• venerdì , 23 giugno 2017

MOLA, “RADICI DI PUGLIA”

MOLA – L’estate molese è partita con un po’ di ritardo, ma sembra intenzionata a recuperare. Nel segno dello slogan “La cultura fa la differenza” abbiamo già assistito a una serie di manifestazioni all’interno dell’arena del Castello Angioino, trasformato in un’agorà d’altri tempi. L’evento di qualche sera fa, l’inaugurazione della rassegna “Radici di Puglia”, è particolarmente interessante poiché nato dalla collaborazione di varie realtà locali (La Fabbrica del Benessere, l’associazione musicale Musicando, la Tenuta Pinto, la libreria Culture Club Cafè) che col patrocinio dei Comuni di Mola, Noicattaro e Acquaviva nonché del Sac e del Gal hanno realizzato una serata (per ora, ma ce ne saranno altre) incentrata sulla valorizzazione della nostra produzione culturale e agroalimentare.

E quindi, tra vigne simbolo di Diòniso, o dell’ebbrezza,

008 - Copia

e ulivi simbolo di Atena, o della sapienza,

010 - Copia

ma entrambi simboli della nostra Puglia, Annamaria Minunno ha intervistato alcuni scrittori locali, in uno spiazzo alla portata di qualunque passante fosse abbastanza curioso da fermarsi ad assistere.

036 - Copia

“Finora quasi tutte le manifestazioni culturali molesi si tenevano all’interno del castello – riflette il sindaco Giangrazio Di Rutigliano – Se ci pensi, già questo dà l’idea di una separazione fisica tra l’evento culturale e il cittadino che esce a farsi una passeggiata. E invece, se vogliamo che la gente si riavvicini alla cultura dev’essere la cultura ad andare verso la gente, ecco perché gli eventi di quest’estate si terranno qui nell’arena o nel centro storico. E promuoveremo non solo il territorio molese, ma anche quello degli altri comuni con cui abbiamo avviato un ottimo rapporto di collaborazione”. Gli fa eco l’assessore alla Cultura Francesca Mola: “Potremmo farlo diventare un progetto itinerante fra i vari Comuni del Sac e del Gal. Il progetto riuscirà se i cittadini vi prenderanno parte”. Tutti gli organizzatori sono saliti sul palco per prendersi i meritati applausi, e a nome di tutti ha parlato Pietro Sportelli della Fabbrica del Benessere: “Più che le radici, del manifesto disegnato da Donato Di Donna mi colpisce il tronco, in cui si intrecciano diverse realtà, come abbiamo fatto noi nel momento in cui ci siamo uniti per questa iniziativa. Sarebbe bello unirci con l’università, con altre realtà imprenditoriali e con la Regione Puglia. Stasera piantiamo il seme di un’idea da curare e portare avanti, partire da Mola per unire diversi aspetti della nostra cultura e del nostro territorio, dal mar Adriatico a San Materno. I nostri concittadini non sono abituati a una politica culturale forte e programmatica, e a maggior ragione vuol dire che ce n’è necessità”.

062 - Copia

Addentriamoci nel vivo della serata. Come dicevamo, Annamaria Minunno ha intervistato due scrittori pugliesi. Dapprima Emiliano Poddi, autore di “Le vittorie imperfette” (ed. Feltrinelli, €17, pagg. 291), il racconto della partita di basket tra Usa e Urss alle Olimpiadi di Monaco del ’72 (quelle in cui un commando palestinese, pochi giorni prima, aveva assassinato degli atleti israeliani), soprattutto dal punto di vista dei numeri 14 delle rispettive nazionali, Kevin Joyce e Aleksandr Belov. “E anche se io nacqui tre anni dopo, è una storia che in qualche modo parla anche di me. Sono figlio di due cestisti e per qualche anno ho praticato il basket anch’io, un’età che per me coincide con quella delle illusioni, un mondo che non tornerà più. Pindaro diceva che la luce divina colpisce i campioni per l’istante in cui vincono, poi li abbandona e da lì inizia un’altra storia. Ecco perché ogni vittoria ha in sé qualcosa di incompiuto, di imperfetto”.

042 (2) - Copia023 - Copia

Dai racconti di vita personale e del sano agonismo che fa crescere si è passati alla denuncia di una realtà che ci riporta indietro ai tempi dello schiavismo: il caporalato. Leonardo Palmisano ha presentato il libro scritto in coppia con Yvan Sagnet, “Ghetto Italia” (ed. Fandango, €15, pagg. 233): “Girando l’Italia abbiamo scoperto come il sistema dei ghetti, che stando a libri e giornali sembra interessare solo la nostra terra, è comune a tutta Italia da nord a sud e non solo nel settore agricolo (ci sono alberghi di Rimini le cui donne delle pulizie, rumene, vengono tenute a dormire in uno scantinato pieno di scarafaggi). Voi sapete che i braccianti vivono in delle baracche, ma non sapete che devono anche pagare l’affitto 1€ al giorno. Solo il ghetto di Rignano Garganico ha fruttato l’anno scorso ai suoi caporali un milione e mezzo per 40-50 giorni di lavoro stagionale; con questo sistema di welfare più vivono nella miseria i lavoratori più entrate percepiscono i padroni. E non crediate che i traffici di cui vi parlo non interessino da vicino noi consumatori: noi italiani non consumiamo quasi nulla dei nostri prodotti, che vengono venduti all’estero a prezzi bassissimi (come i pomodori, venduti sul mercato inglese a un quarto del loro valore per farci il ketchup), ma la Coldiretti che ci sta a fare? Il silenzio delle istituzioni è la vera piaga: quando ho denunciato in questura le minacce che ho subìto ho conosciuto anche il punto di vista delle forze dell’ordine, che non riescono a intervenire perché bloccate dai sindaci, molti dei quali sono eletti grazie ai caporali. Vi ricordo che da tre anni il caporalato è un reato di mafia, quindi i paesi le cui amministrazioni sono elette in questo modo sono paesi di mafia”.

032 (2) - Copia047 - Copia

Dai racconti del meglio e del peggio di questa terra al canto del mare: il momento musicale della serata è stato animato dai Radicanto, il gruppo folk pugliese che ha festeggiato il suo ventesimo anniversario presentando l’ultimo cd “Memorie di sale”: tra pizzica e taranta, tra musica mediterranea e dell’entroterra, tra un ricordo di Pier Paolo Pasolini e uno dell’attore barese Mario Mancini scomparso pochi giorni fa, un’ora di musica energica ma dolce, che avrà certo allietato la passeggiata in riva al mare di chi ha saputo apprezzarla.

077 - Copia

Infine, da questa terra e questo mare raccontati in lungo e in largo per tutta la serata, uno sguardo sul resto del mondo. Mimmo Zonno, presidente dell’associazione “Kirikù e la strega Povertà” di Sannicandro, ha esposto il progetto a cui lavora la sua associazione: “In Uganda, nella zona al confine col Ruanda, tramite varie associazioni siamo riusciti a costruire una scuola e una chiesa, e cerchiamo di fare in modo che gli agricoltori locali non debbano vendere i loro prodotti. Abbiamo bisogno dell’aiuto di voi cittadini: se un pezzetto di occidente, la Puglia, adotta un pezzetto del Terzo Mondo, potremo fare in modo che non debbano essere costretti a lasciare la loro terra e venire qui: cibo e istruzione è quello di cui hanno bisogno”.

097 - Copia

Non c’è dubbio che di istruzione abbiamo nuovamente bisogno anche noi; stasera ne abbiamo ricevuto un assaggio.

Vito Giustino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Related Posts