• mercoledì , 22 novembre 2017

MOLA, ULTIMI FUOCHI IN VISTA DEL REFERENDUM

055 - Copia

 

MOLA – Il giorno del referendum è arrivato. Domenica 17 aprile gli italiani potranno recarsi alle urne per decidere se desiderano che le aziende petrolifere che hanno piattaforme nel mar Adriatico debbano vedere le loro concessioni scadere alle date pattuite (voto Sì) o estese all’infinito (voto No). Altri quesiti, che avrebbero potuto incidere più profondamente sul dibattito energetico in Italia, sono stati respinti dalla Corte Costituzionale. Noi de “La Vipera” vi abbiamo in queste settimane informati sugli incontri a tema tenuti sul territorio. Pur essendoci pubblicamente espressi a favore del “sì” non avremmo avuto problemi a dar voce all’altra parte… se si fosse fatta sentire. Ma i promotori del no preferiscono invitare all’astensionismo (se il referendum non raggiungesse il quorum, cioè il 50% più uno della popolazione avente diritto al voto, sarebbe invalidato e loro avrebbero vinto comunque). D’altronde, come vediamo nelle ultime ore, persino l’attuale capo del Governo e un ex capo di Stato invitano i cittadini ad astenersi. Lasciamo a voi trarre conclusioni sul fatto che dei rappresentanti istituzionali spingano perché i cittadini non esprimano il proprio parere, e concludiamo questa campagna referendaria dando voce ancora una volta a chi la voce non l’ha messa a tacere, ovvero i rappresentanti del sì. Per prima la lista Progetto Mola, che attraverso il suo coordinatore Sabino Pesce ha diramato il seguente comunicato: “I referendum sono uno strumento fondamentale di partecipazione dei cittadini alla vita democratica del nostro paese, in quanto offrono agli stessi la possibilità di partecipare alle grandi scelte che, spesso, sono assunte dai governi senza la necessaria condivisione. Per questo non vanno depotenziati con la non partecipazione, al di là di come la si pensi sui quesiti proposti.  In particolare quello del prossimo 17 aprile, al quale parteciperò votando SI è un tema che coinvolge noi oggi, ma il cui esito ipoteca pesantemente la vita delle generazioni future. Non si tratta, a mio avviso, solo di definire in maniera tecnica durata e oneri delle concessioni alle multinazionali del petrolio, elementi che ovviamente hanno la loro importanza, quanto di qualcosa di più profondo, quasi di etico oserei dire, di  rappresentare la necessità di non voler cedere alla logica del profitto anche su temi così importanti come la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dei beni di natura che costituiscono per le nostre terre una straordinaria fonte pulita di sviluppo e di crescita, anche economica. Da troppo tempo il fare politico è stato governato da fattori e indici economici che hanno pesantemente orientato le scelte politiche. Credo sia giunto il momento di ristabilire il giusto primato della politica che deve governare le scelte economiche e non più il contrario. Bene ha fatto il governatore della Puglia Michele Emiliano a prendere una posizione chiara e netta a favore del SI, anche in contrapposizione con le scelte del governo nazionale, a rivendicare il diritto dei territori a dire la propria su scelte di questa portata. Come bene ha fatto a puntare su politiche che mirano alla valorizzazione della straordinaria bellezza dei nostri territori, sul turismo, sulla green economy e sulla blue economy. In conclusione credo che amare il proprio paese sia anche partecipare alle decisioni quando siamo chiamati a farlo, valutando in piena libertà l’opzione da assumere, anche se questa può mostrarsi utilitaristicamente poco vantaggiosa per il raggiungimento di traguardi politici personali”. Infine ieri sera, in piazza XX Settembre, si è tenuto il comizio del Movimento Duosiciliano. Introdotto dal professor Pino Picciariello (“Da anni vigiliamo sulle trivellazioni e sui danni apocalittici che esse procurano alla nostra salute”) ha preso la parola il segretario nazionale Michele Ladisa: “Il popolo del sud deve votare sì per far sentire forte e chiaro che non vogliamo più farci toccare la nostra terra. Avete sentito parlare del lago del Pertusillo? E’ un lago situato in Basilicata e cui a poche centinaia di metri di distanza fu costruita una centrale Eni. Il tenente Giuseppe Di Bello svolse delle indagini sulle sue acque e riscontrò che erano contaminate da petrolio e metalli pesanti, quali ad esempio l’alluminio. Interpellato, l’Acquedotto pugliese disse che i rischi per l’ambiente e le persone ci sono ma non nell’immediato… E il tenente Di Bello fu rimosso! Ecco quali sono gli effetti delle trivellazioni nel nostro ambiente, vogliamo che il Mediterraneo diventi un grande lago Pertusillo?”. Buon voto a tutti, in piena coscienza.

Vito Giustino

 

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