• mercoledì , 20 settembre 2017

MOLA, MOZIONE DI SFIDUCIA AL SINDACO ASSENTE

MOLA – E’ cosa nota che il sindaco di Mola, Giangrazio Di Rutigliano, sia momentaneamente fuori sede. Si è infatti unito a un pellegrinaggio di gruppo ad Assisi. Niente di più facile che pensare abbia intenzione di chiedere a san Francesco di aiutarlo a trovare una soluzione alla crisi amministrativa: ha revocato il mandato ai suoi assessori e ora deve formare una nuova giunta, mentre il tentativo di riavvicinare i quattro consiglieri indipendenti si è arenato già alla prima riunione (e, manco a dirlo, ognuno dà una versione diversa: il sindaco afferma che i suoi ex-alleati volevano il ritorno degli assessori Niki Bufo e Pino De Silvio, forse i più vicini alle loro posizioni, mentre i quattro dichiarano di aver solo chiesto di togliere la delega al bilancio a Francesca Mola, ma che il sindaco abbia già una nuova squadra in mente…). Insomma, in tutto questo il desiderio di allontanarsi e trovare conforto (e magari risposte) in quell’oasi di spiritualità che è Assisi è umanamente comprensibile, ma c’è un problema: la legge prevede che il sindaco, quando è fuori sede, deleghi il governo al suo vice, e qualora anche questi sia indisponibile la delega passa a un assessore a scelta (è capitato in passato che Gianni Russo ricoprisse il ruolo di sindaco per alcuni giorni, quando Di Rutigliano e Mola erano in viaggio contemporaneamente). In questo momento però, avendo il sindaco sciolto la giunta, non può delegare nessuno, per cui da domenica mattina Mola è di fatto senza governo. Il funzionario più alto in carica al municipio è il segretario generale, che però non ha l’autorizzazione a promuovere atti che sono solo di competenza del sindaco o di chi ne fa le veci. Fortunatamente questo stato di “anarchia” finirà stasera col ritorno alla base del sindaco, il quale si troverà una nuova gatta da pelare da aggiungere alla collezione: l’opposizione gli ha infatti inviato mozione di sfiducia.

Un atto che segue un lungo periodo di silenzio da parte della minoranza di centrodestra, che piuttosto sorprendentemente non era mai intervenuta nella crisi amministrativa, “per il rispetto che abbiamo nei confronti delle istituzioni – hanno spiegato in una nota – e per non interferire in alcun modo nelle dinamiche in atto all’interno della maggioranza”. Ora a quanto pare hanno deciso di recuperare il tempo perduto. Molti ricorderanno che questa è la seconda mozione di sfiducia in diciotto mesi. Ma se la prima fu ritenuta da molti un atto eccessivamente severo e intempestivo nei confronti di un’amministrazione che si era appena insediata, oggi non si può non notare che, purtroppo, col passare del tempo le cose non sono migliorate. E’ un dato di fatto che da dicembre la macchina amministrativa sia bloccata in un pantano di cui ancora non si vede la riva, e proprio la crisi in cui versa la maggioranza rende difficile prevedere se la mozione passerà o meno: come voteranno i consiglieri, tutti i consiglieri? Ad ogni modo, il consiglio si riunirà il 23 marzo in prima convocazione, e ha fissato la seconda per il 27. Lo abbiamo appreso direttamente dai consiglieri Stefano Diperna e Giuseppe Colonna al termine della riunione dei capigruppo. I due non hanno certo nascosto la loro contrarietà alla scelta di discutere così tardi un tema tanto importante: “La legge obbliga a discutere la mozione di sfiducia tra i dieci giorni e i trenta giorni dalla sua notifica. Se si andrà in seconda convocazione saranno trascorsi esattamente trenta giorni, possibile che con questo sindaco dobbiamo ridurci sempre all’ultimo giorno per qualsiasi decisione? Per non parlare di come il paese è fermo in tutto. E del fatto che lui se ne vada lasciandolo senza guida, come facciamo se in questi giorni accade qualcosa per cui è necessaria la presenza o la firma del sindaco? Siamo sicuri che il commissariamento sarebbe il male peggiore? Almeno il commissario l’ordinaria amministrazione la garantisce…”. Ed annunciano un’imminente conferenza stampa, in cui fra l’altro sveleranno alcuni retroscena sul caso dei lotti C 2.3… Insomma, mettiamoci nelle mani di san Francesco.

Vito Giustino

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