• giovedì , 26 aprile 2018

MOLA, RICORDANDO LA “NOTTE BIANCA” 2016

MOLA – Il nostro paese ha avuto la sua prima Notte Bianca. Una notte di musica, solidarietà e gioventù, che ha coinvolto centinaia di giovani molesi nella preparazione dell’evento, ma soprattutto nella partecipazione ad esso.

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Una vittoria tanto più grande in quanto la “notte” è stata dedicata a una nostra concittadina che non c’è più: Marilù Calabrese, morta a soli quindici anni. “La Notte Bianca molese nasce il 31 luglio 2015 – spiega don Mario Diana, vice-parroco della chiesa Matrice e tra gli organizzatori dell’evento – quando Marilù muore a causa di un tumore con cui lottava da due anni. La sofferenza e lo smarrimento dei suoi familiari ed amici si sono espressi nel desiderio di non vivere quella morte come la fine di un percorso, ma come l’inizio di un’opportunità”. I genitori e la sorella di Marilù vogliono che si faccia qualcosa per ricordarla. Don Mario convoca tutte le associazioni culturali molesi e spiega loro il progetto di una serata dedicata alla nostra piccola concittadina, ma che non sia una veglia funebre bensì la celebrazione della vita, la continuazione di ciò in cui lei ha sempre creduto: lottare per rendere la propria esistenza e quella di chi ci è intorno migliori. “Avevo pensato a una notte dedicata completamente ai giovani. La notte è considerata il tempo in cui i giovani si perdono, noi abbiamo voluto trasformarla nel tempo della ricerca della gioia vera”. Non a caso il tema scelto è “Che sapore ha la felicità?”. Tutte le associazioni rispondono all’appello, alcune declinano per impossibilità personali, altre danno la loro piena disponibilità. Ricordiamole: A piccoli passi, AVIS, CISOM, Contrada della Terra, InCanto, Insieme, Musica Maestro, Musicando, Sportello ELP, TeatrAmico, TuttInScena. “L’idea era che la manifestazione si appropriasse del centro storico, luogo abitato spesso dai giovani nel modo sbagliato. Ma mettendo insieme tutti i giovani del nostro paese, il loro entusiasmo, il loro potenziale, ero sicuro che saremmo riusciti a illuminare anche gli angoli più bui di quelle strade”. L’evento è inizialmente previsto per il 6 agosto, ma un improvviso temporale estivo costringe gli organizzatori a rivedere il programma. Solo gli appuntamenti che avrebbero potuto svolgersi all’interno della Matrice hanno luogo, gli altri vengono rimandati a due domeniche dopo, il 21. Così, per quella che Alessandro Manzoni avrebbe chiamato “provvida sventura”, il maltempo anziché impedire la manifestazione ha finito per raddoppiarla. La prima serata, presentata da Pietro Sportelli, ha visto anzitutto la premiazione dei ragazzi delle scuole locali e dei loro temi sulla felicità, che sono stati pubblicati in un volume edito da Giazira Scritture.

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Poi, intervallati dai momenti musicali di alcuni cantanti locali come Michele Panarosa, Serena Palmisano degli Overflowing e Mimmo Cinquepalmi dei Senza Meta,

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ci sono stati incontri con Giandomenico Colonna, medico e missionario in Africa (che ha raccontato di come Marilù fosse interessata ai suoi aneddoti africani e come sognasse di raggiungerlo e aiutarlo)

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e con Francesco Messori, un ragazzo nato senza la gamba destra, ma a cui l’handicap non ha impedito di realizzare il suo sogno di fare sport, tanto da dar vita alla Nazionale Amputati Italiana.

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La seconda serata era dislocata in più punti della città: per due ore le varie associazioni hanno dato vita a una serie di spettacoli di vario genere, dal ballo sul lungomare ai recital in piazza, dalla proiezione di cortometraggi nel castello al concerto in chiesa.

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Per due ore i molesi hanno potuto aggirarsi come volevano tra le varie performances, che andavano avanti a loop e in contemporanea, e alla fine sono confluite in un mega-evento sul palco nell’arena del Castello. A condurre la serata (trasmessa in diretta su Radio Mola International), Pietro Sportelli e Viviana Giliberti, che hanno ospitato le varie associazioni

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e intervistato Ashim, un ragazzo afghano da anni integrato in Italia,

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e don Michele Berardi, direttore della Pastorale giovanile Bari-Bitonto reduce dalla Giornata Mondiale della Gioventù.

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Incontri scanditi dai concerti di vari gruppi musicali (Lisa Angelillo e Paolo Daniele, i Beati, gli Easy Funk, Vito Colella, Michele Panarosa, Mattia Catalano, Antonello Roca, Nicola Lepore, Pasquale Berardi, Gaetano Dalessio, con la direzione musicale di Mattia Catalano e la regia di Alex D’Antona)

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e da un videomessaggio registrato da Nek.

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Un gran bello spettacolo e soprattutto una grande risposta di pubblico. Don Mario, se lo aspettava? “No, anche se nei giorni precedenti molte persone ci avevano fatto sentire la loro vicinanza. Per me il successo più grande è stato sentire alcuni giovani dire che per la prima volta tutti si erano sentiti protagonisti e non solo spettatori. Abbiamo dimostrato che quando si realizza qualcosa in cui ai giovani molesi viene data possibilità di esprimersi, i giovani rispondono. E’ stato bello vedere soprattutto come i familiari di Marilù hanno partecipato attivamente all’evento. Hanno scelto di non chiudersi nel loro dolore ma di trasformarlo in qualcos’altro, e hanno visto che questo qualcosa ha unito un’intera comunità”.

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A questo punto guai fermarsi. Avete idee per la prossima edizione? “Non solo. Ho sollecitato l’amministrazione a creare un coordinamento di tutte le associazioni giovanili. Vorremmo creare un unico gruppo con rappresentanti delle varie associazioni per realizzare una serie di eventi lungo tutto l’anno (in cui i giovani possano esprimersi, che sia un’esibizione musicale, una rappresentazione teatrale, la presentazione di un libro o altro), di cui la Notte Bianca sia il culmine e non un appuntamento isolato. Per cui non ti dò appuntamento all’anno prossimo ma già a settembre, con l’inizio di un nuovo cammino”.

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Vito Giustino

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