• mercoledì , 20 settembre 2017

MOLA, RITORNA “MUSICA SENZA FRONTIERE”

Anna Maria Tanzi, presidente dell’associazione “Musicando”. Domenica prossima vi aspetta un appuntamento importante…

“Domenica 23 aprile saremo al teatro Van Westerhout per la quattordicesima edizione di ‘Musica Senza Frontiere’, una rassegna musicale, o per meglio dire un momento di condivisione che dà ai giovani della nostra associazione l’opportunità di farsi conoscere, in un contesto come quello del teatro che rappresenta una sfida importante. Quest’anno ci sarà la presentazione di Antonio Panzini, un amico e una persona molto sensibile, come dimostrano altre manifestazioni che lo vedono protagonista quali Telethon. Per noi ‘Musica Senza Frontiere’ ha rappresentato il primo evento che ha visto protagonista la nostra associazione, per cui lo consideriamo il nostro fiore all’occhiello. Viene dato spazio a tutte le sfaccettature della musica, e ai diversi approcci alla stessa, da chi la fa per divertirsi a chi intende farne una professione.”

Un po’ di storia della vostra associazione.

“Musicando nasce con l’idea di istituire corsi di musica per far sì che ci si possa avvicinare a essa sotto tutti i vari aspetti valorizzando soprattutto quello della musica d’insieme. In seguito ci siamo accorti che il nome poteva anche considerarsi una crasi di ‘music can do’, la musica può fare. Abbiamo iniziato con due docenti, oggi siamo in undici: insieme a me ci sono Vito Quaranta, Marinella Dipalma, Giorgio Celestre, Francesco De Palma, Francesco Masi, Mimma Castellano, Vito Abbatepaolo, Mara Caragiulo, Monica Nigro e Serena Dipalma. Sin dalla più piccola età i bambini che si approcciano alla musica hanno bisogno di divertirsi (non è un caso che in inglese si dica ‘play music’ e in francese ‘jouer la musique’, entrambe le lingue associano alla musica il verbo giocare), le lezioni non possono essere esclusivamente individuali perché col tempo si rivelano sterili. I nostri ragazzi vengono continuamente coinvolti in attività di gruppo (il saggio di fine anno, quello di Natale, manifestazioni come ‘Percorsi Sonori’ o la stessa ‘Musica Senza Frontiere’) per stimolarli a condividere la loro passione. Si esibiscono sempre dal vivo, cosicché anche se a esibirsi è uno solo in una prova canora, ad accompagnarlo strumentalmente ci sono i suoi compagni di corso.”

Fra i vostri allievi chi ha proseguito la carriera musicale?

“Alcuni di loro hanno proseguito gli studi presso il conservatorio di Bari o quello di Monopoli, altri hanno proseguito da autodidatti e altri ancora adesso lavorano con noi come insegnanti. Inutile nasconderlo, oggi il futuro per chi vuol fare della musica una professione non presenta grandi opportunità, e arrivati a una certa età bisogna decidere se si vuol abbracciare definitivamente la musica come mestiere o fare altro. Ma anche in quest’ultimo caso ritengo che l’esperienza dello studio della musica lasci una grande ricchezza. L’ho sperimentato più volte, anche allievi che hanno lasciato la musica a distanza di anni conservano una sensibilità particolare e un legame profondo con gli ex-compagni. E’ anche capitato che qualcuno dei primissimi allievi nel frattempo sia diventato genitore e prometta di far iscrivere i propri figli da noi, quindi abbiamo già pronta la seconda generazione di allievi… E’ una cosa che mi emoziona molto, poiché vuol dire che si è seminato qualcosa di buono. Creare generazioni future migliori credo debba essere tra i primi obbiettivi di chi fa musica.”

Mola ha davanti a sé un vuoto amministrativo che durerà più di un anno. Cosa cambierà per le associazioni culturali? E in generale cosa pensa dell’atteggiamento della politica (sia a livello locale che nazionale) nei confronti della cultura?

“Preferisco non esprimermi sulla questione politica. Difficoltà ce ne sono sempre state, e abbiamo ovviato con la forza di volontà e lo spirito di gruppo per continuare il nostro lavoro. Con gli insegnanti condivido tutto, anche le difficoltà che incontriamo quotidianamente. A tutt’oggi, dopo quattordici anni, non abbiamo una sede definitiva e ringraziamo i padri vocazionisti che ci ospitano nella chiesa Ss. Trinità da ormai cinque anni. Solo con un aiuto da parte delle istituzioni ci si può attrezzare in modo da rendere la nostra una scuola a tutti gli effetti, e un’amministrazione che vuol promuovere la cultura dovrebbe essere vicina a chi è in prima linea per diffondere la cultura nella propria comunità.”

Vito Giustino

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