• mercoledì , 22 novembre 2017

MOLA, PRESENTAZIONE LIBRO “IL MARE DOVE NON SI TOCCA”

MOLA – Un’infanzia diversa dalle altre ha di buono che ci rende unici. Il piccolo Fabio è stato cresciuto dai suoi nonni, o meglio dai numerosi fratelli di suo nonno. Questo gli ha creato problemi al momento di rapportarsi coi suoi coetanei, ma ha anche dato vita a un romanzo autobiografico, “Il mare dove non si tocca” (ed. Mondadori, €19), che il suo autore, Fabio Genovesi, già premio Strega, ha presentato alla libreria Culture Club Cafè di Mola. A introdurlo la giornalista Annamaria Minunno.

L’Autore ha spiegato: “Questo libro è praticamente la storia della mia infanzia, non c’è quasi nulla di inventato. Quando la raccontavo in giro tutti mi guardavano strano, e sempre più persone mi facevano notare che avrei potuto scriverla. Così, per paura che qualche collega finisse per rubare la mia storia, ho deciso di scriverla io. Mio nonno aveva dieci fratelli, tutti scapoli e senza figli a differenza sua. Ero l’unico nipote e tutti loro vollero farmi da nonno. Per me era normale, quando sei piccolo tutto ciò che ti accade ti sembra normale. Mia madre stabilì di farmi trascorrere un giorno a turno con ciascuno di loro, e vi assicuro che tutti erano a modo loro bizzarri…”. Una bizzarria che si riflette anche nella scrittura di Genovesi, sempre molto ironica e divertente. “Eppure il primo giorno di scuola per me fu un trauma, dover stare seduto tutto il tempo, specie quando scoprii che la scuola non durava un giorno solo ma avrei dovuto andarci per anni… Nei temi scrivevo frasi tipo ‘Quei bei tempi non torneranno più’ oppure ‘Era meglio in tempo di guerra’, che per un bambino di sette anni sono piuttosto strane. Ma io la mia infanzia l’avevo trascorsa coi miei nonni, gente che aveva ormai settant’anni, e prima di andare a scuola non ero mai stato a contatto con nessun bambino della mia età”. In compenso, Genovesi i ragazzi li incontra oggi, quando gira per le scuole. “Mi viene da ridere quando sento dire che l’infanzia è l’età più bella, libera e spensierata. Io da piccolo se volevo una cosa dovevo chiedere il permesso, oggi me la compro. Il problema è che da piccolo sei schiavo degli adulti, ma da adulto lo sei di te stesso. Ti privi di un sacco di cose dando la colpa al tempo che manca e invece sei tu che ti perdi dietro alle stupidaggini. E cresci i tuoi figli allo stesso modo, obbligandoli a riempire il proprio tempo. Anche la lettura per me è stata una scoperta avvenuta spontaneamente, in casa mia non c’erano libri, iniziai leggendo i manuali, che continuo a leggere ancora oggi perché ognuno di essi potrà tornarmi utile. Invece ai ragazzi di oggi la lettura viene imposta, come compiti per le vacanze vengono assegnati loro romanzi tipo ‘Fontamara’ di Ignazio Silone, ‘Senilità’ di Italo Svevo, ‘Malombra’ di Antonio Fogazzaro, bellissimi, ma se li imponi a un ragazzo di sedici anni è ovvio che crescerà con una visione della lettura come di qualcosa da evitare. Per questo io dico ai ragazzi di non leggere! Se non gli piace sarà solo uno spreco di tempo, che sottrarranno ad altre esperienze, ugualmente formative e molto più divertenti. Se poi uno su cento ha questa passione allora fa bene, ma è una sua scelta”. Un’educazione particolare quindi, e che a sentire l’Autore continua ancora oggi: “Quando comunicai a mio padre che avevo vinto il premio Strega, e gli spiegai in cosa consisteva e dove si svolgeva, la sua reazione fu ‘Ricordati di farti dare una bottiglia di liquore’. Ma sono grato alla mia famiglia di queste cose, perché mi hanno insegnato a tenere i piedi per terra”. Aveva ragione Minunno esordendo con “Vale sempre la pena ascoltare Fabio Genovesi, per quello che dice e per come lo dice”.

Vito Giustino

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