• martedì , 21 novembre 2017

MOLA, LA “NATIVITA'” IN SCENA ALL’ANGIOINO

MOLA – Anche se ufficialmente il periodo di Natale si conclude con la prima domenica dopo l’Epifania (domenica in cui si celebra il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano), il periodo dell’Epifania secondo il rito latino si conclude il 2 febbraio, giorno della Candelora. Non è quindi fuori tempo massimo l’ultima replica, tenutasi a metà gennaio, della “Natività”. Lo spettacolo, tratto dalla commedia “Aveim u nenne (Abbiamo il bambino)” di Tonino Abatangelo, è stato portato in scena dalla compagnia molese “Il Palcoscenico” di Nilla Pappadopoli. Già rappresentato nel periodo natalizio, l’affluenza di pubblico è stata tale da richiedere un’ulteriore replica. E così riecco in scena Nicola Desilvio, Stefania Assenti, Stefano Difonso, Nicola Rotondi, Nunzio Dellerba, Mariangela Lamanna, Ninni Desilvio, Anna Boccuzzi, Antonella Conenna, Giorgia Dipierro, Sandra Gelao, Alessandra Demonte, Caterina Comes, Matteo Pasqualicchio, Anna Angiulli, Teresa Deserio, Caterina Palazzo, Maria Morelli, Anna Caputo, Rosarita Quaranta, Alex Orlando, Isabella Gaudiuso, Isa Colucci, con la partecipazione straordinaria di Mariella Capotorto e la voce narrante di Giuseppe Aversa, che hanno rappresentato le settimane precedenti la nascita di Gesù. Anche se i costumi sono chiaramente novecenteschi e i protagonisti parlano tutti in dialetto molese l’ambientazione è proprio quella della Nazareth di duemila anni fa. Ecco l’editto di Augusto che costringe Giuseppe e Maria a partire verso Betlemme per farsi registrare nel censimento, il loro lungo viaggio in cui non troveranno nessuno disposto a dar loro ospitalità e, alla fine, il parto in una stalla. Un evento davanti a cui tutti dovranno inchinarsi, compresi coloro che li avevano scacciati poco prima. Una commedia agrodolce, in cui non mancano gli intermezzi umoristici, ma attraversati da una profonda religiosità che in qualche modo attenua l’amarezza per la debolezza umana. Come ha detto la regista Nilla Pappadopoli al termine dello spettacolo, “era giusto raccontare la storia più antica del mondo”, dando appuntamento a maggio per la nuova trasposizione della compagnia, “Il medico dei pazzi” di De Filippo.

Vito Giustino

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