• venerdì , 20 aprile 2018

MOLA, UNA SERATA PER IL MUSEO DEGLI ANTICHI MESTIERI

MOLA – Che i molesi abbiano poca memoria non è una notizia. La notizia la fanno quei pochi molesi che invece la memoria la coltivano, per aiutare i cittadini ad avere chiaro il proprio passato e quindi il proprio futuro. Uno di questi è Enzo Linsalata, che fra le altre cose ha fondato e curato per anni il cosiddetto Museo degli Antichi Mestieri. Una grande iniziativa, decine di “stanze” ognuna delle quali, con strumenti antichi e manichini con vestiti d’epoca, era la perfetta ricostruzione di una bottega antica, che fosse quella di un dentista, di un fabbro, di un sellaio, ecc. Un’iniziativa che però l’84enne professore non riesce più a portare avanti. E tutti gli oggetti che possiede quale fine faranno? Per sensibilizzare la cittadinanza molese sulla questione c’è chi ha deciso di realizzare una serata a tema. E’ Joe Pansa, eclettico artista molese, che dà appuntamento a tutti per domenica 23 luglio alle 20 nella sede del museo, in via Sabin n°15, per passare una serata in compagnia.

Ne parliamo proprio con lui: “Sarà una piccola mostra fotografica con annesso concerto del maestro di pianoforte Luciano Redavid. L’iniziativa nasce per sperare di tentare di recuperare il museo di Enzo, rimasto abbandonato a se stesso, e che invece vorremmo riaprire per renderlo di nuovo fruibile alla collettività. Quel museo è la nostra storia. E poi, se pensiamo che secondo le ultime analisi di mercato il futuro della società sarà nell’artigianato, possiamo renderci conto di come un’istituzione del genere crea un filo non solo col passato ma anche col futuro”.

E il professor Linsalata come vive questo omaggio? “Non ho mai smesso di collezionare questi pezzi di artigianato, che raccontano la storia sia del nostro paese sia del personaggio che gestiva la singola bottega. La conoscenza del passato è cultura, e aiuta a far maturare i giovani, a far crescere in loro la consapevolezza e l’impegno. I giovani d’oggi sono abituati ad avere tutto, devono capire che chi c’è stato prima di loro ha lavorato duramente per costruire il mondo in cui vivono. Tra i manichini che ho nel museo ci sono anche quelli di bambini che giocano con giocattoli che si sono costruiti da soli, ad esempio il monopattino, di cui ogni ragazzino cercava di realizzare uno migliore di quelli dei suoi amici. C’era anche una sana competitività, quindi, che spingeva tutti a fare meglio. Chi entra nel mio museo riesce a inserirsi per un po’ in un momento del nostro passato”.

Ma perché l’attività del museo si è interrotta? “Perché non sono più fisicamente in grado di occuparmi della manutenzione dei pezzi. Fino a pochi anni fa avevo un operaio fisso, ma è andato via da Mola ed è difficile trovarne un altro”.

E cosa potrebbe fare l’eventuale prossima amministrazione per aiutarla? “Delle amministrazioni comunali sono stanco, si sono rivelate tutte negate. Ho scritto lettere regolarmente protocollate a tutte le amministrazioni degli ultimi vent’anni in cui offrivo la cessione gratuita dei reperti del museo (e non è poco se si considera il valore, anche economico, di ognuno di quei pezzi) con un’unica richiesta: la garanzia della perfetta manutenzione, che non vengano buttati in un deposito ma custoditi e resi visitabili al pubblico. Non mi hanno mai risposto. Ora, con questa serata, si prova a sensibilizzare la cittadinanza. Si potrebbe creare una cooperativa, che potrebbe attingere a dei finanziamenti. Se quel museo viene organizzato bene può diventare anche una risorsa economica per la comunità”.

Le risposte di Linsalata sono intervallate da aneddoti sui mestieri del passato. E’ un fiume in piena, uno che quei mestieri li ha studiati sul campo per tutta la vita e li conosce uno per uno. E potrete conoscerli anche voi se il museo tornerà a vivere. Per averne un’idea non avete che da recarvi in via Sabin n°15 alle 20 di domenica 23 luglio. Passate una buona serata.

Vito Giustino

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