• martedì , 22 agosto 2017

MOLA, PROGETTI PER L’EX-MATTATOIO

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MOLA – Anche se ultimamente il Comune di Mola fa parlare di sé per i problemi di bilancio e per la sua tenuta nel tempo, ci sono ancora assessori che continuano a portare avanti il proprio lavoro. L’assessore all’Urbanistica Rossana Saponaro ha indetto lo scorso giovedì, presso la Casa delle Culture, un incontro sul progetto di riqualificazione dell’ex-macello comunale di Mola. Un progetto che lei stessa definisce “un sogno della giunta Di Rutigliano messo nero su bianco, un progetto che punta a reinventare l’ex mattatoio come spazio polifunzionale temporaneo, in grado di fungere anche da attrattore turistico. Non è casuale neanche la scelta del luogo dove verrà presentato, si tratta infatti della futura sede del nostro Urban Center che, negli auspici di tutti, sarà l’agorà ed il fulcro della pianificazione partecipata”. E dal palco della sala è stata lei stessa a presentare il team del workshop “Apulian Coastal Brownfields Reuse” (il sindaco Giangrazio Di Rutigliano, pur annunciato, non si è visto).

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Davanti a una platea assai folta, ha illustrato il lavoro, “curato dalla facoltà di Architettura del Politecnico in collaborazione con le migliori scuole della regione balcanica (il Politecnico di Tirana, le università ‘Marin Barleti’ ed ‘Epoka’, le università di Sarajevo, di Pristina, del Montenegro e di Belgrado), nell’ambito dell’Erasmus Plus. Un progetto che qualcuno ha cercato di sminuire come una semplice esercitazione accademica, ma che rappresenta il primo tentativo concreto di attuazione del concorso di idee lanciato nell’ormai lontano 2009 per la creazione di una casa del cinema. Inoltre, qualche mese fa, il nostro sindaco ha partecipato a un tavolo di pianificazione strategica a Bari sul finanziamento di 30 milioni a progetti per la costa da Molfetta a Monopoli ed è riuscito a strappare ben 2 milioni per la progettazione del fronte mare sud, oltre che dell’attuale mercato ittico e dell’ex mattatoio. Quest’ultimo edificio, da troppo tempo abbandonato, si presta ad ospitare le attività più disparate fra loro, spaziando da segmenti come l’enogastronomia alle esposizioni artistiche, passando per la convegnistica in genere fino alle proiezioni cinematografiche e lo shopping. Il tutto in un mix di nuove tecnologie e materiali locali senza mai tralasciare le preziose tracce di architettura industriale che consentiranno di riconoscere negli anni le origini di un sito facente parte a pieno diritto del patrimonio storico della città”.

Da lì la parola è passata ai due coordinatori, gli architetti Anna Bruna Menghini e Giuseppe Resta, che hanno diretto il team (composto da Nicola Aluisio, Giuseppe De Mita, Emma Fiorita, Daniela Pasqua, Laura Sideri, Martina Succurro ed Elisa Venditti).

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Menghini ha mostrato alcune slide del territorio costiero del sud-est barese, caratterizzato dalla presenza di lame e cave e, a livello antropico, dal sistema dei capodieci (antiche strade rurali presenti ogni 550 metri e perpendicolari alla costa), al termine di uno dei quali si trova appunto l’ex-mattatoio. Una figura imponente, all’apparenza ingombrante ma in realtà pronto ad accogliere dentro di sé varie realtà.

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E proprio sulla progettazione degli usi a cui potrebbe essere adibito il plesso si è soffermato l’intervento di Resta. Partendo da una lettura dell’edificio e delle sue vecchie funzioni si è elaborata una serie di attività che potrebbero svolgersi al suo interno, e che lo ricollegherebbero alla città. Ad esempio farne un centro per gli sport acquatici, installarvi una torre di segnalazione, creare un museo e una sala di videoproiezione. Inoltre, al largo, una “piazza sul mare”, uno spazio pubblico galleggiante itinerante che potrebbe spostarsi ovunque, anche fino a Bari o Trani, e che avrebbe il suo attracco appunto presso l’edificio. Una cosa che nessun altro paese limitrofo possiederebbe. La serata è stata conclusa dagli interventi del pubblico, che ovviamente si augura questi progetti non restino tutti sulla carta.

Vito Giustino

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