• venerdì , 15 dicembre 2017

MOLA, LA NOTTE IN CUI CADDE LA GIUNTA

MOLA – Alla fine, quel giorno è arrivato, anche se in piena notte. La mozione di sfiducia è passata e la giunta Di Rutigliano è caduta. Sono le ore 19 quando tutti i consiglieri e gli assessori rispondono all’appello e il consiglio ha inizio. Circa mezz’ora prima due dei nuovi assessori, Maria Cristina Ciriello e Giuseppe Cincavalli, si erano affacciati nell’aula consiliare per vedere com’è fatta e sembrano averla apprezzata. Speriamo non troppo visto che sarà stata l’ultima volta che l’hanno vista, perlomeno dal bancone della giunta (a quanto pare la risposta alla nostra domanda durante la conferenza di presentazione di qualche sera fa rimarrà la loro unica esternazione da assessori, dato che non hanno fiatato per tutta la durata del consiglio).

Ad ogni modo, una volta iniziato il dibattimento (non prima di aver osservato un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato di Westminster), il sindaco presenta i nuovi assessori, al che il consigliere di opposizione Giovanni Vincesilao chiede chi di loro sarà nominato vicesindaco. Di Rutigliano risponde che il processo di assegnazione delle deleghe è ancora in corso.

Alle 19.25 viene discusso il primo punto all’ordine del giorno. Ce ne sono sette prima di arrivare a quello che tutti attendono, ovvero la mozione di sfiducia. Contrariamente a quel che si poteva pensare vengono discussi abbastanza in fretta, e a partire dalle 21.10 inizia la discussione che una sala insolitamente gremita aspettava. Discussione che si trasforma ben presto in un tiro incrociato. Da parte dell’opposizione Marino Liuzzi legge il testo della mozione, che è in pratica il riassunto degli errori politici commessi da Di Rutigliano in venti mesi, Giuseppe Colonna si sofferma sugli ultimi tre, quelli della crisi, e sull’oggettivamente impressionante serie di errori messi in fila dal sindaco (uno su tutti, azzerare la giunta per poi provare a richiamare alcuni ex-assessori, Pino De Silvio e Niki Bufo, anch’essi presenti nel folto pubblico), Francesco Brunetti legge un comunicato dell’UDC che invita a votare la sfiducia, Stefano Diperna rinfaccia al sindaco le accuse che questi aveva rivolto alla sua amministrazione e i meriti che si è preso per aver portato a termine opere iniziate da lui, Vincesilao si sofferma in special modo sulla questione del buco di bilancio, Sebastiano Delre rimarca le differenze tra l’attuale sindaco e Nico Berlen, riconoscendo a quest’ultimo una visione del paese mancata totalmente a questa amministrazione.

Ma se l’opposizione in fondo fa il suo mestiere, gli attacchi più dolorosi arrivano dalla maggioranza. Intanto registriamo l’ennesima spaccatura nel PD: se Antonio Tricase voterà contro la mozione di sfiducia poiché bisogna evitare il commissariamento del paese, Angelica Tribuzio dichiara che voterà a favore, non nascondendo la sua delusione soprattutto umana per un’esperienza politica che poteva e doveva essere migliore. Se Salvatore Ruggiero legge un comunicato del movimento Condividiamola e Giovanni Alberotanza ne legge uno di Avanti per Mola, le due liste che pur non avendo rappresentanti in consiglio sostengono l’amministrazione, Vito Lepore (uno dei consiglieri fuorusciti) ne legge uno de L’altra Mola, che fino a ieri pur non avendo consiglieri (è entrata nella coalizione tramite apparentamento) era rappresentata in giunta da Gianni Russo, mandato via insieme agli altri assessori (anch’egli in sala insieme al suo gruppo). Il comunicato lo pubblichiamo a parte integralmente. Il fuoco di fila dei fuorusciti prosegue con Giambattista Siciliano, il quale ribadisce le motivazioni che li hanno portati a dichiararsi indipendenti (come la totale indisponibilità ad ascoltare qualsiasi loro suggerimento) e Franco Battista, che si toglie qualche sassolino dalle scarpe contro certa stampa che li ha trattati come dei traditori.

Da registrare un paio di alterchi piuttosto accesi. Il primo, quando Mario Lepore torna sulla questione dei contatti col centrodestra per formare una nuova giunta, di cui siamo stati i primi a darvi conto. Lepore si assume la piena responsabilità dell’iniziativa, ma il centrodestra afferma che anche l’ex-vicesindaco Francesca Mola era al corrente di tutto e ha addirittura spinto perché la trattativa andasse in porto. Il sindaco afferma che lui era comunque all’oscuro di tutto e noi come al solito non sapremo mai chi dice tutta la verità. Il secondo vede protagonisti il consigliere di maggioranza Alberotanza (accusato da più parti di aver cambiato posizione rispetto ai primi tempi, quando si dimostrava assai critico verso la propria coalizione per poi diventarne il più strenuo difensore) e il presidente del consiglio Nicola Tanzi (anch’egli fra i quattro fuorusciti), che si riserva un intervento finale, da consigliere, in cui respinge le accuse di tradimento affermando che “i traditori sono altri” e afferma che molti provvedimenti di questa consigliatura, compresi quelli approvati ieri sera, si devono soprattutto al suo impegno. E’ la badilata finale su questa amministrazione. All’1.20 Di Rutigliano prende la parola per “smontare punto per punto” le accuse rivoltegli. Il discorso dura ben un’ora e venti, ma non convince nessuno, in fondo nemmeno lui (e a dirla tutta, il fatto che si limiti a leggerlo senza mai staccare gli occhi dal foglio fa sospettare più di qualcuno che non sia scritto di sua mano). Sarà la sua ultima esternazione da sindaco. Alle 2.45 la mozione è votata e approvata. Tutti possiamo tornare a casa, la giunta è caduta.

Vito Giustino

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