• sabato , 16 dicembre 2017

MOLA, UNA SERATA DI “RIMEMBRANZE PUGLIESI”

MOLA – A volte, per apprezzare quel che abbiamo, dovremmo guardarlo con gli occhi di chi vede da fuori. La Puglia, fra i tanti viaggiatori che l’hanno attraversata, ne ha visti molti che hanno anche saputo raccontarla. E le loro parole, fermate sulla carta, sono giunte fino a noi per ricordarci chi siamo e dove stiamo. Anche questi narratori meritano a loro volta di essere raccontati, ed è quanto ha fatto l’associazione culturale molese “Il Ponte di Eraclito” in una serata multimediale (o “sperimentale”, per usare le parole del suo presidente Vito Marangelli) all’interno della libreria Culture Club Cafè. Titolo della serata, “Rimembranze pugliesi – Taccuino di viaggio attraverso la Puglia”, in cui abbiamo appunto ascoltato le storie di chi la Puglia la vive, ma anche di chi la esplora o l’ha esplorata in passato. Il primo esploratore intervistato da Nicola Desilvio è stato il fotografo Matteo Pappadopoli, che ha raccontato le sue ispirazioni e il suo stile: “Mi piacciono i soggetti naturali, come i paesaggi, e mi piace fare un solo scatto, cogliere un momento, dopodiché utilizzo i filtri per sopperire ai limiti dello sguardo. Faccio parte di un gruppo di fotoamatori pugliesi con cui ci siamo imposti di far conoscere la nostra terra ai nostri conterranei, che ormai mi accorgo non la conoscono più”.

Poi ha preso la parola Vito Marangelli per raccontare la genesi della serata: l’argomento gli è stato in parte suggerito da sua moglie Nilla Pappadopoli, in parte dalla lettura di un libro, “Old Puglia. A Cultural Companion to South-Eastern Italy”, scritto da due artisti inglesi, Desmond Seward e Susan Mountgarret, “che non è il solito travel-book dedicato a luoghi contemporanei, ma alla storia della Puglia vista attraverso gli occhi dei viaggiatori del ‘700-‘800, cioè il periodo in cui inizia l’interesse da parte dell’aristocrazia per la classicità”. Ha così mostrato alcune diapositive relative ad alcuni di questi viaggiatori, quali Giovanni Battista Pacichelli, George Berkeley, Henry Swinburne, Ferdinand Gregorovius, Janet Ross e tanti altri.

“Grazie alla tecnologia di oggi è possibile accedere ai testi di questi viaggiatori, che sono stati tutti digitalizzati e messi sul web”, ha spiegato Marangelli. E noi abbiamo potuto ascoltare ampli estratti di quei testi, grazie a Stefania Assenti che ha letto i loro diari di viaggio e le loro impressioni sulla Puglia e i pugliesi (quasi sempre positive, soprattutto a livello di ospitalità, malgrado alcune notazioni sulla sporcizia).

Le letture erano intervallate da esibizioni musicali di Nilla Pappadopoli, che ha eseguito al pianoforte la Toccata di Pietro Domenico Paradisi (che noi giovani dentro ricordiamo per essere la colonna sonora di altri storici “intervalli”, quelli della Rai) e opere di Niccolò Van Westerhout, oltre ad accompagnare Angeliana Delvecchio e Miriam Fasanella che hanno cantato alcuni madrigali di Enrico Radesca, compositore e musicista di corte pugliese morto nel 1625 (la data di nascita è ignota), tanto sconosciuto oggi quanto noto e apprezzato dai musicisti secenteschi che lo consideravano fonte di ispirazione.

Isabella Gaudiuso e Giuseppe Pappadopoli hanno declamato alcune poesie dialettali rispettivamente di Sebastiano Roca e di Tonino Abatangelo (di quest’ultimo l’associazione riporterà in scena al teatro Angioino, proprio in questo weekend, la commedia natalizia “Avéime u nènne”. Non perdetela).

Infine, Salvatore Consiglio e Pino Berlingerio hanno raccontato un po’ di storia di Puglia dal punto di vista di uno dei suoi tesori: l’olio, dagli ulivi secolari agli innumerevoli frantoi (Berlingerio ne ha censiti una quarantina solo a Mola). Infine, l’associazione si è recata nella città vecchia per una degustazione di cibi, in modo che anche il gusto potesse essere “istruito” delle bellezze della nostra terra.

Bellezze che, come ha ottimamente dimostrato questa serata, sono state studiate e apprezzate per secoli da persone di ogni dove. Ora sta a noi imparare a riconoscerle.

Vito Giustino

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