forza di spirito? E se rinuncerà di chi sarà stata la colpa? Mola ha finalmente una nuova piazza. Usarla per spettacoli di questo genere, che permettono ai molesi di passare una serata diversa dal solito e conoscere i molti talenti che ci sono tra noi, sarebbe il modo migliore di valorizzarla.

E comunque, se ieri sera non c’eravate potete acquistare il cd presso la libreria Culture Club Cafè (via Van Westerhout n°71), Multiservice Sprint (corso Umberto I, n°112) e il bar Moderno (piazza XX Settembre).

Vito Giustino

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