• venerdì , 15 dicembre 2017

MOLA, SUCCESSO DEI “CONCERTI DI SANTA MARIA DEL PASSO”

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MOLA – L’organo “Petrus de’ Simone” è un organo del 1747 che si trova nella chiesa di S. Antonio a Mola (qualcuno lo ha definito “la voce più antica di Mola”). Per anni ha versato in stato di degrado. Quando fu deciso di restaurarlo, il priore Pasquale Surdo si consultò con la nostra concittadina Margherita Sciddurlo. Musicista, insegnante di Organo e Composizione Organistica presso il conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, concertista riconosciuta anche all’estero, Margherita era certamente tra le persone più indicate per dare un consiglio. Per prima cosa fece un sopralluogo con il collega Orazio Maglio (“Per fortuna l’organo, nel suo degrado, era integro, le sue componenti c’erano tutte. Dovettero venire ripristinati solo un paio di tasti”). I due scrissero un articolo sul periodico “Studi bitontini”, da cui partì tutto. I lavori furono affidati alla Ditta Organaria di Castellana Grotte. Il restauro fu completato nel 2007 ma l’organo rimase per anni inutilizzato, finché fu la stessa Margherita nel 2010 a indire la rassegna “I concerti di Santa Maria del Passo”. Per alcune domeniche dell’anno (il periodo scelto è quello fra la domenica di Pasqua e quella di Pentecoste, quindi sempre fra aprile e giugno) organisti di fama internazionale si alternano in quella chiesetta per far rivivere l’organo e far ascoltare al pubblico brani che vanno dal ‘400 al ‘700. Si è da poco conclusa, col consueto successo di pubblico, la settima edizione. Incontriamo Margherita per sentire da lei un bilancio dell’esperienza conclusa e i progetti per il futuro.

Anzitutto, da dove deriva il nome della rassegna?

“Da un affresco del XVI secolo sito nella chiesa a sinistra dell’ingresso, dedicato appunto alla Madonna del Passo. Pare che originariamente la chiesa fosse una cappella di passaggio per i pellegrini. Riportare in vita contemporaneamente l’organo della chiesa e l’affresco che un tempo le dava il nome mi sembrò un modo di omaggiare l’arte in tutte le sue forme. Non è un caso che ogni edizione si concluda con un’opera d’arte realizzata come ricordo da un artista amico, Giuliana Calvani negli scorsi anni e Fernando Nicotera quest’anno. Se le opere d’arte possiamo solo ammirarle, con l’organo si può interagire.”

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Come organizzi il calendario e le singole esibizioni? I musicisti sono pagati per esibirsi?

“Il medico non lo paghi per curarti? [sorride, ndr] I musicisti lavorano per passione ma appunto lavorano, e vanno retribuiti. Oltre al cachet talvolta pago loro le spese di viaggio, vitto e alloggio. Sono contraria alla logica del favore (‘esibisciti da me gratis e poi io ricambio’) che finisce per abbassare il livello e penalizzare i professionisti. Insieme all’associazione ‘Arte&Musica’ (che fortunatamente si allarga sempre di più, per cui non devo fare tutto da sola) lavoro sull’organizzazione dall’inizio alla fine, curando la promozione dell’evento, contattando gli uffici stampa e redigendo i manifesti. Quanto ai musicisti, all’inizio ero io a cercarli e invitarli, ma negli ultimi anni hanno iniziato a proporsi, cosicché posso permettermi di fare una selezione. Loro propongono una scaletta di brani (scelti in base alle caratteristiche dello strumento) che noi valutiamo anche tenendo conto dell’esigenza di renderli fruibili a un pubblico trasversale. Una cosa a cui tengo molto è che gli ospiti siano di caratura internazionale. Sono stata criticata perché così sembra che non valorizzi i musicisti locali, ma il mio intento era anche dare a Mola una visibilità. In questo modo dimostro, anche ai miei allievi, che nella nostra piccola realtà locale è possibile creare qualcosa di bello, che ci viene riconosciuto anche all’estero. Questo è il mio modo di valorizzare il territorio.”

Qual è la soddisfazione più grande che ti ha dato finora questa rassegna?

“L’aver attirato un pubblico eterogeneo. All’inizio tutti mi dicevano che sarebbe stato un evento ‘di nicchia’, invece ci sono appassionati di musica e semplici curiosi, vedo molti giovani e anche gente che viene da fuori. E’ un vero e proprio viaggio nel tempo, essendo un organo del ‘700 non è possibile eseguire brani più recenti (si può arrivare al massimo ai primi dell‘800), per cui in quell’ora e mezza il pubblico può immergersi nella musica dei secoli barocchi. Molti che all’inizio si erano accostati per curiosità hanno iniziato ad approfondire la materia e stanno acquisendo un ascolto sempre più critico. Quest’iniziativa ha finito per maturare anche una finalità didattica.”

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E si sta evolvendo sempre di più, visto che sta per nascere il Concorso Organistico Nazionale “Petrus de’ Simone”…

“Una nuova creatura che si aggiunge al Concerto di Mezz’estate del 21 agosto e al Concerto di Natale del 21 dicembre. Questo concorso dovrebbe tenersi il 20, 21 e 22 ottobre. Il regolamento è pronto e la giuria è stata contattata, ma mancano ancora delle certezze economiche. In un concorso di questo tipo i primi tre premi devono ammontare ad almeno 2000€ complessivi, poi c’è da accordarsi coi bed&breakfast molesi per garantire l’alloggio ai concorrenti, preparare il materiale pubblicitario… Entro la fine di maggio dovrà essere tutto definito. Nell’ultima serata abbiamo avuto tra il pubblico l’assessore Gianni Russo, ma i problemi del Comune li sappiamo… D’altro lato vedo il desiderio di alcune persone di darmi una mano, il che mi dà la sensazione di essere sulla strada giusta.”

Le ultime due serate hanno avuto una grande affluenza, ma anche una concorrenza spietata (altri eventi musicali tenutisi alla stessa ora in altre parti di Mola). Non sarebbe il caso che le varie associazioni culturali molesi iniziassero a collaborare anziché intralciarsi a vicenda?

“Con varie associazioni cerchiamo già di farlo, poiché ritengo che sovrapporsi faccia male sia a noi sia al pubblico che magari vorrebbe seguire tutti gli eventi e invece deve fare delle rinunce. Le nostre date sono note da mesi, non conosco le dinamiche che hanno portato altri ad aggiungersi dopo. Intanto sono già proiettata verso il concerto che terrò sabato 28 maggio alle 20 al conservatorio di Monopoli nell’ambito della rassegna “Fiori musicali”, in compagnia del sassofonista Paolo Debenedetto e con un organo più moderno, che mi permetterà di spaziare su un repertorio più vasto, sperando di appassionare ancora di più chi verrà ad ascoltarci.”

Vito Giustino

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