• venerdì , 15 dicembre 2017

MOLA, PRESENTAZIONE DEL LIBRO “NESSUNO RESTI INDIETRO”

MOLA – Roberto Alborghetti. Giornalista. Autore di libri. Direttore della testata “OKAY”. Ogni anno indice un concorso che coinvolge le scuole italiane. Richiede loro di programmare una serie di attività in tema sicurezza. Quest’anno si trattava di scrivere un pezzo rap. Tra le 1200 scuole partecipanti a livello nazionale, 16 sono state proclamate vincitrici. Fra queste la scuola media “Alighieri-Tanzi” di Mola. Il 6 giugno la premiazione a Roma. Nel frattempo Alborghetti ha accettato l’invito a incontrare i ragazzi di persona, approfittandone altresì per presentare il suo libro “Nessuno resti indietro – Papa Francesco, la dignità del lavoro e l’inclusione sociale” (ed. Velar, €10, pagg. 94). La serata, curata dalla libreria Culture Club Cafè di Mola, si è svolta nell’auditorium dell’IISS “Da Vinci-Majorana”.

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A intervenire per prima è stata la coordinatrice dell’intero progetto, Sabrina Linsalata. La professoressa ha innanzitutto salutato a nome della preside della scuola media Cinzia Brunelli, impossibilitata a esserci, poi ha spiegato come “questa grande avventura ha entusiasmato i ragazzi, che hanno creato un sito web, elaborato dal giovane Danilo Lorusso, in cui sono stati inseriti giochi, foto, interviste e quattro canzoni rap (danilorusso09.wix.com/sitogenerale). Quando ho conosciuto Alborghetti ho scoperto una persona gioviale e alla mano, e mi è stato facile convincerlo a presentare anche qui il suo libro, ultimo di una lunga serie, dedicato a Papa Francesco e ai suoi appelli alla sicurezza e alla dignità dei lavoratori”. La preside dell’istituto ospitante l’evento, Caterina Silvestre, ha ringraziato i presenti e dato la parola alla presidentessa dell’Università della Terza Età Giovanna Fralonardo, che ha ricordato “una frase detta anni fa proprio dal Papa, ‘una società che esclude è una società potenzialmente nemica di tutti’, perché si dimostra una società immatura e incapace di costruire per gli altri. Questo pontefice già quando viveva a Buenos Aires non riusciva a stare chiuso nel suo ufficio, aveva bisogno di vivere la sua missione a contatto con gli altri. E ancora oggi lotta per far sì che le persone abbiano concretamente ciò che garantisce loro dignità umana”. La parola è passata al sindaco Giangrazio Di Rutigliano e all’assessore alla Cultura Francesca Mola, che hanno avuto parole di apprezzamento “per un’iniziativa che coinvolge i ragazzi, i futuri cittadini della nostra società. E’ importante parlare di questi temi, e soprattutto dare il buon esempio, poiché è di esempi che i ragazzi si nutrono, e già nella scuola dobbiamo gettare le basi per l’inclusione sociale e per il rispetto della legalità”.

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Da lì l’Autore ha iniziato a rispondere alle domande di Fralonardo sulla genesi del libro: “Mio padre mi ha trasmesso la passione del racconto, e da giornalista il mio maestro è stato don Andrea Spada. Prete, giornalista, direttore per 51 anni (un record assoluto) de L’Eco di Bergamo, mi ha sempre detto di accertarmi di quel che scrivevo, e di andare a cercare informazioni per strada. Trovo che il giornalismo debba recuperare la sua vocazione a raccontare i problemi per tentare di risolverli, di cambiare le cose. Oggi si preferisce assecondare l’editore… Anche per i miei libri sul Papa (che ho avuto modo di incontrare due volte) ho fatto lunghi lavori di ricerca su fonti accertate e attendibili, ho indagato sulla realtà argentina e sui suoi nonni italiani. Mi sono messo ‘affianco’ a quest’uomo. Un uomo che ha conosciuto attraverso la sua famiglia la storia dell’emigrazione, il che spiega perché sia così sensibile su questo argomento. L’esempio dei suoi genitori fu importantissimo: da studente lo mandarono a lavorare, perché avesse sempre presente il sacrificio che c’è dietro il guadagno, e che non è il lavoro che facciamo a dire chi siamo ma il modo in cui lo svolgiamo, il senso che diamo al nostro lavoro. Sotto dittatura conobbe una scienziata poi resa desaparecida, Esther Ballestrino De Careaga, che gli trasmise la passione per la chimica e l’importanza di battersi per le proprie idee. Accettare la proposta di raccontare questo Papa all’inizio mi ha spaventato, ma poi ho capito che dovevo rimboccarmi le maniche, il che poi è un messaggio che voglio dare ai ragazzi: quando fate una ricerca non fermatevi a Wikipedia, sforzatevi di andare oltre, di scavare in cerca di informazioni poco conosciute, che vi aiutino ad andare all’essenza delle cose”. Dopo il dibattito i ragazzi si sono esibiti nei pezzi rap che hanno scritto. Speriamo che il premio ricevuto, e gli insegnamenti venuti fuori durante la serata, li aiutino a non perdere la propria inventiva e la propria capacità critica. Mai come oggi c’è bisogno di entrambe.

Vito Giustino

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