• venerdì , 20 aprile 2018

MOLA, IL RITORNO DELLA “NOTTE BIANCA”

MOLA – Si può portare il calore dove già si muore di caldo? Sì, poiché di un certo tipo di calore si vive. Il calore di chi ama, di chi ricorda, di chi non smette di andare avanti a celebrare la vita. La Notte Bianca molese è alla sua seconda edizione. Una manifestazione voluta dai genitori di Marilù Calabrese, una ragazzina di quindici anni uccisa da un tumore il 31 luglio 2015, ma che i suoi familiari e i suoi amici hanno voluto continuare a far vivere, organizzando almeno una volta l’anno una festa in onore suo e della gioventù. Anche quest’anno diverse associazioni, insieme alla parrocchia della chiesa Matrice, si sono unite per una serie di spettacoli paralleli. Sabato sera, tra piazza XX Settembre e il lungomare, passando per la città vecchia, sfidando un’afa che solo in parte le ore serali e la vicinanza al mare hanno attenuato, a partire dalle 21 sono iniziati i vari spettacoli: sul lungomare alcuni giovanissimi allievi dell’accademia Musicando si sono esibiti con esecuzioni strumentali di brani famosi e colonne sonore storiche;

in piazza XX Settembre l’associazione Insieme ha proiettato un video in cui i vari membri recitavano poesie e testi di canzoni dedicati all’amicizia (tema dell’edizione di quest’anno);

nella chiesa Maddalena l’associazione Tuttinscena ha proiettato un cortometraggio dedicato a Marilù;

nella chiesa Matrice si sono esibiti i piccoli allievi delle accademie Incanto, Del Canto e Musica Maestro;

nella sede dell’Azione Cattolica molese veniva proiettato un video scritto, girato e interpretato dall’associazione Le 7 Muse di Apollo avente come tema ancora l’amicizia;

infine, vicino all’arena gli stand dell’Avis e del Palio dei Capatosta permettevano ai bambini di giocare e di scrivere i loro pensierini sull’amicizia da appendere a un albero in cartapesta.

Tutto questo è durato all’incirca fino alle 23, quando sul palco al centro dell’arena è iniziato lo spettacolo vero e proprio. A condurre Pietro Sportelli, Alessandra Logretto e Viviana Giliberti

(quest’ultima si è anche esibita coi musicisti del palco in due canzoni in tema con la serata, “Together” di Elisa e “I’ll be there for you”, sigla del mitico telefilm “Friends”),

che hanno alternato momenti di spettacolo

ad altri più riflessivi, come l’intervista a Mariangela Mione e Giorgia Vezzani, rispettivamente educatrice e compagna di classe di Amrik, un ragazzo disabile.

Infine, i saluti del parroco della Matrice don Mimì Moro e del viceparroco don Mario Diana,

l’esibizione di Mimmo Cinquepalmi nel brano di Nek “E da qui” (ormai inno ufficiale della manifestazione)

e il lancio dei palloncini da parte dei conduttori e dei ragazzi della parrocchia,

hanno sancito il passaggio alla parte finale: l’esibizione della giovanissima musicista molese Edy Delcane,

dei Senza Meta (sempre col loro storico frontman Cinquepalmi)

e di una giovane e interessante band di Capurso, gli Stain.

Perché, come ha detto Sportelli dal palco, “questa serata non è una commemorazione”. E’ stata infatti la celebrazione della vita che continua, anche dando voce alle anime del territorio che tanto possono dire unendo le proprie forze. All’anno prossimo.

Vito Giustino

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