• giovedì , 17 agosto 2017

MOLA, SEMPRE PIU’ VICINO L’ECOVILLAGGIO

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MOLA – Il furgone a idrogeno è tornato a Mola. L’invenzione del fisico nostro concittadino Nicola Conenna ha nuovamente stazionato nella nostra cittadina (stavolta presso l’arena del Castello, una location molto gettonata quest’estate) per un pomeriggio e una sera. Il tempo di un incontro coi bambini, cui è stato spiegato il funzionamento del mezzo (la corrente elettrica raccolta dai pannelli fotovoltaici viene incanalata nel motore ad acqua, dove separa la molecola dell’acqua in ossigeno e idrogeno, quest’ultimo si riossida tornando acqua, e fornendoci energia; una batteria che si autoricarica continuamente, senza inquinare come le batterie normali) e come può essere applicato alle abitazioni; e poi di una conferenza dedicata all’ecovillaggio che presto vedrà la luce a Mola, nella zona dell’ex-Magnum Center (ormai acquisito a patrimonio comunale). La conferenza, moderata dall’assessore Gianni Russo che ha ricevuto la delega a seguire il progetto essendo stato il primo a intuirne le potenzialità, ha visto intervenire il sindaco Giangrazio Di Rutigliano, l’assessore all’Urbanistica Rossana Saponaro, lo stesso Nicola Conenna, il delegato alla comunicazione del Politecnico di Bari (dove mesi fa fu firmato il protocollo d’intesa fra il Politecnico stesso e il nostro Comune, testimoniato da noi de “La Vipera” in esclusiva) Riccardo Amirante, l’esperta di fondi europei Angela Scianatico, il consigliere delegato della Città Metropolitana Antonio Stragapede e la direttrice di Area Regione Puglia Barbara Valenzano. Da questo incontro è emersa la vastità della partnership intorno al progetto. Al termine dell’incontro, l’avvocato Antonella Galeone ha letto il testo del decreto attuativo, che ha contribuito a redigere, e che è stato firmato dal sindaco Di Rutigliano e dal professor Conenna, il quale ha commentato: “Da stasera il furgone a idrogeno riprende il suo cammino. Il 21 settembre, Giornata Mondiale per la ratifica degli accordi di Parigi, torneremo a Roma. Il protocollo di Kyoto aspettò sei anni per essere firmato dalla metà delle nazioni, quello di Parigi nel giro di un giorno era già stato firmato dal 94% di esse; i governi iniziano finalmente a capire che il clima non può più aspettare, che la temperatura globale si sta alzando rapidamente e che tecnologie come la nostra fermano questa crescita pericolosa. Per cui non solo abbiamo il dovere di svilupparle, ma qui al sud ne abbiamo la possibilità grazie alla ricchezza di sole. E’ anche un’opportunità di rilancio per la nostra economia, grazie al dimezzamento del costo energetico. Nei prossimi anni vi accorgerete di quanto l’idrogeno ci sarà utile. Altre nazioni come il Giappone hanno già iniziato questa rivoluzione industriale, sono lieto di iniziarla anche nel mio paese d’origine”.

Vito Giustino

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