• sabato , 21 aprile 2018

MOLA, LETTERA APERTA AL SINDACO SULLA SCUOLA DI VIA FIUME

MOLA – Un passo importante nella campagna elettorale dell’attuale amministrazione era lo stato di sicurezza della scuola del prolungamento di via Fiume. Oggi una delle principali attiviste di quella battaglia, Loredana Menga, chiede pubblicamente al sindaco Giangrazio Di Rutigliano di prendere una decisione netta sulla questione. Lo fa con una lettera aperta in cui per prima cosa ricorda le perizie effettuate durante la precedente amministrazione Diperna e che riportavano dati non certo rassicuranti (ma che non impedirono la riapertura dell’edificio): “Le cause del fenomeno lesionativo riscontrato presso il plesso scolastico in oggetto non vanno attribuite ad un cedimento strutturale, quanto piuttosto a qualche fenomeno degenerativo che si sta verificando in fondazione. E’ pertanto il terreno su cui poggia il fabbricato l’elemento debole su cui andrebbero concentrate le verifiche […] Queste circostanze fanno sì che l’area esterna sia giustamente interdetta all’uso dei bambini e di qualunque altra persona. Inoltre tale area richiede urgenti ed improcrastinabili lavori di consolidamento e la necessità che tale area sia rigorosamente interdetta finché le opere di consolidamento siano completate […] Il piano su cui poggiano le fondazioni risulta essere costituito da roccia tenera, poco cementata, granulometricamente rappresentato da una sabbia di natura carbonatico-detritica, che dal punto di vista delle sue proprietà tecniche si presenta come terreno di fondazione dalle proprietà tecniche francamente scadenti, passando a mediocri nei livelli più profondi”. Che ve ne pare? Voi ci mandereste i vostri figli in un edificio così? E perché un sindaco che ha basato gran parte della sua campagna elettorale su questo scandalo sembra ora sul punto di ripetere l’errore di chi lo ha preceduto? E’ in fondo questa la domanda che la sua ex-coordinatrice Menga gli pone oggi: “Sono state predisposte delle verifiche per appurare quale fenomeno degenerativo e di che entità si sta verificando in fondazione? E’ stato verificato che siano stati messi in opera gli urgenti lavori di consolidamento di cui si parla? Qualora non fossero ancora stati eseguiti, si è predisposto un piano alternativo di evacuazione? Se il piano su cui poggiano le fondazioni risulta essere un terreno dalle proprietà tecniche scadenti non sarebbe opportuno predisporre l’immediata MESSA IN SICUREZZA di detto stabile visto che il monitoraggio predisposto, pure se utile e di fondamentale importanza ai fini diagnostici, tuttavia resterebbe fine a se stesso se non supportato da una puntuale relazione esplicativa dei risultati, che ne chiarisse appunto le risultanze?” Tante domande, tante risposte che il sindaco deve dare, non tanto a una sua concittadina quanto a tutti quei genitori che dovrebbero mandare i loro figli in quella scuola.

Vito Giustino

 

 

 

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